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Pensioni ultime notizie su mini pensioni, quota 100, quota 41 le iniziative, la rabbia e il disagio sul web

La Rete rappresenta uno dei principali punti di riferimento e di confronto sul tema della novità per le pensioni.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 17:33): Continua ad arricchirsi il dibattito via web sulle novità per le pensioni. Come dimostrato dalle ultime e ultimissime notizie, soprattutto le piattaforme di social network, come Facebook, ma anche blog e forum di discussione, sono luoghi strategici, per quanto virtuali, di confronto sui principali tempi relativi alle novità per le pensioni. E queste ultime ore non sono da men dopo le tante ultime tra conferme e smentite. La delusione da parte di molti per le novità per le pensioni mancata da parte delle forze sociali, ma anche la speranza di un inizio reale di confronto. La speranza ancora per le novità sulle pensioni per quota 41 dopo le parole sempre ieri del responsabile dell'occupazione e per chi ha fatto o fa mansioni faticose con le novità per le pensioni indicate per la prima volta in questa senso dal Presidente. Ma anche tanti che temono che tutte queste novità per le pensioni siano solo promesse e annunci con il voto che si avvicina

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:07): Continua ad arricchirsi il confronto via web sulle novità per le pensioni. E anche le ultime e ultime notizie di queste ore confermano come la Rete si stia rivelando una piattaforma utile non solo per alimentare il dibattito. Ma anche per organizzare iniziative, raccogliere firme, attirare l'attenzione e rivendicare con una voce unica novità per le pensioni. Eppure, e sono tanti i casi, c'è anche chi sfrutta il disagio in maniera distruttiva ovvero senza proporre suggerimenti e consigli sulle novità per le pensioni o altri temi.

C'è anche il web come interessante punto di riferimento per capire gli umori della piazza in merito alle novità per le pensioni allo studio a Palazzo Chigi. Occorre però una distinzione di base. Ci sono i commenti di chi appare critico a priori, esprime il proprio legittimo disagio ma non offre alcun contributo al dibattito. Poi c'è invece chi riesce a utilizzare in maniera proficua la vastità della Rete, organizza iniziativa, raccoglie firme per iniziative popolari, propone incontri e offre spunti su cui ragionare basati sulle proprie personali esperienze. La recente manifestazione a Roma delle organizzazioni sindacali sul tema delle pensioni è solo il caso più recente.

In fin dei conti, basta fare un giro sulle principali piattaforme di social network, come Facebook, per rendersi conto dell'attivismo web intorno al tema delle pensioni. Nella maggior parte dei casi, pagine e gruppi ospitano commenti e valutazioni ben ragionati, senza uscire dai confini di un confronto corretto. Ad esempio c'è quello dei "Lavoratori precoci unici a tutela dei propri diritti" ovvero coloro che hanno iniziato a lavorare in giovane età e che chiedono l'applicazione di 40 o 41 anni di contributi minimi per accedere al trattamento previdenziale, che hanno creato un gruppo Facebook. Oppure c'è "Diritti negati lavoratori", anch'esso molto attivo sul fronte pensioni.

Tra i tanti temi di discussione ci sono l'aumento di 4 mesi dei requisiti per l'accesso alla pensione pensionistici per effetto della variazione dell'aspettativa di vita; la riduzione dei coefficienti di trasformazione per il calcolo contributivo della prestazione; la settima salvaguardia per gli esodati e assimilati; il prolungamento della possibilità di pensionamento un po' prima rispetto ai requisti adesso in vigore con il cosiddetto contributivo donna; la proroga del blocco all'innalzamento dell'aliquota contributiva per i titolari di partita Iva iscritti alla gestione separata dell'Istituto nazionale della previdenza sociale..

E ancora: la proroga fino al 2018 del meccanismo di perequazione pensioni previsto dal precedente esecutivo, l'estensione del principio di automaticità delle prestazione limitatamente alla maternità per i collaboratori. Le proposte chiedono la revisione complessiva del sistema, dove il recupero di una maggiore autonomia nella scelta del momento della pensione, a partire da un'età minima di 62 anni anche integrata da un meccanismo di combinazione di età e contributi e la pensione con 41 anni di contributi svincolati dall'aspettativa di vita, per chi ha iniziato a lavorare in giovane età, rappresentano i temi principali ma non sono gli unici.

E poi c'è la necessità di trovare un modo idoneo per gestire la posizione di chi svolge attività prevalentemente faticose, l'esigenza di risolvere una volta per tutte con una misura di carattere strutturale l'annosa questione di chi si trova senza lavoro e senza pensione, l'urgenza di rivedere i costi della ricongiunzione dei contributi versati in più casse previdenziali.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il