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Tasi e Imu 2016: prima rata regole per tutti nuove seconda casa, prima casa e per affitto proprietari-inquilini, figli, divorziati

Nuove regole 2016 di calcolo e pagamento Imu e Tasi in casi particolari di immobili: quali sono, norme e cosa sapere




Si paga il prossimo 16 giugno, come ogni anno ormai, la prima rata di acconto di Imu e Tasi 2016. Stessa data di versamento, così come restano le stesse le modalità di calcolo delle imposte sulla casa e di pagamento, che si dovrà effettuare sempre con bollettino postale o compilando il modello F24. Diverse sono però le altre novità che interessano le imposte sugli immobili quest’anno. Innanzitutto, è stata cancellata  la Tasi su prime case e pertinenze, cancellata anche per gli inquilini di case in affitto che fino all’anno scorso versavano una percentuale, stabilita dal proprio Comune di residenza, della cifra risultante sulla tassa sui servizi indivisibili comunali. E’ stata cancellata anche l’Imu per imbullonati e tutti i terreni agricoli, indipendentemente dal Comune in cui sono ubicati.

Ma le novità non finiscono qui: insieme ad abolizioni e cancellazioni, infatti, è stato previsto uno sconto del 75%, sia di Imu che di Tasi, nei casi in cui una seconda casa sia  in affitto a canone concordato, dove chiaramente risulti una regolare registrazione del contratto e sono previste novità per entrambe le imposte sulla casa anche per i coniugi divorziati che lasciano il tetto coniugale. In particolare, in questi casi, a seguito di un provvedimento del tribunale che ponga effettivamente fine agli effetti del matrimonio dichiarandone lo scioglimento, il coniuge assegnatario viene considerato titolare del diritto di abitazione e deve pagare le imposte sulla casa in base a quanto stabilito dalla delibera del proprio Comune in materia.

Nel caso, tra l’altro abbastanza frequente, di un marito proprietario, al 100% o in parte, dell’immobile assegnato alla ex moglie con figli, a seguito di separazione e divorzio, che va a vivere in un secondo immobile, sempre di sua proprietà, adibito ad abitazione principale, il marito non deve pagare l’Imu sull’immobile rimasto alla moglie con figli ma nemmeno sulla seconda casa che diventa per lui l’abitazione principale, quindi prima casa, e poiché l’Imu sulle prime case non si paga, allora non dovrà versare nulla. Né sull’una né sull’altra poi bisognerà pagare la Tasi che, come detto, da quest’anno è stata abolita su prime case e pertinenze.

Nei casi di doppia residenza, cioè se due coniugi hanno due residenze anagrafiche diverse nello stesso Comune, eventuali agevolazioni e detrazioni valgono solo per un immobile. Se i componenti del nucleo familiare hanno fissato la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili nello stesso Comune, l’aliquota e la detrazione per l’abitazione principale e per le relative pertinenze devono essere uniche per nucleo familiare indipendentemente dalla dimora abituale e dalla residenza anagrafica dei rispettivi componenti. Ciò significa che può essere considerata abitazione principale solo un immobile, per cui non saranno dovute né Imu né Tasi. Tra le altre novità, è stato previsto anche uno sconto del 50% nei casi in cui venga data ai propri figli una casa in comodato d’uso gratuito.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il