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Tasi e Imu 2016: se aliquota non cambia come pagare prima rata. Necessario conoscere esenzioni, detrazioni per fare calcolo

Come si calcola la prima rata 2016 di Imu e Tasi, quali sono le aliquote deliberate dai Comuni e dove si possono consultare




Il prossimo 16 giugno è fissato il termine di pagamento della prima rata di acconto 2016 di Imu e Tasi che per quest'anno presentano diverse novità. E’ stata infatti cancellata anche la Tasi sulle prime case ma anche per gli inquilini che se fino allo scorso anno dovevano dividere il tributo con il proprietario, da quest’anno sarà quest’ultimo a dove sostenere del tutto il pagamento della tassa sui servizi indivisibili comunali, sempre in base alla percentuale di pagamento che il proprio Comune ha deliberato e se questa percentuale non ci fosse dovrebbe pagare il 90% dell’intera cifra spettante. Questa regola non vale per il caso degli immobili di lusso, che continueranno anche a pagare la Tasi.

Non pagano Imu e Tasi quest’anno prime case e pertinenze, ad eccezione degli immobili di lusso, e per cui è stata cancellata anche la Tasi; la casa coniugale assegnata al coniuge a seguito di separazione legale o divorzio; fabbricati rurali ad uso strumentale dell’attività agricola; terreni di imprenditori agricoli e coltivatori diretti, o che si trovano presso terreni montani o parzialmente montani; fabbricati adibiti ad alloggi sociali; imbullonati; immobili di cooperative edilizie a proprietà indivisa e adibite a prima casa; immobile del personale di Forze dell’Ordine che non siano residenze definitive.

Le modalità di calcolo di Imu e Tasi per quest’anno non cambiano, per cui si parte in entrambe i casi dalla rivalutazione del 5% della rendita catastale, moltiplicare il risultato per il coefficiente di ogni immobile per cui si effettua il pagamento. I coefficienti degli immobili sono: 160 per le abitazioni, 140 per immobili di uso collettivo, categoria B, e per laboratori artigianali, stabilimenti balneari, categoria C/3, C/4, C/5, 80 per uffici, banche e studi, 1,01 per immobili appartenenti alla categoria D, 55 per negozi (C1), 135 per terreni e 75 per terreni agricoli di coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali.

Al risultato ottenuto dovranno essere applicate le diverse aliquote Imu e Tasi, che ogni singolo Comune delibera e alla cifra risultante dovranno essere sottratte eventuali detrazioni o esenzioni, che devono essere decise sempre dai propri Comuni di residenza. a cifra ottenuta è quanto si dovrà pagare sia di Imu che di Tasi. Le aliquote, che si possono consultare o sui siti istituzionali di ogni Comune o sul sito del Ministero delle Finanze, da applicare per l’acconto di giugno di Imu e Tasi dovrebbero essere quelle deliberate nel 2015, come stabilito dalla Manovra 2016 che ne ha deciso il congelamento anche per quest’anno, ma diversi Comuni le hanno già cambiate e altri ancora sono in fase decisionale.

C’è ancora tempo infatti per cambiarle, un tempo che potrebbe protrarsi anche dopo il pagamento della prima rata del 16 giugno, perché il termine ultimo per la decisione delle aliquote di pagamento Imu e Tasi è fissato per il prossimo ottobre in vista del pagamento del saldo del prossimo 16 dicembre.

C’è comunque da sottolineare che eventuali variazioni delle aliquote potrebbero essere solo al ribasso per cui non dovrebbe prospettarsi alcun aumento, ad eccezione della cosiddetta Super Tasi, cioè la possibilità data agli enti locali di applicare una maggiorazione alla tassa dello 0,8 per mille, portando la cifra complessiva dal 10,6 per mille, che dovrebbe essere il risultato massimo della somma di Imu e Tasi, all’11,4 per mille. Una volta effettuato il calcolo di Imu e Tasi, si può pagare compilando il modello F24 o con bollettino postale.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il