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Pensioni ultime notizie su mini opensioni, quota 41, quota 100 cosa attendersi Governo Renzi confronto con forze sociali

Si avvicina l'incontro sulle novità pensioni tra esecutivo e sindacati, ma senza la presenza dell'Istituto nazionale della previdenza sociale.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 11:27): Cerchiamo di capire le divisioni da una parte e dell'altra che sono emerse nelle ultime notizie e ultimissime, dunque anche le più evidenti, in modo sintetico. Iniziamo con quelle delle forze sociali.

- novità per le pensioni basate su un meccanismo simile a quota 100 senza penalità, ma alcuni gruppi potrbbero accettare anche piccole penalità, mentre altri sono intrasigenti del tutto
- novità per le pensioni a rischio per Intrasigenza. Intrasigenza è la parola chiave di alcuni nella prossima riunione, mentre per altri la base è la trattativa e un punto di incontro senza ricorrere a nessuna minaccia di azioni popolare sempre più forti e in crescendo
- novità per le pensioni dove per alcuni l'obiettivo è avere detrazioni fiscali per le pensioni e sarebbe già un buon successo, mentre per altri non sarebbe centrato l'obiettivo senza ottenere risultati per quota 41 e quota 100 o similari meccanismi.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:42): Uno dei problemi di questa riunione è che entrambe le parti sembrano non arrivare in perfetta sintonia e unità di intenti nemmeno tra loro. Le divisioni del Governo Renzi sulle novità per le pensioni sono numerose come riportano le ultime notizie e ultimissime ma anche quelle forze sociali non sono da meno.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 16:12): Confermata la riunione per il confronto tra Governo Renzi e forze sociali per discutere sulle novità per le pensioni possibili E, anzi, alle luce delle ultime e ultimissime notizie che sono arrivate dala Capitale dove ieri si sono radunati i pensionati italiani per protestare contro le (non) decisioni prese dal Governo renzi, l'incontro è destinato a rivelarsi ancora più incandescente. Stando alle forze sociali, infatti, le novità per le pensioni prospettate dall'esecutivo, come le mini pensioni attuali, sono inadeguate nel rispondere ai reali bisogni.

Verso l'atteso confronto tra Palazzo Chigi e le organizzazioni sindacali sulle novità pensioni. Il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali le ha infatti convocate il 24 maggio per un incontro al quale sarà presente anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, ma non il presidente dell'Istituto nazionale della previdenza sociale, e forse saranno più chiari i reali interventi che saranno introdotti. Lo sesso ministro nei giorni scorsi ha parlato di una misura strutturale per il prossimo triennio ma ha anche detto che si terrà conto delle diverse situazioni.

Si dovrebbe privilegiare nell'accesso alla pensione il disoccupato rispetto a chi vorrebbe andare in pensione prima pur avendo un lavoro e chi sta per maturare un assegno basso rispetto a chi ha un'attesa di trattamento previdenziale più alto. Stando allo schema immaginato, la possibilità di congedarsi un po' prima potrà avvenire fino a tre anni e questo meccanismo, che all'inizio partirà per le classi 1951, 1952 e 1953, potrebbe essere ripetuto per più anni, consentendo di volta in volta l'ingresso degli anni successivi. La penalizzazione sarà dunque differenziata a seconda delle situazioni.

Il tutto mentre i sindacati dei pensionati scendono in piazza a Roma per la manifestazione nazionale unitaria con lo slogan "A testa alta", per chiedere al governo "interventi urgenti" su reddito, fisco, welfare, sanità e non autosufficienza". E di riaprire il confronto "avviato mesi fa e poi bruscamente interrotto". Le richieste, anche considerando l'intesa raggiunta con Bruxelles sui conti pubblici, vanno dalla tutela del potere d'acquisto con l'estensione degli 80 euro alle pensioni più basse, al recupero del blocco della rivalutazione, alle uguali detrazioni fiscali per lavoratori dipendenti e pensionati, compresa la modifica delle normi in vigore per facilitare la flessibilità in uscita e permettere l'entrata dei giovani nel mondo del lavoro.

E ancora, a detta della triplice sindacali, l'esecutivo dovrebbe favorire lo sviluppo di condizioni che consentano di prevedere l'obiettivo dei fondi pensione di migliorare la tutela e la redditività dei patrimoni dei propri aderenti nel lungo periodo, con l'interesse generale a raccogliere una quota maggiore del risparmio previdenziale verso l'economia reale, per rafforzare la crescita infrastrutturale e produttiva del Paese. Anche perché, fanno notare i sindacati, si confermano le difficoltà, una volta usciti dal mercato del lavoro, di rientrarci. Stando agli ultimi dati, sui 9,7 milioni di iscritti ai centri per l'impiego, tre quarti sono registrati da oltre 12 mesi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il