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Pensioni ultime notizie su mini pensioni, quota 41, quota 100 divisioni Governo Renzi tra vuole fermare tutto e chi proseguire

Governo diviso ancora tra chi spinge su novità per le pensioni e chi ancora ritiene che non sia il momento giusto di attuare cambiamenti: la situazione




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 12:25): D'altra parte sono aumentate proprio in questo ultimo periodo le ultime notizie e ultimissime di organismi internazionali che vorrebbe bloccare tutto, non far muovere nulla a livello di novità per le pensioni e sono soprattutto del Dicastero del Tesoro, Scelta Civica e alcuni membri dell'UCD più propensi alle politiche per le famiglie e alle tasse. In realtà, i consiglieri economici più vicini ai membri del Governo Renzi e quelli da lui insediati come, ad esempio, il presidente dell'Isituto di Previdenza vorrebbe fare qualcosa di concreto finalmente sulle novità per le pensioni ma già dalle prime ipotesi (almeno tre a scelta) sembrano aver dovuto fare un passo indietro sulle mini pensioni che potrebbe essere ancora più ristretto invece che migliorato.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 17:12): Importanti esponenti all'interno del Governo Renzi sembrano tornare indietro su vecchie posizioni che probabilmente anche come si evince leggendo tra le righe nelle ultime notizie e ultimissime non hanno mai lasciato e sembrano non voler fare nulla al momento sulle novità per le pensioni considerando più urgenti le imposte e l'occupazione (anche se poi le pensioni sarebbero collegate come ormai detto da quasi tutti) spiegando anche le condizioni che sono pervenute negli ultimi giorni fanno propendere per decisioni simili e che non tutto, proprio per questi motivi, si può fare. 

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:10): Nel Governo Renzi, ma più in generale nella maggioranza, appare sempre più chiaro nelle ultime notizie e ultimissime che iniziano a contrapporsi con ancora maggiore forza di prima due schieramenti per le novità per le pensioni che c'erano sempre stati anche se le apparenze negli ultimi tempi potevano ingannare. Ma ora, ritornano ancora più evidenti tra chi vuole fare le novità per le pensioni ( e che si divide tra fare qualcosa e fare davvero qualcosa) e chi non vuole al momento agire sulle novità per le pensioni ma pone l'accento su altri temi e obiettivi.

Sono ormai giorni che le discussioni politiche sul tema delle novità per le pensioni continuano ad intensificarsi, soprattutto all’indomani della presentazione del nuovo sistema basato sulla mini pensione annunciato dal premier ma che, stando alle ultime notizie, non sembra essere stato accolto con particolare favore, né da parte del mondo politico, né da parte dei cittadini stessi che, per esempio, sui social si sono scatenati in commenti negativi e critiche, attaccando il governo per le sue scelte poco intelligenti. Si tratta infatti di un meccanismo di uscita prima decisamente poco conveniente, innanzitutto perché limitato solo ai nati tra il 1951 e il 1953, poi perché prevede penalizzazioni elevate, fino al 4% annue, modulate sulla base del reddito percepito dal singolo lavoratore, da sommare, però, a successive trattenute mensili sulla pensione finale, dovute alla necessità di restituzione della mini pensione erogata per permettere l’anticipo pensionistico.

Quest’ultima verrebbe erogata dall’istituto di credito e restituita una volta maturata la normale pensione che sarà regolarmente erogata dall’Istituto di Previdenza. E’ chiaro, dunque, come, secondo questo sistema, si potrebbe arrivare a percepire assegni mensili finali davvero minimi, tra penalità e trattenute successive, senza considerare che ancora non sono state dettagliate le entità di queste trattenute né chiarita la questione di eventuali interessi. Si è detto che non saranno a carico dei cittadini ma dello Stato ma ci si chiede questo cosa implicherà realmente. Inoltre, la circoscrizione solo a persone che, naturalmente, l’anno prossimo andrebbero comunque in pensione raggiungendo i 66 anni richiesti, chiaramente non pone alcun vantaggio. Nonostante le critiche, per riuscire a cambiare realmente le pensioni, magari con la prossima Manovra 2017, il governo continua a puntare su questo piano.

Ma i Gruppi ristretti per le pensioni ne hanno chiesto la cancellazione, rilanciando, invece, piano di uscita prima a 63 anni, durante il quale si continuerebbe ad erogare al lavoratore il proprio stipendio, da definire se interamente o parzialmente, e a pagare i regolari contributi previdenziali, in modo da incentivare il turn over, coinvolgendo Stato e imprese stesse; uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni del 2% annue fino ad un massimo dell’8%, più conveniente rispetto al nuovo sistema basato sulla mini pensione; ma anche quota 100 e 41, per chi ha iniziato a lavorare giovanissimo e chi è impegnato in lavori faticosi, per l’uscita per tutti con 41 anni di contributi per tutti senza limiti anagrafici e senza penalizzazioni.

Mentre governo e opposizione interna, seppur su linee differenti, intendono fare davvero qualcosa di concreto per introdurre novità per le pensioni, c’è chi invece, come i tecnici del Tesoro, ritiene che non sia ancora arrivato il momento di poter cambiare l’attuale legge. Il viceministro dell’Economia Zanetti ha spiegato, infatti, che bisogna innanzitutto per lavorare per coloro che hanno perso il lavoro e non percepiscono redditi ma che non possono ancora andare in pensione perché lontani dalla maturazione dei requisiti necessari per l’uscita, per poi risolvere la questione dei quota 41 e quindi passare all’abolizione delle elevate pensioni erogate ai politici.


Da sempre, poi, il ministro dell’Economia Padoan, che sostiene da sempre solo l’introduzione dell’assegno universale ma di tipo comunitario come novità per le pensioni, qualche tempo fa sembrava aver aperto a ulteriori cambiamenti, che si renderebbero necessari per rilancio di occupazione giovanile e quindi economia, ma con le nuove condizioni imposte dalla Comunità ha fatto capire che ci sarà poco spazio per introdurre novità pensioni ; ad appoggiare la posizione di Padoan il viceministro dell’Economia Morando che pur consapevole della necessità di novità per le pensioni, soprattutto perché collegate al lavoro, da tempo ribadisce come la questione di far quadrare i conti debba essere privilegiata rispetto al dire che si è pronti a modificare l’attuale legge e per questo ritiene che bisogni innanzitutto definire costi e coperture per poi intervenire realmente.

E proprio per questo non ha confermato che effettivamente nella prossima Manovra 2017 saranno introdotte novità per le pensioni. D’altro canto, però, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio e il presidente dell’Istituto di Previdenza continuano a lavorare per la definizione di misure per cambiare le pensioni ma che riescano ad essere sostenibili e capaci, allo stesso tempo, di ristabilire equilibrio e equità sociale nel sistema previdenziale.  

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il