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Contratti statali tagli allarme nuovo dopo il primo degli aumenti solo per i più bassi e scontro per contratti scuola più forte

Ancora in stallo le trattative per sbloccare i contratti degli statali: proteste e scontri più forti per rinnovo per la scuola. La situazione




Mentre si continua a discutere di rinnovo dei contratti per i dipendenti pubblici, mentre gli impiegati, soprattutto i più virtuosi, chiedono che venga riconosciuto loro quanto dovuto, dopo ben sette anni di blocco, e mentre sono ancora poche le risorse economiche disponibili per tale provvedimento, dipingendo, dunque, un quadro davvero nero, ecco arrivare l'ultimo allarme che potrebbe davvero far temere per il peggio. Secondo la Fp Cgil Nazionale, non soltanto l'esecutivo starebbe perdendo davvero troppo tempo per un provvedimento dovuto come quello degli aumenti degli stipendi dei dipendenti pubblici fermi ormai da troppo, ma si prospetta un ulteriore possibile taglio del salario accessorio, di circa 1.350 euro, per circa 17.000 lavoratori pubblici, dipendenti di 47 Province e 8 città metropolitane.

Il taglio sarebbe il risultato delle sanzioni automatiche per gli sforamenti del patto di stabilità da parte proprio degli Enti locali. Lo sforamento del Patto di Stabilità potrebbe, infatti, portare al recupero delle risorse con provvedimenti a carico dei lavoratori stessi. Sarebbe l'ultimo dei problemi da risolvere per i dipendenti pubblici che già si ritrovano a vivere condizioni di grandi difficoltà. E’ solo di qualche giorno fa l’indiscrezione secondo cui i contratti dei dipendenti pubblici, per cui l’esecutivo ha stanziato solo 300milioni di euro, potrebbero partire solo per i dipendenti pubblici che percepiscono gli stipendi più bassi, anche se non è stata ancora definita la soglia per cui gli assegni saranno considerati bassi.

Gli aumenti non saranno assegnati a pioggia ma in base ad un sistema meritocratico e la metà di quanto stanziato, 150 milioni di euro, sarà assegnato ad un quarto dei dipendenti considerati più bravi, e l’altra metà assegnati al 50% dei dipendenti.  Esclusi, dunque, gli statali meno virtuosi e produttivi. Se per i dipendenti pubblici si gioca tutto sulla soglia del reddito percepito, lo scontro più forte si gioca sul versante scuola: proprio per oggi è stato proclamato uno sciopero generale proprio per protestare contro il blocco dei contratti del personale della scuola, che secondo i timori di alcuni potrebbero durare ancora fino al 2020. Dal 2018 al 2020, infatti, sarebbe previsto un aumento di appena lo 0,3% e sarà dovuto esclusivamente alla percentuale di indennità di vacanza del contratto, il che potrebbe portare ad un ulteriore blocco degli stipendi per la P.A.

La protesta è stata organizzata anche per protestare contro i minimi compensi che saranno dati ai commissari scelti per seguire il Concorso della Scuola, troppi pochi soldi anche se l'esecutivo ha recentemente stanziato ulteriori soldi. Questi, infatti, servirebbero per raddoppiare quanto è stato fissato come compenso per i commissari, ma si tratta in totale di poco più di un euro, una vera e propria presa in giro.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il