BusinessOnline - Il portale per i decision maker






Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 41, quota 100 Governo Renzi e le sollecitazioni avute dall'Ue

Le intenzioni dell’esecutivo per una nuova crescita dell’Italia e possibili novità pensioni dopo novità da Ue e nuovi fondi




L'Ue ha concesso all'Italia nuovi fondi per ben 14 miliardi di euro a patto che il nostro Paese rispetti gli obiettivi di bilancio imposti e riduca il debito pubblico. Entro novembre, però, si è riservata una valutazione dell'operato del governo italiano. L'Italia, come confermano le ultime notizie, dovrà centrare l’obiettivo di deficit dell’1,8% del Pil nel 2017 in modo da cercare di raggiungere il pareggio di bilancio e in questo contesto sono diverse le misure allo studio dell’esecutivo da attuare, dal piano di riduzione delle tasse, a partire dal ceto medio, con l’anticipo della riduzione Irpef, al congelamento dell’Iva, che dovrebbe salire dal prossimo gennaio e che se scattasse permettere di recuperare una somma di circa 6 miliardi di euro, proprio quelle risorse che servirebbero per la riduzione dell’Irpef senza rinunciare al taglio dell’Ires, per cui le risorse sarebbero già stanziate e che virerebbero al momento al taglio Irpef.

L’Ue sollecita l’Italia a riduzione del debito pubblico e spinta verso l’alto del Pil, traguardi importanti ma tra le misure che dovrebbero spingere il nostro Paese verso una nuova crescita non si fa alcun riferimento alle novità per le pensioni o per il lavoro, capitoli che servirebbero per rilanciare l’economia in generale, come più volte spiegato, nonostante sia stato dato il via libera, secondo alcune indiscrezioni, al bilancio anche grazie a piani di tagli e revisioni di agevolazioni fiscali alle famiglie e alcune tipologie di pensioni, da cui dovrebbero derivare ulteriori risparmi che, secondo quanto si diceva fino a poco tempo fa, potrebbero anche essere utilizzati per novità positive per le pensioni per tutti, come quota 100, mini pensione, quota 41, senza dimenticare l’introduzione dell’assegno universale che sembra essere stato dimenticato ormai dall’esecutivo.

I costi per l’attuazione di novità per le pensioni, partendo dal nuovo sistema di uscita prima basato sulla mini pensione per i nati tra il 1951 e i 1953, che prevede penalizzazioni comprese tra l’1 e il 3% annue, che potrebbero arrivare anche al 4% per chi percepisce redditi da lavoro più elevati, dovrebbero essere di un miliardo di euro circa, che però salirebbero a 5 o addirittura a 7 considerando le altre novità per le pensioni proposte e a questi soldi bisognerebbe aggiungere anche gli altri eventuali fondi che potrebbero servire se davvero si desse il via anche al bonus da 100 euro per i pensionati che percepiscono assegni più bassi, da estendere poi, come annunciato dallo stesso premier, anche agli statali che percepiscono redditi annui fino a 26 mila euro annui. Su quest’ultima misura ora si balla però: se infatti dovessero diminuire le tasse, che interesserebbero anche pensionati e lavoratori autonomi, probabilmente il bonus verrebbe meno.

Restano, comunque, 10 miliardi di euro ancora da recuperare (che potrebbero derivare da revisione della spesa pubblica e tagli alle agevolazioni fiscali e alle pensioni) e questo dimostra come nonostante i 14 miliardi di euro concessi dall’Ue sarà difficile riuscire a lavorare contemporaneamente su novità per le pensioni, taglio delle tasse e spinta agli investimenti, i tre grandi capitoli che potrebbero effettivamente cambiare il volto dell’economia italiana. Il processo di cambiamento dovrebbe però avvenire in maniera graduale e a piccoli passi, cercando di non sforare conti e bilanci, che potrebbero fare definitivamente cadere l’Italia che, seppure in precario equilibrio, si è avviata su un percorso di ricrescita seppur lenta e altalenante.  


 

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il