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Pensioni ultime notizie prospettive e novità all'estero positive mentre da noi blocco quota 100, quota 41, mini pensioni

Dal confronto con gli altri Paesi viene fuori il limite dell'Italia sulle novità per le pensioni e le politiche sul lavoro.




Ci sono molto differenze, anche a solo a livello di dibattito, sulle novità per le pensioni prospettate in Italia e quelle negli altri paesi europei. In Francia, ad esempio, il confronto è anche sull'abbassamento dell'età pensionabile e sull'aumento dello stipendio degli statali. Situazione ancora più brillante il Germania dove da tempo è iniziato un percorso di miglioramento del sistema delle regole su previdenza e assistenza. Se il limite anagrafico per congedarsi dal lavoro è stato già portato più in giù, sono in agenda altri misure agevolative sia sulle pensioni e sia sul lavoro. L'impressione è che sia solo una questione di tempo per la loro introduzione ovvero che ci sia uniformità di vedute.

A onor di cronaca occorre fare notare come la nuova legge sul lavoro voluta da Francois Hollande in Francia, senza il voto del Parlamento, sta spaccando il Paese, come a suo tempo il nostro Jobs Act, segno comunque che non esiste la nazione perfetta in cui tutto va a gonfie vele. I francesi sono scesi in piazza e si sono avuti scontri con la polizia. Il premier trova l'opposizione dei sindacati e la sinistra è divisa sulla legge perché aumenta la flessibilità del lavoro, facilita i licenziamenti e riduce i ricorsi davanti ai giudici. "Non torno indietro. Questa legge passerà" dice Hollande, che così spera di riportare la disoccupazione al di sotto del 10%.

Situazione evidentemente diversa in Italia, soprattutto alla luce delle ultime notizie che raccontano come sulle novità per le pensioni si stia procedendo con il freno a mano tirato mentre l'effetto degli incentivi introdotti nel mercato del lavoro con manovra finanziaria e Jobs Act pare arrestarsi. Lo rileva l'Istat che ha fotograto un Paese che non va affatto a gonfie vele. Nel primo trimestre del 2016, le assunzioni nel settore privato sono state nel complesso pari a un milione e 188.000: in calo quindi di 176.000 unità rispetto al corrispondente periodo del 2015 (-12,9%). Numeri che non colgono in contropiede considerando appunto la diminuzione degli incentivi alle assunzioni.

In particolare, sono stati stipulati 428.584 contratti a tempo indeterminato, il 33% in meno rispetto ai primi tre mesi del 2015, mentre le cessazioni, sempre di contratti a tempo indeterminato, sono state 377.497, con un saldo positivo di 51.087 unità, dato peggiore del 77% rispetto allo stesso trimestre 2015. Ma è boom dei voucher, i buoni per il lavoro accessorio da 10 euro nominali: ne sono stati venduti 31,5 milioni. "Aboliteli", chiede la Cgil. Renzi replica su Facebook ai pessimisti: "La crescita continua, c'è solo un rallentamento".

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il