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Pensioni ultime notizie su quota 100, mini pensioni, quota 41 prospettive e novitÓ dopo recenti statistiche occupazione

C'Ŕ stato forse un errore di strategia nel non associare le misure per il rilancio del mercato del lavoro con quelle sulle novitÓ pensioni?




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 11:12): La decontribuzione permenente costerebbe, infatti, alcuni miliardi annui almeno 4-5 miliardi che poi possono variariare in base a quanto e per quante persone verrabbe garantita, ma a questa si dovrebbe sommare facendo riferimento alle ultime notizie e ultimissime anche il tagli delle imposte con un costo tra i 3 miliardi e massimo 6 miliardo per ampliare al massimo la platea come si vorrebbe fare. A questo punto, è probabile che nei miliardi ci fossero anche all'interno delle novità per le pensioni come tagli fiscali, ma la strada per ulterioi novità basate su una mini pensioni rivista (o anche nella peggiore delle ipotesi attuale) quota 100 e quota 41 sarebbero davvero strette.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:22): A dire il vero sono dati che hanno fatto piuttosto discutere e che hanno creato come si evince dalle ultime notizie e ultimissime numerose analisi e differenti letture. Però, se i fatti sono quelli che contano, le affermazioni di dare permettere un taglio permenente della decontribuzione fatte dal Dicastero Occupazione, fanno comprendere come non hanno, poi,m così convinto neppure la maggioranza. E a questo punto sarebbero ulteriori risorse delle già risicate, che andrebbero per altre scopi, seppur molto importanti e condivisibili, al di fuori delle novità per le pensioni.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 15:12): Diventa sempre più urgente l'esigenza di intervenire sul sistema di assistenza per introdurre novità per le pensioni. Questa volta sono le ultime e ultimissime notizie che arrivano dal mercato dell'occupazione a dimostrare come sia necessaria un'azione globale che contempli interventi sia sulle novità sulle pensioni e sia sull'occupazione. A distanza di un giorno dalla loro pubblicazione, i nuovi dati dell'Istituto nazionale della previdenza sociale sono stati analizzati nel dettagli e raccontano come il turn over generazionale sia più di un'opportunità.

C'è evidentemente qualcosa che non va nel complesso meccanismo del welfare italiano tra novità pensioni e mercato del lavoro. Sembrano infatti due comparti che viaggiano separatamente in un contesto in cui i più anziani vorrebbero congedarsi prima e i più giovani fanno fatica a entrare nel mondo dell'occupazione. Inevitabile chiedersi se non siamo davanti a un clamoroso errore di strategia in cui le attenzioni sono state rivolte solo ed esclusivamente sul lavoro. I soldi investiti nel governo negli sgravi fiscali potevano essere investiti diversamente in un combinato di misure in cui includere anche le novità pensioni? E gli interventi adesso prospettati da Palazzo Chigi saranno in grado di colmare il ritardo.

Le ultime notizie riferiscono di una frenata delle assunzioni, soprattutto quelle a tempo indeterminato, nei primi tre mesi del 2016, a causa della riduzione degli incentivi. Tra gennaio e marzo, secondo l'Osservatorio sul precariato pubblicato dall'Inps, è stato registrato un saldo tra attivazioni e cessazioni di rapporti di lavoro a tempo indeterminato positivo per 51.087 unità, un dato inferiore del 77% a quello del 2015 (224.929) ma più basso anche del 2014 (87.034), anno nel quale non solo non erano in vigore agevolazioni generalizzate come l'esonero contributivo triennale, ma neanche incentivi ridotti come quelli del 2016.

Sui dati si sono spaccati i sindacati con il segretario generale della Uil che parla di mercato del lavoro "drogato" e "18 miliardi buttati al vento", che almeno in parte potevano essere dirottati sulle pensioni, e la Cisl che rivendica l'utilità di agevolare i contratti stabili. Da parte sua, il premier risponde a giro di posta, spiegano che "sul lavoro oggi sono state scritte clamorose bugie", e attaccando: "Il compito degli incentivi è agevolare le assunzioni e per questo hanno funzionato. Abbiamo 353.000 contratti a tempo indeterminato sui 398.000 posti in più". Nessun accenno alle novità pensioni.

Nel trimestre sono state attivate 428.584 assunzioni a tempo indeterminato a fronte di 377.497 cessazioni con una variazione netta di 51.087 unità. A marzo il saldo annualizzato risultava comunque positivo per 756.000 contratti grazie alla volata registrata nel 2015. L'anno scorso per le assunzioni a tempo indeterminato era previsto uno sgravio contributivo totale triennale con il limite di 8.060 euro annui, mentre quest'anno lo sgravio è biennale e limitato al 40% dei contributi con tetto a 3.250 euro annui. L'anno prossimo l’incentivo dovrebbe ridursi ancora (solo annuale e intorno al 20% dei contributi). Dal 2018 comunque, assicura il ministro del Lavoro, il lavoro a tempo indeterminato dovrà costare stabilmente meno di quello a termine.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il