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Imu e Tasi 2016 seconda casa, affitto, terreni agricoli, incolti, non agricoli, prima casa, affitto.Chi deve pagare e regole nuove

Chi deve pagare Imu e Tasi quest’anno 2016, termine di versamento prima rata di acconto e il caso dei terreni: cosa è cambiato e tasse in base ai tipi




Manca ormai qualche settimane al versamento della prima rata di acconto di Imu e Tasi 2016, le imposte su casa e altri immobili, fissato al prossimo 16 giugno, che da quest’anno prevedono diverse novità. Innanzitutto, esattamente come l’Imu, da quest’anno non si paga più la Tasi neanche sulle prime case, e relative pertinenze, ad eccezione che non si tratti di immobili di lusso; cancellata la Tasi anche per gli inquilini che, contrariamente dallo scorso anno quando dovevano dividere la cifra della tassa sui servizi indivisibili comunali con i proprietari, non dovranno pagare nulla e il pagamento sarà esclusivamente a carico dei possessori di immobili; niente Imu e Tasi nei casi di coniugi separati il cui marito lascia la prima casa a moglie e figli e si trasferisce in una seconda casa che da quel momento, però, diventa prima casa abitazione principale per cui sarà esente dal pagamento di entrambe le imposte sulla casa.

Ma le novità non finiscono qui, perché sono stati previsti nuovi sconti, del 50% per le abitazioni date in comodato d’uso gratuito ai propri figli il cui contratto sia stato regolarmente registrato, e del 75% per le case affittate a canone concordato, sempre a condizione che vi sia un regolare contratto stipulato; ed è stata, inoltre, cancellata l’Imu sugli imbullonati e su tutti i terreni agricoli, indipendentemente dalla classificazione Istat del Comune in cui sono ubicati. La Tasi non si applica mai ai terreni. L’Imu, che già qualche anno fa non si pagava sui terreni agricoli, l’anno scorso, con particolare riferimento ai terreni agricoli, non doveva essere versata dai proprietari di terreni agricoli situazti in aree montane o di collina, ora vale per tutti anche per i terreni agricoli ‘posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali, iscritti nella previdenza agricola, indipendentemente dalla loro ubicazione’.

Sono, dunque esenti dal pagamento dell’Imu anche i terreni di pianura, purché di proprietà di imprenditori agricoli professionali. Per quanto riguarda orti e terreni incolti, sono stati diversi i chiarimenti forniti dal Ministero dell’Economia, dopo i dubbi sul fatto che l’esenzione per i terreni ubicati nei comuni montani non interessasse i terreni pertinenziali, i terreni incolti e gli orticelli, perché on rientrano negli usi agricoli professionali. Ma il sottosegretario all’Economia Baretta ha precisato che le regole sull’esenzione Imu dei terreni agricoli si applicano indipendentemente dal fatto che siano o meno coltivati e quindi valgono anche per i terreni incolti e gli orti. E a conferma della sua spiegazione, le parole di un documento scritto di informazione, secondo cui l’esenzione Imu varrebbe per ‘tutti i terreni agricoli, indipendentemente dalla loro coltivazione’.

Per l’esenzione dall’Imu agricola, il presupposto, infatti, è il possesso di terreni suscettibili di essere destinati a tale utilizzo, per cui terreni incolti e orti devono essere considerati agricoli, con esenzione dall’Imu nei casi di terreni posseduti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, indipendentemente dal luogo in cui si trovano; che si trovano nei Comuni montani; o che si trovano nei Comuni parzialmente montani di cui alla Circolare del Ministero delle Finanze n.9/1993.

Riassumendo, i terreni non di proprietà di coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali sono esenti dall’Imu se ubicati nei Comuni montani o nelle isole minori, mentre pagano la tassa sugli immobili in tutti gli altri casi, e tutti i terreni non agricoli. Per i terreni non coltivati, l’Imu non si paga se sono condotti da coltivatori diretti e IAP mentre negli altri casi l’esenzione vale solo per terreni montani o parzialmente montani.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il