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Pensioni ultime notizie quota 100, quota 41, mini pensioni impatti dopo paletti Ue fondi per la manovra

Dopo concessione dall’Ue di nuovi fondi quali misure saranno inserite nella prossima Manovra e quali novità per le pensioni aspettarsi




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 16:12):  Cambiano alcuni parametri non ci è stato concesso o ci sarà concesso di meno di fare debito in questa manovra e, dunque, si deve partire da un 10 miliardi di risorse da assicurare. Il problema, poi, rimane che dopo averli trovati, occorrerà cercare altri fondi per quello che si era pensato di fare che nelle ultime notizie e ultimissime si definiscono numerose sorprese, ma non si sa bene con quali soldi. E tra questo c'è il dubbio sulle novità per le pensioni che nella sua base non costerebbe neppure tanto, ma tale base non piace praticamente a nessuno e non è soprattutto giudicate efficace. Cosa fare, dunque, in queste condizioni? Come gestire le risorse, come trovarne di nuove, come risparmiare e su quali temi dare la massima attenzione e priorità?

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 23:01):  Una manovra più importante e consistente si potrà fare dopo le concessioni dell'Ue come confermano le ultime notizie e ultimissime, ma la situazione non è per nulla facile e potrebbe influenzare e non poco i temi dominanti tra cui le novità per le pensioni

Dopo le ultime notizie sulla concessione dei nuovi fondi, ben 14 miliardi di euro, da parte dell’Ue al nostro Paese ci si chiede se finalmente saranno approvate le tanto agognate novità per le pensioni, finora sempre rimandate con la motivazione della mancanza di risorse economiche adeguate all’attuazione dei cambiamenti al vaglio dell’esecutivo, e se si quali saranno. Mentre, infatti, restano sul tavolo dell’esecutivo meccanismi di modifica dell’attuale legge come quota 100, mini pensione, quota 41, meccanismo di uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni del 2% annue e fino al massimo dell’8% e nuovo piano di uscita prima basato sulla mini pensione ma circoscritto solo ai nati tra il 1951 e il 1953 che, come modulato, non piace per niente e sembrerebbe essere decisamente poco vantaggioso per lo stesso lavoratore che decide di andare in pensione prima, l’attesa è per capire a cosa destinare i soldi ricevuti, anche in base alle indicazioni e ai paletti posti dalla stessa Ue.

La richiesta principale, come confermano le ultime notizie, è che l’Italia riesca a ridurre il debito pubblico e aggiungendo ulteriori tre miliardi circa, per evitare che anche l’anno prossimo si verifichi la deviazione dal consolidamento di quest'anno. Per avere la certezza da parte dell'Italia che non si verifichi questo buco l'anno prossimo, l'Ue ha messo un'ipoteca sulle clausole di salvaguardia, che saranno cancellate esclusivamente se l'Italia raggiungerà gli obiettivi richiesti, compreso, ovviamente, quello sul deficit. L'Ue, infatti, per l'anno prossimo chiede l'1,9% contro l'1,8% dell'esecutivo. Il ministero dell’Economia dovrà, dunque, mettere a punto una Manovra da 0,6-0,7 punti di Pil se vorrà evitare l’aumento dell'Iva di due punti a partire dal prossimo gennaio. Il costo complessivo è di 15 miliardi, scontati dall’Ue di 6,4 ma che comunque impegneranno il nostro esecutivo al reperimento degli altri 8 miliardi circa, a cui aggiungerne altri 2-3 miliardi per l’aggiustamento del Pil del 2017 che l’Ue stima in 1,3 e l'Italia all'1,4%. Complessivamente, dunque, si tratta di reperire circa 10 miliardi di euro.

Parte di queste risorse, come del resto era stato già preventivato nella prima stesura del documento di programmazione finanziaria, dovrebbero derivare da nuove misure di revisione della spesa, da taglio agli sconti e alle agevolazioni fiscali, comprendendo anche alcune tipologie di erogazioni pensionistiche, nonché alle cosiddette tax expenditures, e dalla lotta all'evasione fiscale. Al contempo, per rilanciare la crescita, l’intenzione sarebbe quella di ridurre innanzitutto le tasse e se sarà davvero anticipato al prossimo anno il taglio dell’Irpef, limitato alle aliquote del 27 e del 38%, il costo sarebbe di 3 miliardi, che però salirebbero a 6 se si trattasse di rivedere anche l’aliquota del 23%.

In questo contesto di definizione e destinazione delle risorse economiche, potrebbero rientrare anche quelle novità per le pensioni che in queste ultime settimane si stanno concentrando soprattutto sul nuovo meccanismo di uscita prima annunciato dal premier e basato sulla mini pensione, che permetterebbe di lasciare il lavoro a 63 anni invece che a 66, accettando penalizzazioni comprese tra l’1 e il 3% annue, ma che potrebbero salire anche al 4%, se il lavoratore percepisce un reddito più elevato, con erogazione della mini pensione di anticipo da parte degli istituti di credito.

Si tratta di un sistema che costerebbe un miliardo di euro, cui si sommerebbero ulteriori due miliardi se fosse approvato il bonus di 100 euro ai pensionati che percepiscono assegni minimi, con estensione della misura anche agli statali che guadagnano fino ad un massimo di 26 mila euro annui. Ulteriori 300 milioni sarebbero richiesti per il bonus bebè. Si tratta di risorse che si potrebbero facilmente reperire dall’aumento dell’Iva, che passerebbe dal 10 al 13% per l'aliquota intermedia e dal 22 al 24% per quella alta, provocando però un grosso malcontento.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il