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Imu e Tasi 2016: regole nuove, casi particolari, eccezion prima casa, seconda casa, affitto, terreni, box, giardini prima rata

Chi deve ancora pagare Imu e Tasi, nuove esenzioni e nuovi sconti per casi particolari: quali sono e nuove regole da seguire per non sbagliare




Niente più Imu e Tasi su prime case, e relative pertinenze, box, giardini e cantine, a patto che sia una, si continua a pagare invece, sia l’Imu che la Tasi, sulle seconde case così come sulle prime se risultanti di lusso, signorili o di pregio, e per quanto riguarda le seconde case in affitto, da quest’anno la Tasi, esattamente come l’Imu, è esclusivamente a carico dei proprietari. Se, infatti, fino all’anno scorso la cifra totale della tassa sui servizi indivisibili comunali era divisa tra inquilini e proprietari, secondo percentuali stabilite dal proprio stesso Comune comprese tra il 10 e il 30% a carico dell’affittuario, da quest’anno non sarà più così e saranno i proprietari a dover versare tutta la cifra Tasi dovuta, sempre in base alla percentuale loro spettante decisa dai Comuni e se questi non l’avessero fissata, allora il conto da pagare sarebbe pari al 90% di quanto dovuto. Questa regola vale per tutti gli immobili in affitto, ad eccezione delle prime case di lusso: in questo caso, infatti, la Tasi continuerà ad essere divisa tra proprietari e inquilini.

La Manovra 2016 ha poi definito nuovi sconti per casi particolari, vale a dire del 50% per le abitazioni date in comodato d’uso gratuito ai propri figli, del 75% per le case affittate a canone concordato, e cancellato il pagamento sia di Imu che di Tasi nei casi di coniugi separati il cui marito, per esempio, lasci il tetto coniugale dove continueranno a vivere ex moglie e figli, e si trasferisca in una seconda casa che da quel momento, però, diventa abitazione principale se vi risiederà stabilmente, per cui, come tutte le prime case, sarà esente dal pagamento di entrambe le imposte sulla casa.

Con particolare riferimento alle case date in comodato ai figli, che abbiano regolarmente registrato il contratto, è stata decisa una riduzione del 50% della base imponibile sia di Imu che di Tasi e in tal caso è bene sapere che la Tasi ridotta vale solo per il possessore a vario titolo, cioè proprietà, usufrutto, superficie, uso; può usufruire dell’agevolazione solo il contribuente che possiede al massimo due case, a patto che non siano immobili di lusso, una utilizzata come propria abitazione e l’altra data in comodato al figlio, a ad altri parenti di primo grado; l’agevolazione vale solo a condizione che il contratto di comodato sia stato registrato; che il proprietari non sia possessore anche di altri fabbricati, come negozi o terreni agricoli; e che comodante e comodatario abbiano residenza anagrafica e dimora abituale nello stesso Comune.

Rientrano nell’agevolazione anche le pertinenze relative all’abitazione oggetto dello sconto, ma sempre nei limiti di una pertinenza per ciascuna categoria catastale C72, C/6 e C/7. Per quanto riguarda poi l caso delle abitazioni di interesse storico, per cui vale già una riduzione del 50% della base imponibile, si potrà sommare anche la nuova riduzione relativa ai comodati, arrivando così al pagamento dell’imposta nella quota del 25% della base imponibile. Conosciute tutte le nuove regole e consultate aliquote, ed eventuali detrazioni, deliberate dal proprio Comune si potrà procedere al calcolo, che seguirà le consuete modalità, e quindi al pagamento di Imu e Tasi 2016, che dovrà essere effettuato per l’acconto entro il prossimo 16 giugno e si potrà fare sia con bollettino postale, che è disponibile presso ogni ufficio postale, sia con compilazione del modello F24.  
 

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il