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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 100, quota 41 dopo divisioni Governo Renzi cerca unione

Dopo mesi di divisioni, il premier punta a ricompattare il suo partito per la definizione di nuovi provvedimenti: cosa aspettarsi per novità pensioni e piani al vaglio




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:36): Tutti per il prossimo obbietivo, ma in realtà limitandoci solo alle novità per le pensioni il Governo Renzi appare sempre più diviso con l'opposizione interna che cerca di chiedere che le mini pensioni così come concepito non vengano fatte a favore di quota 100 senza dimenticare quota 41, mentre diversi componenti dello stesso Governo come riferisocno le ultime notizie e ultimissime pure loro non così conviente iniziano a pensare di non fare nulla o al massimo agire a livello fiscale.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:01):  Il governo Renzi cerca di ritrovare la compatezza e in una riunione appena conclusa sembra che ci sia riuscitop o quasi soprattutto con l'opposizione interna. Ma in realtà, se si va oltre gli applausi e le battute riportate dalle ultime notizie e ultimissime di questa riunione, le divisioni come abbiamo già detto, sembrano in continuo e costante aumento soprattutto e non solo tra le novità delle pensioni.

Dopo il caos creatosi proprio alle soglie delle prossime elezioni comunali di giugno e gli scandali che hanno travolto il partito di maggioranza, il premier cerca di ricompattare la sua forza politica, in vista soprattutto del prossimo referendum costituzionale di ottobre, e, stando alle ultime notizie, sembrerebbe aver aperto alla minoranza, nel tentativo di appianare divergenze e tensioni che non hanno certo fatto bene alle discussioni degli ultimi mesi su temi centrali per una nuovo percorso di crescita del Paese, tra cui le stesse novità per le pensioni. Sono stati, infatti, diversi gli scontri che si sono susseguiti tra maggioranza e opposizione interna, come anche tante le tensioni con le altre forze politiche. Il tentativo di ricompattare la maggioranza, però, non sembra coinvolgere il M5S, che il premier continua ad attaccare e che in questi ultimi tempi, come confermato dalle ultime notizie, si è posto come principale rivale politico del Pd, risultando per la prima volta in assoluto in testa sul partito di maggioranza nei sondaggi sulle intenzioni di voto degli italiani, ad oggi, per le prossime elezioni politiche.

Il premier, dunque, chiede compattezza e unità al suo partito, di rimettersi in campo come una squadra forte al punto di far tornare davvero l'Italia ai suoi antichi fasti, anche se il percorso sembra decisamente ancora piuttosto lungo e faticoso. Ma già il tentativo di volersi rimettere in piedi insieme potrebbe essere significativo, così come l'anticipare il Congresso Pd al prossimo autunno, nominando un nuovo segretario. Tra i nomi circolanti, da Rossi a Speranza, diversi che potrebbero avere un deciso impatto sull'esito di introduzione di novità per le pensioni, che oggi sembrano più possibili dopo la decisione della comunità di aprire a ulteriori margini di intervento da parte del nostro Paese.   

E per i prossimi mesi il premier auspica percorsi di lavoro condivisi per arrivare alla definizione di provvedimenti e misure che siano condivise da tutti ma che, soprattutto, riescano a soddisfare le esigenze dei cittadini. E certamente in questo contesto rientrerebbero novità per le pensioni per cui ancora, tra quota 100, quota 41, mini pensione, uscita a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni, e nuovo sistema di prepensionamento basato sulla mini pensione, non si riesce a definire una soluzione definitiva e universale. Continuano, infatti, ad essere diverse le richieste e le proposte di cambiamento e continuano a dover essere ancora puntualmente definiti i costi, anche se qualcosa potrebbe cambiare dopo la concessione di nuovi soldi dalla Comunità.

Il nuovo piano di uscita prima con mini pensione per i nati tra il 1951 e il 1953 potremmo definirlo come qualcosa di deciso e annunciato dall’esecutivo, il problema è che non è stato bene accolto né dai cittadini in primis, coloro che ne sarebbero interessati cioè, né dall’opposizione interna. E, infatti, la Commissione Occupazione di Palazzo Madama ha chiesto l’uscita prima fino a 63 anni, durante il quale continuare ad erogare al lavoratore il proprio stipendio, del tutto o parzialmente, e i regolari contributi previdenziali, per sostenere il ricambio generazionale e coinvolgere Stato e imprese stesse. La Commissione Occupazione a Montecitorio, invece, ha ribadito la richiesta del piano di uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni fino ad un massimo dell’8%, più conveniente rispetto al nuovo sistema basato sulla mini pensione, e dell’introduzione del piano di quota 41.

Non sono delle novità questi piani su cui la Commissione ha rilanciato perché da mesi li ripropone e li ribadisce, puntando particolare attenzione sulla quota 41, per l’uscita per tutti con 41 anni di contributi e senza limiti di età anagrafica, che sarebbe particolarmente conveniente per tutti coloro che hanno iniziato a lavorare prestissimo ma che pur avendo un elevata età contributiva devono necessariamente aspettare il raggiungimento di un requisito anagrafico che sembra per loro impossibile, e coloro che svolgono lavori faticosi e pesanti, costretti anch’essi a rimanere a lavoro fino a 66 anni e sette mesi, oggi, cosa che per alcuni risulta davvero difficile fisicamente.Per riuscire nell'intento di un ricompattamento reale, sarebbe dunque necessario aprire anche alle richieste arrivate dalle Commissioni e solo il tempo ci farà capire i reali orientamenti dell'esecutivo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il