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Pensioni ultime notizie prospettive e novitÓ istanze Governo Renzi mini pensioni, quota 41, quota 100

C'Ŕ il via libera europeo alla manovra, ma per intervenire sulle pensioni occorre maggior rigore nella gestione della spesa pubblica.




Sembrano aprirsi interessanti prospettive sulle novità pensioni. La ragione è molto semplice e va cercata nel semaforo verde accesso da Bruxelles in riferimento allo sforamento temporaneo dei rigidi vincoli comunitari sui conti pubblici. Palazzo Chigi si trovare quindi tra le mani un bel po' di quattrini da investire anche sulle novità pensioni. La Commissione europea ha sostanzialmente dato il via libera alla manovra 2016 grazie alla prevalenza di fattori rilevanti tali da considerare la situazione in linea con il Patto di stabilità europeo. Quindi via libera anche alle clausole di flessibilità (0,85% del Prodotto interno lordo) anche se resta alta l'attenzione sul debito.

Appare interessante notare come tra i vari rilievi mossi da Bruxelles non ci siano riferimenti a pensioni e lavoro. La chiave di lettura è duplice: quanto previsto è ben apprezzato oppure è proprio l'immobilismo a convincere? Il disco verde alla Stabilità 2016 arriva infatti in cambio di promesse per il 2017: in particolare la Commissione europea chiede impegni chiari sull'obiettivo del sempre critico rapporto tra deficit e Prodotto interno lordo, affinché resti all'1,8%, e sugli sforzi per evitare una deviazione significativa rispetto al cammino verso il pareggio di bilancio. In ogni caso, la somma che l'esecutivo ha messo in conto per far passare il provvedimento delle mini pensioni con penalizzazioni è di circa un miliardo di euro.

Di contro, questa cifra potrebbe schizzare verso l'alto, tra 5 e 7 miliardi di euro, solo se dovessero essere introdotte le novità più radicali per cambiare le pensioni in Italia, come quota 100 per tutti o quota 41 per i lavoratori che hanno iniziato a essere impiegati in giovane età. Il vero nodo critico, rimarcato da Bruxelles, è quello del debito, sotto la lente dei vertici europei. Tant'è che la Commissione europea ha annunciato per novembre un nuovo rapporto sul tema. Anche perché tra Italia e Unione europea ci sono divergenze sul rapporto tra debito e Prodotto interno lordo italiano nel 2016: per la Commissione è il 132,7%, il governo italiano ha previsto 132,4%.

In questo contesto, la Commissione europea chiede che i proventi da privatizzazioni vengano usati per ridurre il debito, ma soprattutto che tra il 2016 e il 2017 il rapporto tra deficit e Prodotto interno lordo si riduca di 0,6 punti, arrivando così a quota 1,8%. Questi sono gli impegni, confermati dal ministro italiano dell'Economia, che hanno convinto Bruxelles a dire sì alla manovra finanziaria 2016.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il