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Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensioni, quota 41 e l'affido della delega alla Boschi sulle Pari Opportunità

Delega pari opportunità al ministro Boschi e importanza per possibili novità pensioni che potrebbero tornare prioritarie




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:33): La delega sulle pari oppurtunità può essere importante per le novità per le pensioni insieme ad altre norme non direttamente connesse alle novità per le pensioni ma che possono produrre effetti importanti per almeno due delle ultime notizie e ultimissime riguardanti questo tema:

- novità per le pensioni con l'opzione femminile che al momento è fermo, ma in estate o in autunno sarà verificata e dovrebbe ripartire con anche la possibilità di quella maschile.
- novità per le pensioni con i contributi figurativi per quando si è in congedo di marternità o per faccende domestiche inerenti all'aiuto per la famiglia
- novità per le pensioni quando si dovrà decidere come rispondere alla richeista ufficiale Ue di una unica età uguale tra uomo e donna

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:47): Elena Boschi ha ricevuto un incarico che è passato un pò sotto traccia nelle ultime notizie e ultimissime, ma che in realà potrebbe essere importante almeno per due motivi e più per le novità per le pensioni come abbiamo visto e come vedremo nelle successive analisi.

Il ministro Boschi ha ricevuto la delega per le pari opportunità ed è chiaramente plausibile che occupandosi di questo una donna sarà particolare l'attenzione su temi cruciali come istruzione, lavoro e novità per le pensioni, che spesso penalizzano le donne, ma anche sulla questione dell'equità sociale di genere, per non aumentare i trattamenti discriminatori che, come confermato dalle ultime notizie, sussistono ancora. Il punto di partenza è la necessità di valorizzazione del lavoro delle donne, che deve essere ‘sfruttato’ per sostenere la crescita dell’economia e per non rendere vani gli investimenti delle ragazze nella propria istruzione.

E per arrivare a questi obiettivi, da un punto di vista lavorativo, con il traguardo di parificare gli impegni profusi dagli uomini nel lavoro a quelli delle donne, potrebbero essere utili misure come l'estensione del congedo di paternità, un'organizzazione del lavoro in azienda più flessibile, agevolazioni fiscali per le spese sostenute per la cura della famiglia, investire nella creazione di nuovi asili nido. Con particolare riferimento alla questione pensioni, invece, prioritario è certamente chiudere la partita sul contributivo femminile con il calcolo delle risorse che dovrebbero essere impiegate per la proroga della misura che permette alle donne lavoratrici di andare in pensione prima, a 57 anni per le statali e a 58 per le autonome con almeno 35 anni di contributi maturati e accettando una pensione ridotta, fino quasi del 30%, interamente calcolata con sistema contributivo e non più con il più vantaggioso retributivo.

La cifra stanziata, infatti, dovrebbe essere, secondo le stime, decisamente elevata per cui potrebbero avanzare soldi per ulteriori novità o per estendere questo sistema anche al mondo maschile, per dare alle donne più tempo per usufruire di questa possibilità ma anche perché ormai anche parecchi uomini sono impegnati in lavori di cura della propria famiglia, al pari delle donne, per cui si tratterebbe di un trattamento equo e che supererebbe, tra l’altro, anche quella differenza di trattamento previdenziale di genere a causa della quale l’Ue ha aperto una nuova procedura di infrazione nei confronti dell’Italia e per cui sono attese risposte.

Secondo quanto imposto, infatti, dall’Ue, dovremmo parificare l’età pensionabile di uomini e donne, alzandola per le donne o abbassandola per tutti, in modo da non creare, o protrarre, alcuna discriminazione sociale. Altro fondamentale punto di discussione sono i tanti attesi contributi figurativi per i tempi in cui uomini e donne sono in congedo parentale o assistono disabili, persone anziane o non autosufficienti. Queste sono le misure che potrebbero essere riprese dal ministro Boschi e che potrebbero tornare prepotentemente in discussione insieme alle altre novità per le pensioni che in questi mesi sono al vaglio dell’esecutivo e che, insieme agli ormai noti piani di mini pensione, quota 100, quota 41 e uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni per anticipare la pensione, in queste ultime settimane si cono concentrare sul nuovo metodo di uscita prima basato sulla mini pensione, che non  è stato ben accettato da tutti ma per sui soprattutto si attendono ancora definizioni ufficiali, visto che si susseguono da giorni precisazioni su modulazione delle penalizzazioni a seconda delle pensioni dei lavoratori e platea di beneficiari ma su cui il premier sembra aver fatto passi indietro, creando ulteriore confusione.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il