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Pensioni ultime notizie su quota 41, mini pensioni,quota 100 oltre tavoli dopo riunione cosa succede ora Governo Renzi-Sindacati

Alla ricerca della migliore sintesi per cercare di introdurre vere novità per le pensioni in Italia.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 11:49) Cosa succederà ora dopo i tavoli ufficiali annunciati nelle ultime notizie e ultimissime dal Governo Renzi dopo l'incontro con i sindacati? A nostro parere nonostante le tante novità per le pensioni messe sul piatto nulla, se non in una eccezione, ovvero se ci fosse un tracollo nelle elezioni cittadini che minacierebbero il referendum. Altrimenti il punto di convergenza per noi è già stato trovato e si chiama calo delle imposte e e una serie di novità per le pensioni assai limitate.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 13:22): Chi si aspettava decisioni  o almeno novità per le pensioni su cosa si potesse fare o non fare rimarrà deluso. Il responsabile del Dicastero dell'Occupazione ha spiegato che questa è la prima riunione e che si è svolta in un clima cordiale. E che è stato deciso che vi saranno una serie di tavoli divisi su novità per le pensioni e occupazione. Non si è parlato di metodi, nè di strumenti, nè di soldi disponibili

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 10:40): E' iniziato il tanto atteso incotnro tra Governo Renzi e Sindacati per discutere sulle novità per le pensioni e diversi altri temi collegati direttamente o indirettamente al tema dell'occupazione.Tutte le novità per le pensioni e le ultime notizie e ultimissime ve ne renderemo conto appena possibile con ulteriori aggiornamenti come sempre

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 20:02): Si arriva all'incontro domani tra sindacati e Governo Renzi in una situazione poco chiara tra tante ultime notizie e ultimissime che si contrappongono l'una con l'altro tra per le novità per le pensioni voler fare qualcosa di importante, intraprendere iniziative base o non fare nulla. E nello stesso con una maggioranza e una coalizione divisa. Ma anche tra gli stessi sia sindacati vi sono divisioni di metodo e obiettivi sulle novità per le pensioni

Per ragioni economiche e politiche non c'è uniformità di vedute sulla strada da percorrere per modificare le norme sulle pensioni. L'esecutivo cerca di limitare l'impatto sui conti pubblici e di proporre una piattaforma di novità poco dispendiosa e per quanto possibile incisiva. Da parte loro ci sono le forze sociali che spingono per una vera e propria svolta sia per facilitare l'uscita un po' prima rispetto a quanto adesso prevista e sia per favorire l'ingresso nel mondo del lavoro dei più giovani. Non sarà dunque semplice riuscire a trovare una sintesi tra le posizioni espresse, anche se è verosimile credere che i tempi sembrano finalmente maturi per apportare qualche cambiamento che non sia solamente di tipo correttivo.

Andando più nel dettaglio dei piani proposti, Palazzo Chigi scommette sulle mini pensioni con penalizzazioni. In pratica si tratta di concedere a una platea ristretta di lavoratori la somma, da restituire integralmente, necessaria per congedarsi in cambio di una rinuncia a parte dell'importo della pensione. Più semplice a dirsi che a farsi perché terreno di scontro sono l'individuazione dei beneficiari, per ora limitati a quelli nati tra il 1951 e il 1953, l'entità della penalità e gli interessi da applicare. In questo contesto, poi, banche e assicurazioni rivestirebbero un ruolo centrale perché sarebbero loro a erogare la somma attraverso l'Istituto nazionale di previdenza sociale.

La vedono naturalmente in maniera diversa le organizzazioni sindacali, secondo cui è necessario che siano inseriti elementi correttivi sul funzionamento del sistema contributivo in grado di assicurare un trattamento pensionistico adeguato anche a chi svolge e ha svolto lavori saltuari, discontinui, con retribuzioni

basse o è entrato tardi nel mercato del lavoro. Forme d'integrazione ai trattamenti bassi sono invocate anche per le pensioni future, calcolate con il metodo contributivo ovvero sulla base dei contributi versati e non della media delle retribuzioni degli ultimi anni di lavoro.

Ma soprattutto, cercano di aprile un confronto anche sulla cosiddetta solidarietà intergenerazionale attraverso la contribuzione figurativa, per incentivare l'utilizzo volontario del part time fra i lavoratori anziani negli ultimi anni della carriera lavorativa, collegandolo all'assunzione dei giovani, secondo gli accordi collettivi. In realtà, come dimostrano le ultime notizie, anche tra le stesse organizzazione sindacali non c'è una perfetta compattezza di vedute con la Cisl che più volte tenta di smarcarsi.

All'interno dei palazzi di potere, ci sono anche le commissioni competenti a chiedere novità sulle pensioni. Di che tipo? La madre di tutte le ipotesi è rappresentata dalla possibilità di permettere il congedo anche a 62 anni di età con 35 anni di contributi versati nel corso della carriera lavorativa, con penalizzazione dell'8% ovvero del 2% per ogni anno di uscita prima rispetto ai requisiti adesso in vigore. A più riprese sono state proposte le soluzioni di quota 41 come anni di contribuzione per poter andare in pensione (utile soprattutto per chi ha iniziato a lavorare in giovane età) e quota 100 come somma si età anagrafica e anni di contributi versati. In aggiunta sono chieste misure specifiche per chi svolge attività prevalentemente faticose e per chi è alle prese con le ricongiunzione dei contributi distribuiti su più casse previdenziali.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il