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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 41, quota 100 e quali variazioni nei piani annunciati sono già state fatte

In corso il confronto sul come modificare al meglio lo schema delle mini pensioni messo a punto da Palazzo Chigi.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 17:12): Non sembrano esserci dubbi sulla volontà e la necessità dei tecnici di Palazzo Chigi di prevedere aggiustamenti sullo schema delle novità per le pensioni prospettato nei giorni scorsi che consente a una ristretta platea di lavoratori di uscire un po' prima. In buona sostanza, come riferiscono le ultime e ultimissime notizie, la volontà sembra quella di calibrare al meglio le penalità, tali da renderle socialmente sostenibili per i lavoratori ed economicamente affrontabili. In arrivo anche un riconoscimento speciale per chi svolge attività prevalentemente faticose.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:30): Non appena sono stati resi noti alcuni dettagli sulle novità per le pensioni che l'attuale maggioranza, o meglio l'esecutivo, avevano in mente di fare si sono scatenate le polemiche sia all'interno che all'esterno. Ma non sono già mancati le precisazioni e alcuni miglioramenti come riferiscono le ultime notizie e ultimissime

Il confronto sulle novità pensioni è in corso e coinvolge in prima battuta i tecnici dei Ministri competenti e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dall'altra. Quindi quelli dell'Istituto nazionale della previdenza sociale. Solo in una terza fase, il dibattito sarà allargato alle organizzazioni sindacali sulle modifiche all'attuale legge sulla previdenza e sull'introduzione di minore rigidità nell'accesso alla pensione. L'orizzonte temporale rimane quello della manovra finanziaria di fine anno e da qui fino ad allora è ragionevole credere che lo schema iniziale immaginato dall'esecutivo possa cambiare. In ogni caso, c'è la volontà comune di chiarire quali interventi introdurre a partire dall'anno senza pesare troppo sui conti pubblici.

Il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali ha parlato di un intervento strutturale per il prossimo triennio ma ha anche detto che si terrà conto delle diverse situazioni. Si dovrebbe privilegiare nell'accesso alla pensione il disoccupato rispetto a chi vorrebbe andare in pensione prima pur avendo un lavoro e chi sta per maturare un assegno basso rispetto a chi ha un'attesa di assegno più consistente. La classe di età coinvolta per il 2017 dovrebbe essere quella nata tra il 1951 e il 1953 e quindi per le donne solo le nate nel 1953 dato che le altre saranno già uscite. Non dovrebbe poi essere indifferente nella decisione sulla penalizzazione anche la costruzione dell'assegno, ovvero quanta parte è calcolata con il metodo retributivo e quanta con il contributivo.

Una prima ipotesi prevede una riduzione del 2-3% per ogni anno di anticipo sui trattamenti fino a tre volte il minimo e del 5-8% per ogni annualità su quelli più elevati. Nessun taglio per la quota di pensione contributiva maturata dal primo gennaio 1996 per chi al 31 dicembre 1995 aveva meno di 18 anni di contributi e dal primo gennaio 2012 per chi al 31 dicembre 1995 aveva più di 18 anni di contributi. Qualcuno ha anche provato a fare una simulazione di calcolo su un assegno mensile di 1.500 euro, scoprendo che si potrebbe arrivare a perderne fino a un terzo per un anticipo di tre anni, considerando la restituzione della somma in un arco di 15 anni e ipotizzando l'applicazione di un tasso fisso del 3,5%.

Tra le misure sulle novità pensioni potrebbe entrare in pista anche una semplificazione delle regole per il ritiro anticipato dei lavoratori esposti ad attività faticosa. Il fondo istituito nel 2007 è stato oggetto di diverse correzioni negli anni. Secondo i report più recenti, per i primi 4 mesi del 2016 si assiste a una riduzione delle risorse del piano di gestione. Per chi svolge attività considerate di questo tipo o è impiegato per un numero minimo di notti durante l'anno, sono già previste alcune agevolazioni. La pensione si raggiunge sommando età e anni di contributi. Quest'anno si parte da una quota minima di 97,6 con almeno 61 anni e 7 mesi di età e 35 anni di contributi, per i lavoratori dipendenti. In ogni caso, le domande presentate negli ultimi anni sono sensibilmente inferiori ai fondi messi a disposizione per la copertura dei relativi costi previdenziali.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il