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Pensioni ultime notizie su mini pensioni, quota 41, quota 100 da Cuperlo, Baroni, Dona, Scotto

Le ultime posizioni Cuperlo, Scotto, Dona, Baroni e novità per le pensioni e cosa si dovrebbe e potrebbe fare secondo loro




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 20:07): Partendo dall'esperto, interessante sono le novità per le pensioni auspicate da Dona che dice chiaramente, tra i pochi, seppur ve ne sono nelle ultime notizie e ultimissime, che i sistemi attuali non funzionano e che la staffetta non esiste e non funziona. Ci vogliono delle novità per le pensioni differenti che da una parte agevolino il pensionando ma anche le reali assunzioni. E sotto come vedrete, Dona riprende tutti dati molto recenti con differenti esempi interessanti.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:02):  SI ha un pò timore di parlare dopo che nelle ultime notizie e ultimissime importanti esponenti ed autorità hanno quasi sconfessato le novità per le pensioni e nello stesso tempo ci si ritrova vicino ad un voto molto importante. Ed è interessante che non si parli di novità per le pensioni anche per attaccare gli avversari, tranne il M5S, dopo tutte le statistiche e rapporti non certo confortanti riportati nelle ultime notizie e ultimissime, che si collegano di fatto alle novità per le pensioni. E per trovare affermazioni interessanti di esperti ed esponenti di varie forze stavolta contrariamente al solito non è stato così semplice.

Nessun intervento recente su novità per le pensioni ha visto protagonista Gianni Cuperlo, leader della sinistra Dem, che, secondo le ultime notizie, ha sottolineato le forti divisioni all’interno del partito con l’opposizione interna e le polemiche sul referendum costituzionale che si terrà in autunno, fattori che certamente non contribuiscono a mettere il governo nelle condizioni di lavorare bene alla ricerca di soluzioni condivise e importanti, ma spinge sulle politiche riformiste, che potrebbero coinvolgere le novità per le pensioni. Non dimentichiamo che Cuperlo è stato il primo a cercare di ottenere nella scorsa manovra una delega per impegnare l’esecutivo a trovare misure capaci di anticipare l’uscita per tutti, rilanciando su quota 100 e quota 41. Tra le ultime sue posizioni, appoggia l’annuncia del premier di aumentare le pensioni più basse, così come il piano di ricalcolo delle pensioni più elevate.

Secondo il capogruppo dei deputati di Sinistra Italiana Arturo Scotto, dopo le concessioni di Bruxelles al nostro Paese è necessario che per il prossimo anno ci si concentri realmente sulle correzioni dei conti pubblici ma auspica che tra i provvedimenti che saranno messi in campo, non vengano toccate sanità, pensioni e welfare, con un chiaro riferimento alle agevolazioni fiscali o ad alcune tipologie di pensione, che in realtà si vorrebbero rivedere per recuperare nuove risorse economiche. E' arrivato il momento di agire con novità per le pensioni reale e concrete, ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori, semttendola di fare annunci che rimangono solo parole e, considerando che, volendo, i soldi per intervenire si potrebbero trovare, partendo dalle detrazioni fiscali sulle pensioni più basse.

Secondo Paolo Baroni, esperto economico de La Stampa, sarebbe necessario rivedere il piano di uscita prima attuale che non sta portando i vantaggi sperati e il ricambio generazionale sperato, soprattutto per il fatto che i lavoratori già impiegati che chiedono di uscire prima sono già molto in avanti con l'età e i giovani che dovrebbero prendere il loro posto sono nella maggior parte dei casi sovraistruiti per le occupazioni in cui vengono impiegati. Le considerazioni di Baroni nascono alla luce degli ultimi dati Istat, secondo cui dal confronto tra i 15-34enni occupati da non più di 3 anni al primo lavoro e lgli over 54 andati in pensione negli ultimi 3 anni è emerso la difficoltà di sostituire giovani e anziani e, mentre i giovani entrano soprattutto nei servizi privati, se ne sono registrati 319 mila nei comparti del commercio, alberghi e ristoranti e servizi alle imprese, a fronte dei 130 mila in uscita, in altri settori le uscite non sono accompagnate da altrettanto entrate, basti pensare alle 125 mila uscite dalla Pubblica amministrazione e istruzione a fronte delle 37 mila entrate.

E’ chiaro, dunque, come si dovrebbe mettere in atto un altro meccanismo che consenta il turn over ma che sia più efficiente e allo stesso vantaggioso per i lavoratori che decidono di andare in pensione prima. E i sistemi tra cui scegliere, indipendentemente alla specifica posizione di Baroni, potrebbero essere diversi, dalla quota 100, alla quota 41, alla mini pensione, guardando con qualche perplessità al nuovo metodo basato sulla mini pensione per i nati tra il 1951 e il 1953, con penalizzazioni comprese tra l'1 e il 3%, con possibilità di arrivare anche al 4% per chi pecepisce una pensione più elevata, e che richiederebbe il coinvolgimento degli istituti di credito per l'erogazione dell'anticipo sulla pensione per garantire l'uscita prima al lavoratore che lo volesse, che, oltre ad essere stato già fortemente criticato da alcune forze politiche e lavoratori interessati stessi, non risulterebbe poi così vantaggioso.  

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il