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Pensioni ultime notizie su mini pensioni, quota 100, quota 41 Governo Renzi bocciato da Commissioni che non vogliono mini pensioni

Le richieste delle Commissioni per novità per le pensioni davvero fattibili: piani proposti al posto di quello nuovo basato sulla mini pensione




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 13:48): E ora, sempre dal Ministero del Tesoro arrivano sia dal Vice Ministro che da uno dei più importanti sottosegretari delle ultime notizie e ultimissime davvero non rassicuranti sulle novità per le pensioni spiegando che allo stato attuale delle cose ci potrebbe anche un passo indietro e non fare nulla o qualcosa di minimo per le novità per le pensioni dando più spazio alle imposte e investimenti.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 11:12): Tra l'altro, riprendendo anche il discorso delle divisioni oltre quelle dettem, anche i tecnici più stretti del Governo Renzi avevano inizialmente pensato a tre stumenti per le novità per le pensioni, tre metodi di cui uno solo era basato sulle mini pensioni. E queste stesse esternazioni non erano piaciute, secondo le indiscrezioni delle ultime notizie e ultimissime, al Minsitero dell'Economia che aveva chiesto un passo indietro la cui sintesi al momento rimangono le mini pensioni che come detto, però, si chiede già di abolirle prima ancora che entrino in una fase successiva.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 9:03): Vi è, poi, il discorso dell'assegno universale, che nelle Commissioni per le novità sulle pensioni è stato trattato ma mai portato avanti ufficialmente con delle richieste o norme, ma che in realtà da diverse forze politiche e dallo Istituto di previdenza così come nel Dicastero dell'Occupazione e del Tesoro si sono formulate delle soluzioni in base  aquetso meccanismo in primis per favorire anchi i pensionandi senza occupazione o che vorrebbero uscire anche con il meccanismo prolungato e rivisto della Naspi. Novità per le pensioni indirette che, però, sono state portate al centro del'attenzione nuovamente nelle ultime notizie e ultimissime.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 17:47): Lo stesso Istituto di Previdenza nei suoi primi piani ha inserito come novità per le pensioni una serie di metodi e strumenti che le stesse Commissioni appoggiano e ne ha chiesto l'utilizzo al Governo Renzi tra cui:

- novità per le pensioni con un sistema molto simile a quota 100
- novità per le pensioni attraverso la semplificazione dei cumuli e la resa gratuita
- novità per le pensioni per quota 41
- novità per le pensioni per chi ha fatto o sta ancora facendo occupazioni particolarmente faticosa da un punto di vista soprattutto fisico.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 14:47): Fanno parte i responsabili delle due Commissioni di due forze differenti seppure in coalizione tra loro e anche questa volta sono giunti, come nelle precedenti ultime notizie e ultimissime che abbiamo riportato, insieme ai membri che formano i loro gruppi che si dedicano alle novità per le pensione a chiedere entrambi la cancellazione delle mini pensioni come stanno avanzando, convergendo entrambi di fondo a quota 100 e quota 41, ma che se non si riuscisse a raggiungere almeno per la Commissione del Senato ci sarebbe l'alternativa di uno scivolo con contibutivi figurativi addirittura senza penalità anche rispetto a quota 100, in un meccanismo dove verrebbero coinvolte anche le aziende, ma non solo le grandi, ma anche quelle di medie-piccole dimensioni in maniera, però, ancora da spiegare.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:12): Le Commissioni che si occupano a Palazzo Madama e a Montecitorio delle novità per le pensioni si attraverso i singoli esponenti che i responsabili proveniente in pratica da tutte le forze sia di opposizione interna che della coalizione della maggioranza che della vera e propria opposizione chiedono delle novità per le pensioni differenti da quelle che sembrano al momento più fattibili ovvero basate sulle mini pensioni come riportano le ultime notizie e ultimissime

Prima la sua presentazione, diciamo ufficiale, annunciata dal premier in diretta durante il suo ultimo appuntamento #matteorisponde, poi i dettagli spiegati qualche giorno dopo, ora l’attesa di ulteriori indicazioni, anche se, come riportano le ultime notizie, le Commissioni chiedono al governo Renzi di eliminare il nuovo piano di uscita prima basato sulla mini pensione e rivedere ancora i requisiti per il prepensionamento. Le ultime novità per le pensioni si concentrano, infatti, sul meccanismo che permetterebbe di andare in pensione fino a tre anni prima, cioè a 63 anni e sette mesi, ai nati tra il 1951 e il 1952.

Come annunciato, le intenzioni sono quelle di inserire questo meccanismo nella nuova Manovra 2017 e accompagnato da penalizzazioni che sono comprese tra l'1 e il 3% annui ma che potrebbero arrivare anche al 4%, in base al reddito più o meno alto percepito dal lavoratore, con un anticipo che sarebbe erogato dagli istituti di credito al lavoratore che vuole andare in pensione prima. Quando lo stesso lavoratore avrà maturato i normali requisiti pensionistici richiesti, dovrà restituire quanto percepito in anticipo dall’istituto di credito allo stesso istituto tramite minime trattenute sulla pensione finale che gli verrà corrisposta come al solito dall’Istituto di Previdenza.

Resta da chiarire quale sarà l’entità di queste trattenute, anche se si dice minime ma considerando una pensione di 800 euro la trattenuta minime pur di 100 euro influirebbe e come, se gli interessi che, come si è detto, non dovrebbero essere a carico del lavoratore, lo saranno dello Stato e che impatto questo meccanismo potrebbe avere. Ma, altra cosa importante, resta da capire come evolverà questo sistema nei prossimi anni visto che dovrà comprendere di volta in volta gli over 63, quelli che cioè oggi cono nati tra il ,51 e il ’53.

Si tratta di una novità che non ha riscosso il consenso sperato: innanzitutto la penalizzazione sarebbe troppo alta, come da tanti spiegato, non soltanto perché si dovrebbe accettare a vita una pensione ridotta ma anche perché alla pensione ridotta, una volta terminato il periodo di fruizione dell’anticipo, bisognerà sottrarre ancora le trattenute per la restituzione dell’anticipo di uscita, il che chiaramente scontenta quanti hanno lavorator una vita intera e si ritroverebbero ad avere, nella maggior parte dei casi, più della metà di soldi in meno sull’assegno finale. Una vera e propria ingiustizia, senza considerare che non si sa se sono inclusi in questa novità coloro che svolgono lavori pesanti o lavorano sin da giovanissimi, per cui si chiede la quota 41.

Proprio per questi motivi le Commissioni hanno chiesto al governo ulteriori novità con la cancellazione di questo piano. E mentre la Commissione Occupazione di Palazzo Madama chiede un cambiamento per un piano di uscita prima fino a tre anni, vale a dire a 63 anni, durante il quale si continuerebbe ad erogare al lavoratore il proprio stipendio, da definire se interamente o parzialmente, e a pagare i regolari contributi previdenziali, in modo da incentivare il turn over, coinvolgendo Stato e imprese stesse, la Commissione Occupazione a Montecitorio rilancia sul piano di uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni del 2% annui, fino ad un massimo dell’8%, che risulta al momento più conveniente decisamente del piano di uscita basato sulla mini pensione, perché oltre alla penalizzazione per l’uscita in anticipo non prevederebbe alcuna ulteriore trattenuta successiva, e su misure di prepensionamento ad hoc, come la quota 41, per chi ha iniziato a lavorare giovanissimo e chi è impegnato in lavori estremamente faticosi. La quota 41 permetterebbe l’uscita con 41 anni di contributi per tutti senza limiti anagrafici e senza penalizzazioni, considerando che si sta parlando di categorie di lavoratori che sono già stati fortemente penalizzati dall’entrata in vigore delle attuali norme previdenziali e che non hanno bisogno di essere ulteriormente colpiti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il