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Pensioni ultime notizie i limiti di bilancio comunicati a Governo Renzi quanto incidono su quota 100, quota 41, mini pensioni

La scelta di intervenire sulle novità per le pensioni è adesso di carattere politico prima ancora che economico.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 15:12): Si attendevano molto e ora che sono arrivati si può avere una situazione più chiara su come e dove il Governo Renzi potrà portare avanti le tante novità comprese le novità per le pensioni finora dette. Certo, non sarà un percorso semplice, anzi, stando ai numeri e ai vincoli dati pare il più difficile, nonostante nelle ultime notizie e ultimissime si cerchi di dare serenità, di vedere il bicchiere mezzo pieno.

Le possibilità di intervento dell'esecutivo sulle novità per le pensioni iniziano adesso a diventare più chiare. Dalle possibilità economiche si sta lentamente passando alla volontà politica. In cambio dell'impegno del governo italiano a evitare un buco nei conti dell'anno prossimo, Bruxelles è pronto a concedere la flessibilità di bilancio chiesta nella manovra 2016 e pari allo 0,85% del Prodotto interno lordo. Nel dettaglio: lo 0,50% del Prodotto interno lordo per le riforme economiche, lo 0,25% in relazione agli investimenti infrastrutturali, lo 0,04% per i costi legati alla gestione della crisi rifugiati e lo 0,06% per i costi dovuti all'emergenza sicurezza.

Ci sarebbero dunque le condizioni per introdurre quelle mini pensioni con penalizzazioni che richiederebbero un impegno di spesa di circa un miliardo di euro, ma non quelle misure più radicali, come quota 100 o quota 41, che avrebbero bisogno di un finanziamento tra 5 e 7 miliardi di euro. Il problema è che se Palazzo Chigi decidesse di puntare tutto sul taglio delle tasse per i redditi medi o anche per le imprese, il fondo desinato alle pensioni è destinato ad assottigliarsi. Siamo ancora nella fase dello studio e dei calcoli. A ogno modo, Bruxelles sottolinea l'esistenza di una differenza pari allo 0,15-0,20% tra le previsioni del governo e le previsioni della Commissione per i conti del 2017.

Chiede quindi all'Italia di evitare che si materializzi il previsto divario e che emerga una significativa deviazione dei conti pubblici rispetto al cammino verso il pareggio di bilancio. Bruxelles giudica cruciale un impegno affinché il paese nel 2017 sia a grandi linee rispettoso del Patto. Interessante notare che mentre si richiede un maggiore rigore su alcune questioni chiave, come la pubblica amministrazione e le tasse, non c'è alcun riferimento alle pensioni, segno evidente di come la legge previdenziale adesso in vigore sia ben vista. Nella lettera di Bruxelles si fa solo un rapido cenno alle clausole di salvaguardia per il 2017.

In ogni caso, la partita relativa alle clausole di salvaguardia, cioè all'eventuale aumento dell'Iva da gennaio 2017 in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi di bilancio, quantificato in poco più di 15 miliardi, lo 0,9% del Pil, resta aperta. La situazione italiana non è complicata tanto dalle differenze nelle stime di deficit di Roma e Bruxelles, quanto da richieste di flessibilità e politiche economiche che mettono a rischio l'obbligo di ridurre il debito dal 2016 in poi di un ventesimo all’anno in media su tre anni. Secondo la stessa Bruxelles, il passivo italiano nel 2016 rimarrà stabile rispetto al 2015: pari al 132,7% del Pil, per poi scendere solo nel 2017 al 131,8%.

Infine, Bruxelles ricorda all'Italia, alla luce dell'elevato debito, che in principio lo sforzo di bilancio italiano dovrebbe essere superiore allo 0,5% del Pil sia nel 2017 che nel 2018. E ancora: "Per evitare di essere considerato in una situazione di significativa deviazione, lo sforzo di bilancio deve essere entro lo 0,5% di questo obiettivo".

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il