BusinessOnline - Il portale per i decision maker






Pensioni ultime notizie quota 100, quota 41, mini pensioni peggioramento da Governo Renzi delle mini pensioni e nulla pi¨

Ulteriore passo indietro del premier su novitÓ pensione di uscita prima con mini pensione: le nuove indicazioni fornite e prospettive di peggioramenti




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 15:17): Nell'arco di poche ora ieri, come abbiamo visto sotto, si sono aperte delle novità per le pensioni da persone diverse ma influenti e ovviamente decisori che nelle ultime notizie non vi erano mai state o quasi in modo così chiaro e netto come le novità per le pensioni di quota 41 o le novità per le pensioni per chi ha fatto o compie mansioni faticose. Ma nello stesso tempo, nelle stesse ultime notizie e ultimissime, quasi le negano o, comunque, le rendono molto difficili. 

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:47): E' giusto dire che la confusione regna sovrana per le novità per le pensioni con una serie continua di conferme e smentite che addirittura arrivano in poche ore una dall'altra. Soffermiamoci un attimo quelle delle ultime notizie e ultimissime: 

- novità per le pensioni con mini pensioni con platea ridotta e numerosi peggioramenti come riportato sotto da indiscrezioni tecnici che eliminerebbero la maggior parte della platea e chi ha fatto lavori faticosi (citazione da ultime notizie di numerosi fonti da indiscrezioni) 
- novità per le pensioni che rimangono con le mini pensioni come strumento principale, forse, da fa migliorare e affiancare ad altri esempio ricongiunzione gratuita e quota 41 ( citazione ultime notizie del responsabile Dicastero Economia)
- novità per le pensioni solo se si potrà, tutte da vedere, come, quando e chi, ma se possibile aperture per chi ha fatto o fa prestazioni faticose (citazione ultime notizie Presidente Consiglio)
- novità per le pensioni con detrazioni fiscali (convergenti ultime notizie, le uniche da presidente del Consiglio e Dicatsero Economia)

Una platea di beneficiari ristretta rispetto a quella inizialmente definita, requisiti più rigidi, e ulteriori novità che sembrerebbero essere negative ma su cui ancora non si ha certezza, mentre, come riportano le ultime notizie, cresce la confusione e il caos sul cammino che si dovrà percorrere per arrivare alla reale definizione di novità per le pensioni magari entro la fine dell'anno con la nuova Manovra 2017. Se oggi si attende di vedere come andrà l'incontro tra esecutivo e sindacati, che verterà proprio sulle novità per le pensioni sempre più urgenti e necessarie anche alla luce delle ultime notizie su occupazione giovanile ma anche su condizione di vita dei pensionati stessi che percepiscono assegni minimi, il premier sembra fare passi indietro su quello stesso sistema di uscita prima con mini pensione annunciato qualche settimana fa, già fortemente criticato e che con i suoi ulteriori peggioramenti potrebbe essere del tutto respinto, riportando a zero le discussioni e dovendo segnare un nuovo punto di partenza.

In realtà, non si capisce bene quali siano le nuove indicazioni fornite dal premier ma di certo qualche cambiamento ci sarà per il piano di uscita prima con la mini pensione, che avrebbe dovuto essere valida per i nati tra il 10951 e il 1953, prevedendo penalità modulate sulla base del valore dei redditi percepiti da ogni singolo lavoratore, oscillanti tra l’1 e il 4%, valide anche per i disoccupati per cui potrebbero essere minime, con il coinvolgimento degli istituti di credito, cui toccherebbe erogare l’anticipo per l’uscita prima. Da quanto si desume dalle indicazioni, è possibile che venga eliminata del tutto la quota 100, la quota 41 che chi svolge occupazioni faticose; che venga ristretta la platea dei beneficiari, come detto, non più legati ai tre anni di anticipo per tutti, ma, a causa delle risorse economiche limitate dal bilancio, partendo da chi non ha un’occupazione e ha terminato il periodo di usufrutto degli aiuti sociali per poi coinvolgere tutti gli altri inizialmente interessati dai tre anni di anticipo ma solo se rimanessero ulteriori fondi da poter usare.

Anche in tal caso, però, gli interessati sarebbero coinvolti nel piano non tutti insieme ma verrebbero stabilite priorità di accesso all’uscita prima in base al reddito, per cui chi percepisce redditi più bassi potrebbe andare in pensione prima. In questo contesto, il Tfr di ogni singolo lavoratore funzionerebbe come una sorta di garanzia di Stato, per esempio, in caso di morte improvvisa, condizione essenziale, quella di una garanzia, perché l’Ue approvi la novità per le pensioni proposta, sempre particolarmente attenta ai conti pubblici che chiaramente non dovrebbero essere toccati se questa novità venisse davvero approvata. La garanzia per l’Ue non sarebbe condizione tanto strana, considerando le evoluzioni degli ultimissimi giorni.

Dopo la concessione dei nuovi fondi all’Italia, infatti, la stessa Comunità ha fissato dei paletti per interventi da attuare nei limiti dei fondi disponibili e a condizione di soddisfare importanti richiesti, come riduzione del debito pubblico e aumento del Pil entro fine anno, inizio del prossimo, obiettivi raggiungibili attraverso una serie di provvedimenti, come spinta a investimenti, privatizzazioni, liberalizzazioni, taglio di detrazioni e agevolazioni fiscali come anche di determinate tipologie di pensioni che costano troppo e potrebbero essere tagliate, che non contemplano, in realtà, novità per le pensioni di uscita prima.

Probabilmente, proprio in riferimento a questa condizione, è facile capire la posizione di alcune forze politiche, che spingono su sistemi, come quota 100, mini pensione, quota 41 decisamente più convenienti e che, nonostante costosi, garantirebbero vantaggi sia in termini occupazionali, rilanciando il lavoro giovanile esattamente come chiesto dalla stessa Comunità, sia in termini di risparmi, seppur nel lungo periodo, che deriverebbero dalle penalizzazioni imposte da ogni piano, anche se Gruppo ristretto e forze sociali ne chiedono la cancellazione; e quella dei tecnici del Tesoro, che ormai da tempo rimandano novità per le pensioni, ben consapevoli dal fatto che prima di potersi concentrare sulla revisione dell’attuale legge sarebbe necessario chiudere altre questioni, forse prioritarie, dal piano di riduzione delle tasse, per famiglie e imprese, alla definizione di aiuti, come annunciato dal viceministro, per coloro che si ritrovano oggi in gravi difficoltà perché sono rimasti senza lavoro ma non possono ancora andare in pensione perché ben lontani dai necessari requisiti di uscita.

Ti Ŕ piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il