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Pensioni ultime notizie cosa, quando e per chi va avanti davvero con atti ufficiali e non quota 100, mini pensioni, quota 41

Quali sono le novità per le pensioni al vaglio dell’esecutivo e più probabili da approvare e le diverse posizioni del mondo politico e non solo




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 17:35): Solo dopo che il progetto sulle novità per le pensioni sarà messo nero su bianco diventeranno più chiare le intenzioni dell'esecutivo. Stando alle ultime e ultimissime notizie, i tecnici dei dicasteri competenti sono infatti al lavoro nella definizione dei dettagli delle mini pensioni sono con penalità, considerati lo strumento più appropriato per coniugare la contenuta disponibilità economica con la richiesta di intervenire sulle pensioni. Sullo sfondo, poi, prosegue il pressing dei Gruppi ristretti per le pensioni a prevedere misure più universali.

Procede il progetto di novità per le pensioni portato avanti dai vari gruppi tecnici anche se, diversamente dalle aspettative, non è un buon segno che non sia ancora stato definito ogni dettaglio in merito. Dopo la presentazione da parte del premier, infatti, stando alle ultime notizie, nei giorni scorsi avrebbero dovuto essere definiti tutti i dettagli del nuovo progetto di uscita prima basato sulla mini pensione, ma dopo alcuni minimi chiarimenti, relativi a coinvolgimento di istituti di credito e imprese per l’erogazione della mini pensione e modulazione delle penalizzazioni in base all’entità del reddito percepito dal singolo lavoratore, restano ancora diversi dubbi da chiarire, a partire dall’entità delle decurtazioni che dovrebbero essere applicate sulle pensioni finali al fine di restituire l’anticipo percepito dall’istituto di credito per l’uscita prima, per arrivare al calcolo eventuale degli interessi, che dovrebbero essere a carico dello Stato ma non è stata confermata alcuna notizia in merito, e alla platea di beneficiari di questa misura.

Secondo quanto definito, infatti, questo sistema di uscita prima dovrebbe essere valido solo per i nati tra il 1951 e il 1953, coloro che cioè sono stati bloccati nel loro cammino verso la pensione dall’entrata in vigore della legge attuale, ma si tratta di una categoria di persone, over 63, che ogni anno, però, dovrebbe essere ridefinita per consentire a tutti coloro cui mancano tre anni al raggiungimento della pensione di lasciare in lavoro in anticipo. Ancora non si sa come questo sistema dovrebbe, però, mutare di anno in anno. Considerando che si tratta di una novità che è riuscita a scatenare solo critiche e polemiche, mentre il Ministero dell’Economia ritiene che non sia ancora il momento di modificare l’attuale legge pensioni e dopo le ultime notizie dalla Comunità sarebbe meglio focalizzarsi prima sulla definizione di altri provvedimenti che potrebbero essere prioritari, come tagli di tasse e non solo, i Gruppi ristretti per le pensioni hanno proprio chiesto l’eliminazione del nuovo piano basato sulla mini pensione.

E’ stato, infatti, considerato poco vantaggioso e conveniente per i lavoratori e hanno rilanciato su piano di uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni fino massimo all’8%, quota 41 per chi è entrato prestissimo nel mondo occupazionale e chi svolge lavori faticosi, nonché sulla nuova proposta di pensione anticipata di tre anni, cioè a 63 anni, come alternativa alla staffetta, per dare nuova spinta al ricambio generazionale permette rendo ai lavoratori più anziani di lasciare il lavoro prima, continuando ad erogare loro lo stipendio mensile (molto probabilmente parzialmente) e i regolari contributi previdenziali.

Nell’attesa di risposte alle nuove richieste dei Gruppi per le pensioni, prosegue l’iter del Fondo Indigenza, il cui esame dovrebbe concludersi, secondo le ultime notizie, entro la fine del prossimo mese di giugno, e che al momento prevede aiuti sociali per chi è rimasto senza occupazione ma legati a politiche attive del lavoro; riorganizzazione dei servizi sociali; e tagli e revisioni di prestazioni assistenziali, agevolazioni fiscali e alcune tipologie di pensioni. Importante quest’ultimo punto per possibili conseguenze su novità per le pensioni.

Si tratta, infatti, di misure che originariamente nel piano del commissario per la revisione della spesa pubblica, erano state definite per riuscire innanzitutto a rimettere in equilibrio il sistema previdenziale, ridandone equità, ma anche per recuperare, attraverso i tagli, risorse economiche ulteriori da usare eventualmente per la realizzazione si successive novità per le pensioni positive per tutti. Il progetto sarebbe dunque, ancora, quello di partire da cambiamenti negativi per arrivare all’attuazione di cambiamenti positivi.

Inoltre, sono attese risposte dall’esecutivo alla richiesta ufficiale presentata da Walter Rizzetto per misure a sostegno di chi è rimasto senza lavoro nonché per l’introduzione, finalmente, della quota 41 per chi lavora sin da giovanissimo o chi è impegnato in occupazioni faticose che avrebbe la possibilità di lasciare il lavoro con 41 anni di contributi senza la necessità di dover necessariamente raggiungere la soglia anagrafica dei 66 anni, talvolta impossibile da maturare per queste tipologie di lavoratori.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il