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Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensioni, quota 41 forze sociali appaiono già divisi prima dell'incontro

Sulle novità pensioni e il rapporto con l'esecutivo non c'è uniformità di intenti tra le tre sigle sindacali.




C'è stata la richiesta di novità pensioni al centro della manifestazione di protesta delle organizzazioni sindacali della giornata di ieri. Tuttavia, tra gli stessi leader non c'è stata uniformità di intenti sulle speranze di aprire una vera trattativa con l'esecutivo. Ma non c'è dubbio che tutti e tre condividono l'intenzione di portare a casa un pacchetto di cambiamenti che preveda la facoltà di uscire un po' prima rispetto a quanto adesso previsto e la contemporanea entrata nel mondo del lavoro dei giovani. Le richieste nell'immediato sono però la rivalutazione piena degli assegni bloccati nel biennio 2012-2013, la parificazione fiscale con i dipendenti e l'estensione anche a loro del bonus di 80 euro.

A testa alta è stato lo slogan scelto dai pensionati tornati in piazza. In 60.000 (la cifra è stata fornita da Cgil Cisl e Uil che hanno organizzato la manifestazione e chiamato a raccolta i suoi iscritti e non solo) sono stati presenti al raduno in Piazza del Popolo a Roma, per dire no a essere "l'unico ammortizzatore sociale del Paese" né tantomeno "il bancomat del governo". Da qui la richiesta di introdurre a stretto giro novità sulle pensioni. La tutela del potere d'acquisto dei pensionati farà sicuramente parte degli argomenti che i sindacati intavoleranno con l'esecutivo nell'incontro in calendario martedì prossimo.

Un faccia a faccia atteso da oltre un anno che Cgil Cisl e Uil sperano faccia finalmente chiarezza anche delle tante indiscrezioni circolate in questi mesi sull'intervento con cui Palazzo Chigi intende rimettere mano all'attuale previdenziale Fornero per togliere un po' di rigidità alle regole attuali sul congedo e avviare un confronto reale. Un tema ad alta tensione che potrebbe anche riportare in auge vecchie divisioni tra i sindacati. Cgil e Uil infatti fanno sapere di considerare "inevitabile" lo sciopero generale qualora non arrivassero risposte convincenti.

Ma la Cisl frena: "Prima di scioperare - dice la leader Annamaria Furlan - bisogna parlare dei contenuti. Perché quando si apre una trattativa si deve volere con forza una buona conclusione. Questo è lo spirito con cui vado il 24; con il dialogo anche la peggiore legge pensionistica la si cambia davvero". I tutti i casi, per le tre sigle sindacali è necessario un intervento strutturale di riforma che dia certezze ai lavoratori e alle lavoratrici, giovani e meno giovani, e restituisca una parte delle risorse nel segno di solidarietà, flessibilità, equità. La riforma viene considerata urgente anche per sbloccare il mercato del lavoro e offrire occupazione ai giovani, penalizzati dall'attuale normativa sia per il loro futuro pensionistico, che per il sostanziale blocco del turn over.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il