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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 41, quota 100 una beffa se approvata solo la prima con tagli agevolazioni, detrazioni

Modifiche e novità pensioni al vaglio dell’esecutivo e quale piano potrebbe realmente passare:conseguenze e cosa aspettarsi




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 11:40): Una via alternativa che non è mai stata presa fortemente in considerazione, o meglio, secondo molti commentatori ed esperti, come hanno riferito nelle ultime notizie e ultimissime)  è stata utilizzata in maniera molto limitata è quella della revisione della spesa. Da sottolineare, comunque, è che gli esperti che vi hanno lavorato da Cottarelli a Gutgled sottolineamo come alcuni elementi da riordinare vi sono tra le pensioni, ma parlano anche di novità per le pensioni fondamentali come la divisione tra assistenza e pensioni che rilancerebbe tutto il sistema. Il problema ora è il rischio della la beffa di cui si parlava sotto.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:36): D'altra parte numerose detrazioni e agevolazioni che potevano essere ritoccate come quella della famiglia o ristruttrurazione casa, mobili lo stesso Def quando ha approvato l'obiettivo del taglio le ha escluse e quindi se ben ne rimangono oltre 200-250 (negli ultimi anni cresciute tra l'altro) le agevolazioni e le tiplogie di pensioni sono tra le più "ricche" da rivedere. Il tutto era giutso e comprensibile come ra stato spiegato anche da importanti autorità nelle ultime notizie e ultimissime se questa revisione fosse servita come rilancio per quota 100 o quota 41, ma così al momento, seppur da più parti richiesto pare complesso.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 16:45): Il cammino verso il riordino delle detrazioni e agevolazioni e di alcune tipologie di pensioni è già iniziato nella norma appunto sulle detrazioni fiscali e nel Fondo Indigenza. Non solo. Anche del Def è stato riportato come uno degli obiettivi in modo ufficiale. Non è, invece, seppur dopo tante parole nessuna operazione per le novità per le pensioni che rimane sempre in fase di analisi e studio. Ora il meccanismo più accreditato ma anche il più criticato è quello che verte sulle mini pensioni. E la conclusione al momento più facile da prevedere è da una parte una serie di tagli e riordini su pensioni e detrazioni, dall'altro le mini pensioni con spese minime visto che i fondi che dovevano andare per le novità per le pensioni dal riordino detto in precedenza servirebbero, stando alle ultime notizie e ultimissime, per finanziare la manovra e coprire il buco di partenza con il cambio dei parametri imposto dall'Ue.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:47):  Il vero paradosso per le novità per le pensioni che potrebbe non essere una ipotesi così campata in aria stando anche alle ultime notizie e ultimissime? Se dovessero passare le novità per le pensioni basate sul meccanismo delle mini pensioni così come attualmente spiegato e da quasi tutti criticato insieme ai tagli e al riordino e i cambiamenti di diverse tipologie di pensioni, agevolazioni e detrazioni con un effetto almeno iniziale peggiorativo

Sono passati ormai due anni da quando si è aperta la discussione per l’introduzione di novità per le pensioni che potessero modificare la legge all’epoca entrata in vigore che ha previsto il graduale innalzamento dell’età pensionabile per tutti, indistintamente tra categorie di lavoratori e uomini e donne, in base all’adeguamento all’aspettativa di vista Istat. Con lo scatto verificatosi il primo gennaio 2016, l’età di uscita dal lavoro si è stabilizzata, per i prossimi due anni, sui 66 anni e sette mesi e se qualcosa non verrà cambiato nell’immediato, nel 2019 aumenterà ancora. Le ultime notizie riferiscono e confermano che da tempo ormai si discute di come cambiare l’attuale legge, nonostante la contrarietà dei tecnici dell’Economia e dell’autorevole Comunità. Finora, però, nulla è stato concretamente fatto, nonostante siano al vaglio da mesi piani come quota 100, quota 41, mini pensione, uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalità del 2%.

A questi sistemi, ormai ben noti a tutti, da due settimane si è affiancato il nuovo meccanismo di prepensionamento basato sulla mini pensione, un piano che sin dal momento della sua presentazione non è stato ben accolto, perché sarebbe poco conveniente per il lavoratore e troppo costoso, richiedendo anche il coinvolgimento degli istituti di credito ma con cui manca ancora un accordo. Questo piano, in particolare, prevede la possibilità per i nati tra il 1951 e il 1953 di andare in pensione prima fino a tre anni, vale a dire a 63 anni e sei mesi, accettando penalizzazioni sulla propria pensione che sarebbero comprese tra l’1% e il 3%, con possibilità di raggiungere anche il 4% per coloro che percepiscono redditi più elevati e di essere azzerate per i disoccupati, e percependo una mini pensione che dovrebbe essere erogata dagli istituti di credito.

Nel caso in cui siano le imprese a chiedere l’uscita prima del lavoratore, sarebbero essere stesse a dover erogare l’anticipo per l’uscita. La mini pensione verrebbe poi restituita dal lavoratore agli istituti di credito attraverso piccole decurtazioni sull’assegno mensile finale, anche se non si sa ancora di che entità sarebbero queste decurtazioni. Il problema di questo piano è che innanzitutto non si sa ancora se contempla soluzioni di quota 41 per chi è entrato prestissimo nel mondo del lavoro e chi svolge lavori pesanti e che, inoltre, non prevede alcun vantaggio per il lavoratore che vuole andare in pensione prima che dovrebbe accettare penalizzazioni prima sommate alle decurtazioni di dopo e tutto solo per non aspettare tre anni alla pensione.

E sarebbe probabile che nessuno ne usufruirebbe. Se, dunque, passasse, rispetto a sistemi come quota 100, quota 41, o uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni, sarebbe paradossale visto che sarebbe meno conveniente, pur essendo costoso, così come paradossale sarebbe l’eventuale approvazione di tagli di detrazioni, agevolazioni e tipologie di pensioni, che sarebbero interventi negativi e certamente poco apprezzati, pur se nell’ottica di successive novità per le pensioni positive per tutti, ma sembra che tali piani di lavoro siano stati promessi anche all'Ue nella trattativa, anche nel caso in cui fossero concessi ufficialmente i 14 miliardi di euro che potrebbero servire da coperture per diversi interventi ma non per rilanciare novità per le pensioni. La concessione dell’extra deficit potrebbe, infatti, essere legata a diverse condizioni ma fino a quando non sarà ufficiale la risposta da parte della Comunità i forse saranno troppi. Una volta avuta la certezza allora si potrà iniziare a ragionare in termini concreti di nuovi provvedimenti da inserire eventualmente nella prossima Manovra, partendo da una riapertura del documento economico.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il