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Contratti statali rinnovo, stipendi sblocco dipendenti pubblici: novità settimana riforma pubblica amministrazione Renzi-Madia

I 300 milioni di euro stanziati dal governo non saranno distribuiti a pioggia, ma legati a merito e produttività degli statali.




Fari puntati sul rinnovo del contratto degli statali. Eppure il sistema degli aumenti immaginato dal ministro per Semplificazione e la Pubblica Amministrazione non va giù a tutti. A detta dei sindacati della Funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil, gli scatti devono andare a tutti i dipendenti pubblici e hanno respinto al mittente l'ipotesi che il governo chieda all'Aran di limitare l'effetto economico dei rinnovi ai dipendenti al di sotto di una certa soglia di reddito. I 300 milioni di euro stanziati dal governo, insomma, non saranno distribuiti a pioggia, ma legati a merito e produttività.

"Il contratto è un diritto per tutti i lavoratori e il rinnovo deve restituire dignità e riconoscimento professionale e retributivo a tutte le lavoratrici e i lavoratori pubblici senza eccezioni", hanno scritto in una nota sulla questione i segretari generali Rossana Dettori, Giovanni Faverin e Nicola Turco. Tuttavia la partita inizierà solo dopo la riduzione da undici a quattro dei comparti del pubblico impiego. Dopo l'accordo raggiunto dall'Aran con i sindacati, la situazione è bloccata al Ministero dell'Economia.

Il tutto mentre in settimana è stata approvata in via definitiva la versione italiana del Freedom of information act. Al cittadino che fa domanda di accesso a un atto o a un documento, la Pubblica amministrazione dovrà fornire quell'atto o quel documento entro 30 giorni. Se non lo fa dovrà comunque motivare in un atto la sua decisione. Fino a oggi il meccanismo era inverso, era quello del rigetto automatico in caso di silenzio. E senza obbligo di motivazione. Il provvedimento prevede un rafforzamento del sito Internet soldipubblici, che sarà gestito direttamente dall'Agid, l'Agenzia per il digitale, di concerto con il Ministero dell'Economia. Sul sito saranno presenti tutti i dati di pagamento delle pubbliche amministrazioni e l'ambito temporale di riferimento.

Nella prima versione del provvedimento, il testo prevedeva la possibilità per le amministrazioni di caricare un costo per l'accesso agli atti. Nel decreto finale è invece previsto che nel caso le copie siano fornite in forma digitalizzata, la loro trasmissione al cittadino debba avvenire senza alcun onere. In caso di diniego all'accesso agli atti, si possono proporre diversi ricorsi. Il primo è al responsabile della trasparenza, che può anche chiedere un parere all'Anac. Il secondo è al difensore civico. Entrambe queste possibilità sono senza costi. La terza via, quella del ricorso al Tar, comporta invece un onere per il cittadino.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il