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Pensioni ultime notizie unitÓ differenti del Governo Renzi di Nannicini,Padoan,Gutgeld studiano mini pensioni, quota 100, quota 41

Piani di lavoro Padoan, Nannicini, Gutgled, differenze e intenti per mettere a punto novitÓ per le pensioni possibili e condivise




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 11:04): Per la compagine di Nannicini inizialmente l'obiettivo era di dare delle scelte possibili diversificate a chi voleva uscire tra cui una novità per le pensioni simile a quota 100 con penalità e una mini pensioni, senza dimenticare una opzione per quota 41 e chi aveva inziato una occupazione molto presto. Il costo, lo diceva, lo stesso nannicini era tra i 5-7 miliardi a salire. Poi, si è ritornati solo alle mini pensioni per questioni di soldi, ma non solo, visto che le idiscrezioni delle ultime notizie e ultimissime indicano che i metodi del team di Nanninici non convincevano il Dicastero dell'Occupazione ma soprattutto del Tesoro.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19:27): Strettamente a contatto con la squadra di Nanninici lavora l'Istituto di Previdenza anche eprchè molti a tecnici e gli stessi due respnsabili hannio lavorato e addirittura scritto dei libri e dei saggi. E non caso nonostante le ultime notizie e ultimissime, le convinzioni di base sono le stesse. E gli studi svolti da queste due unità spesso insieme come detto non è che siano ben vista beni dagli altri Dicasteri che sembrano avere obiettivi e metodologie differenti.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 15:45): Vi sono Governi che delegano le materie per le novità per le pensioni e l'occupazione e in generale per l'economia ai Dicasteri dell'Economia e dell'Occupazione. Ma negli ultimi periodi e il Governo Renzi non fa eccezione, vi sono anche delle squadre create ad hoc quasi tutti di tecnici che affiancano nelle decisioni quelle dei Ministeri e gli sconti come rivelano le ultime notizie e ultimissime non sono poi così rari. Ora, abbiamo tre formazioni che si occupano di:

- novità per le pensioni da Nannicini con una serie di tecnici di diverse tipologie che si occupano anche si assistenza. E un'altra separata ma collegata di fatto sull'occupazione.

- novità per le pensioni con la squadra di Gutgeld che si occupazione di revisione della spesa e delle varie novità di tipologie di pensioni.

- novità per le pensioni dal Dicastero dell'Occupazione che al momentos si occupa in special modo delle norme sull'Indigenza

- novità per le pensioni dal Dicastero dell'Economia che racchiude e ceca di fare una sintesi su tutti i temici economici

Accanto a questi sempre per le novità delle pensioni si occupano l'Istituto di previdenza e la Ragioneria.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19:12): Non si conosce così bene come ci si può immaginare chi decide davvero per le novità per le pensioni. Ci si sono delle autorità imprescindibili certamente e tanti che con le novità per le pensioni cercano di farsi conoscere e farsi apprezzare come risulta evidente dalle ultime notizie e ultimissime. Ma chi davvero prepara le novità per le pensioni, le studia e le analizza? Il Governo Renzi dispone di un struttura su questi temi che va oltre a quello che si può pensare ed interessante capire anche cosa ne pensano gli uomini che fanno parte e che magari si conoscono un pò meno.

Il governo Renzi si riorganizza e si divide in squadre pronte, però, a collaborare: la macchinonsa organizzazione del lavoro dell'esecutivo ha, infatti, quasi imposto una divisione di ruoli e competenze volte, però, a definire soluzioni condivise e che siano capaci di mettere d'accordo tecnici dell'Economia, esperti ed esponenti del governo stesso, ognuno su diverse posizioni in merito a novità per le pensioni. La squadra del Tesoro è chiaramente guidata dal ministro dell’Economia Padoan, che si è sempre detto contrario a qualsiasi novità per le pensioni come piani di quota 100, mini pensione, quota 41 e, in generale di revisione degli attuali requisiti richiesti per l’uscita, più favorevole all’introduzione dell’assegno universale per tutti ma di tipo comunitario. Ultimamente le posizioni di netta contrarietà di Padoan nei confronti di novità per le pensioni sembrano essersi ammorbidite: il motivo, come spiegato, è che si è reso chiaramente conto di quanto la rigidità delle attuali norme abbia conseguente importanti ma negative sull’occupazione giovanile.

Ma al di là di questa consapevolezza, poco ha dichiarato ufficialmente, continuando a ritenere che siano altre le priorità su cui l’esecutivo deve concentrarsi, a partire dal capitolo tasse. E della sua stessa opinione sono i viceministri Morando, che da sempre rimanda novità per le pensioni a tempi economicamente migliori, e Casero, mentre Zanetti sa che è urgente rivedere le pensioni attuali, soprattutto per chi svolge lavori faticosi e i più penalizzati dalle norme in vigore, ma preferisce anch’egli concentrarsi su altre questioni, come quella dei lavoratori che si sono ritrovati senza lavoro ma non percepiscono nemmeno la pensione. Una volta chiuse le questioni sociali e di reperimento di tutte le risorse economiche necessarie, probabilmente il Tesoro potrebbe dare il via libera a novità per le pensioni.

Questione di numeri fa quadrare anche per il commissario per la revisione della spesa pubblica Gutgeld: da sempre, infatti, spiega che prima di procedere all’attuazione di novità per le pensioni positive per tutti, bisognerebbe attuare cambiamenti negativi, come tagli di detrazioni fiscali alle famiglie, tipologie di pensioni, come quelle di guerra, baby pensioni, e di invalidità,  nonché divisione tra spesa pensionistica e spesa assistenziale, misure che, seppure negative come detto, permetterebbero, secondo le stime, di risparmiare ulteriori fondi che potrebbero poi essere reimpiegati per l’introduzione di novità per le pensioni positive. Si tratta di un progetto di lavoro che sin dalla sua presentazione è stato condiviso appieno dallo stesso premier ma che a distanza di oltre un anno tarda ad essere messo in atto. E fino a quando non si procederà sulla concreta strada appena detta, si ritarderà conseguentemente su novità pensioni come mini pensione, quota 100, quota 41, per cui, come è emerso negli ultimissimi giorni, non bastano le risorse in più che Bruxelles ha concesso all’Italia ma che sono destinate anche da altri provvedimenti.

La terza squadra di lavoro del governo, che si occuperà di pensioni e lavoro, è quella guidata dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Nannicini. Il gruppo che farà capo a Nanninici sarà diviso in due, uno concentrato sul lavoro e uno sulle pensioni, appunto. Faranno parte del primo gruppo, tra l’altro, Tiziano Treu, ex commissario dell’Istituto di Previdenza, che sostiene novità per le pensioni, tra cui mini pensione, uscita a 62 anni di età, part time; e Stefano Sacchi, docente presso il Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche dell’Università degli Studi di Milano, che sostiene l’introduzione dell’assegno universale per tutti ; e del secondo, tra gli altri, esperti come Francesco Delli Falconi, Pierpaolo Maspes e Alberto Trabucchi soci della Società di Consulenza Giuridico Tributaria; Carlo Altomonte e Chiara Fumagalli della Bocconi. Probabilmente questo secondo gruppo concentrato sulle pensioni, si occuperà di dettagliare e definire quel nuovo sistema di uscita prima con mini pensione annunciato dal premier qualche settimana fa, piuttosto criticato, che bisognerebbe dunque migliorare, ma che lo stesso Nannicini sostiene, considerando che lui stesso ha presentato solo qualche giorno prima piani di prepensionamento basati sulla mini pensione e con coinvolgimento degli istituti di credito o delle stesse imprese proprio per l’erogazione dell’anticipo necessario per il prepensionamento dei lavoratori che avessero scelto di lasciare prima il lavoro rispetto alla soglia attuale dei 66 anni e sette mesi.

Il coinvolgimento degli istituti di credito, come definito poi dal piano presentato dal premier, occorrerebbe nel caso in cui il lavoratore decidesse volontariamente di anticipare l’uscita, mentre quello delle imprese, se fosse l’impresa stessa a spingere il lavoro a lasciare prima il lavoro per l’esigenza di rilancio di un turn over e della produttività. Servirà, dunque, cercare compromessi tra di diversi gruppi di lavoro al fine di definire novità concrete e reali di cambiamento.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il