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Pensioni ultime notizie calo delle tasse pensioni comprese la scelta Governo Renzi e nulla mini pensioni, quota 41, quota 100

Il lavoro sulle novitÓ per le pensioni va inquadrato nell'ambito di una politica complessiva che comprende anche la riduzione delle tasse.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:02): Tante sono parole così come i progetti che vengono accostati alle novità per le pensioni che principalmente si dividono in novità per le pensioni per uscire prima e novità per le pensioni legate alle imposte. E se nel caso nelle prime novità novità per le pensioni non mancano le aperture come quota 41 o mansioni faticose fatta da importanti esponenti, la scelta sembra cadere almeno per il mnomento sulle seconde seguendo un filo logico dell'intero percorso delle maggioranza e più facili da ottenere anche a livello internazionale dove ci si dice di combattere la povertà e far crescere i consumi. 

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:30): Non è affatto così scontato che le prossime novità per le pensioni passino dalle mini pensioni con penalità. Il governo Renzi ci sta lavorando, è vero, ma in parallelo è aperto il fascicolo sulla riduzione delle tasse per i redditi medi. Alla luce delle ristrettezze economiche, come confermato dalle ultime e ultimissime notizie, non è affatto così scontato che entrambe le misure possano essere portate a casa. Non solo, ma stando alle ultime affermazioni del premier, la preferenza è proprio quella di aiutare le famiglie limitando la pressione fiscalee al massimo apportare delle novità per le pensioni proprio attraverso la riduzione delle imposte per quelle inferiori

Il lavoro dell'esecutivo sulle novità per le pensioni sta continuando di pari passo con quello della riduzione delle tasse. E si tratta di due comparti che non possono viaggiare separatamente. La ragione è molto semplice: nonostante la concessione dell'extra deficit da parte di Bruxelles ovvero la possibilità di derogare temporaneamente ai vincoli di bilancio imposti a livello comunitario, gli spazi di manovra economica non sono illimitati. Non solo l'Italia è chiamata a perseguire obiettivi di riforma ben precisi, ma il debito resta una spina nel fianco e nel 2016 difficilmente potrà iniziare a scendere. Di conseguenza andranno fatte delle scelte e, se come sembra, l'esecutivo non vorrà derogare dal taglio delle imposte sui redditi medi, allora l'impatto delle misure sulle pensioni sarà contenuto.

Lo stesso presidente del Consiglio è stato chiaro: con i soldi di Bruxelles "dobbiamo tenere sotto controllo il debito e dare una mano alle famiglie e al ceto medio". Parole che non sembrano lasciare spazio a dubbi sulle reali intenzioni di Palazzo Chigi ovvero sulla priorità assegnata agli obiettivi in agenda. Sul fronte della previdenza, l'esecutivo sta lavorando sulle mini pensioni con penalità ovvero della concessione di una somma, da farsi restituire integralmente, per accedere al trattamento previdenziale, ma sul tavolo c'è anche l'estensione degli 80 euro ai pensionati, almeno a quelli con la minima.

La bozza del provvedimento sulle mini pensioni è per ora limitata ai soli nati tra il 1951 e il 1953 e prevede che sia tagliata una quota proporzionale all'assegno. Fino a tre volte l'importo della pensione minima del 2-3% per oggi anno di anticipo; oltre tre volte l'importo della pensione minima del 5-8% per oggi anno di anticipo. Nessun taglio diretto per la parte contributiva ovvero quella maturata dal primo gennaio 1996 per chi al 31 dicembre 1995 aveva meno di 18 anni di contributi, dal primo gennaio 2012 per chi al 31 dicembre 1995 aveva più di 18 anni di contributi. In merito all'estensione degli 80 euro, sarebbe socialmente auspicabile, ma non risponde ai reali bisogni di revisione del sistema previdenziale e né rilancerebbe i consumi.

In questo contesto non sembrano esserci spazio per le tante soluzioni avanzate negl ultimi mesi, dall'applicazione di quota 100 quale somma di età anagrafica e anni di contribuzione da raggiungere per andare in pensione a quota 41 per chi ha iniziato a lavorare in giovane età, fino ad arrivare all'ipotesi di permettere il ritiro anche a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazione dell'assegno fino all'8%. Da tempo si parla poi di rendere strutturale il contributivo mondo femminile, ma finora senza alcun seguito. Si tratta della possibilità di consentire l'accesso al trattamento previdenziale alle lavoratrici con 57 anni e 3 mesi di età e 35 anni di contributi se dipendenti o a 58 anni e 3 mesi se autonome, in cambio del ricalcolo dell'assegno con il contributivo. Ma anche questo scenario è per ora destinato a rimanere fermo sulla carta.

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