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Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensioni ristrette e limitate solo per alcune categorie, quota 41 apertura ma diffilissima

Ancora e di nuovo dubbi e perplessità su novità pensioni in discussione ormai da mesi e novità piano uscita prima basato su mini pensione




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:36): Anche se nelle ultime ore il fronte di chi punta su quota 100 e quota 41 come principali misure da prevedere nel progetto delle novità per le pensioni, sono le stesse ultime e ultimissime notizie a raffreddare questa posizione. Ci sono infatti dei ragionamento di tipo economico a escluderne la loro applicazioni. In pole position ci sono ancora le mini pensioni con penalizzazioni, ma con tanti e troppi dettagli ancora da definire. Ma il problema è che tutte potrebbero essere fortemente limitate e avrebbero così poco senso. Ad esempio tra le varie teorie che vi sono nelle ultime notizie e ultimissime:

- novità per le mini pensioni ma solo partendo da chi ha perso l'occupazione (e negli anni 1951-1952-1953) e poi se rimangono fondi solo per chi ha redditi più bassi a salire
- novità per le pensioni con quota 100 o similari ma solo per chi ha fatto occupazioni faticose e solo, probabilmente, per quei tre famosi anni.
- quota 41 detta come apertura dal Minsitro dell'Occupazione, ma a precisa domanda, ma pare una novità per le pensioni non arrivabile al momento

Certo, nel secondo caso vi sarebbe una importanza quasi rivoluzionaria perchè si ritornerebbe al sistema delle quote e in prospettive si potrebbe aprire scenari anche per quota 41 (pur difficilissimi) che si basano sui contributi versati e non l'età

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:30): Sul tavolo del dibattito sulle novità per le pensioni c'è anche il fascicolo sul ritorno del sistema delle quota, anche se le ultime e ultimissime notizie sembrano escludere questa possibilità. Da una parte c'è l'applicazione di quota 100 quale somma di età anagrafica e anni di contribuzione per accedere al trattamento previdenziale. Dall'altra c'è quota 41, intesa come soli anni di contribuzione e dunque destinata a chi ha iniziato a lavorare in giovane età.

Nell’apertissimo dibattito pensionistico, insieme alle tante proposte di novità per le pensioni, tra quota 100, quota 41, mini pensione, ma anche cancellazione delle ricongiunzioni onerose e assegno universale, sembra si sia tornati all’idea delle quote, ma la domanda che ci si pone è cosa aspettarsi realmente su quota 100 o se ci sarà qualcosa per la quota 41, di cui ultimamente non si parla particolarmente, nonostante forze sociali e alcune forze politiche ne rilancino sempre la proposta, soprattutto per sostenere quelle categorie di lavoratori, come coloro impegnati in attività faticose e chi ha iniziato a lavorare prestissimo, che sono state particolarmente penalizzate dall’entrata in vigore dell’attuale legge che ha innalzato l’età pensionabile di tutti senza considerare i casi particolari.

Ed è proprio da questo processo che sono nate le principali questioni sociali che finora ancora devono essere risolte. Tra le novità per le pensioni anche il nuovo piano di lavoro spiegato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio che avrebbe proposto tre diverse soluzioni di uscita prima: il nuovo sistema di uscita prima con la mini pensione per chi decide di lasciare il lavoro volontariamente accettando penalizzazioni calcolate sulla base del reddito pensionistico e con un anticipo che verrebbe erogato dagli istituti di credito e che il lavoratore dovrà restituire, una volta raggiunta la normale pensione, attraverso minime trattenute mensili sulla pensione finale erogata dall'Istituto di credito e nei caso dei lavoratori che fossero spinti dall’azienda a lasciare prima il proprio posto sarebbero le imprese stesse ad erogare la mini pensione per l’uscita prima; la quota 41; e piano di uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni massime dell’8%, considerando un 2% annuo fino alla pensione quattro anni prima rispetto all’attuale soglia dei 66 anni.

Il problema di queste novità per le pensioni sarebbero chiaramente i costi e, al momento, anche dubbi e perplessità che riguardano un po’ ogni piano. Se, infatti, vi sono dubbi sulla quota 41, nonostante venga vista da tanti come soluzione importante, la quota 100  potrebbe essere rivista per essere destinata solo ad alcune categorie di persone, tra cui proprio coloro che hanno lavori faticosi ma se fosse rimodulata per loro salterebbe il vincolo dell’età, e anche per il nuovo piano con mini pensioni sono stati avanti dubbi in questi ultimi giorni ed è possibile che, rispetto a quanto inizialmente prospettato, nemmeno il tempo di essere messo ufficialmente a punto e definito, debba subire restrizioni, a causa dei pochi soldi disponibili.

Questo sistema di mini pensione permetterebbe, così come inizialmente stabilito, di andare prima in pensione ai nati tra il 1951 e il 1953 con penalità comprese tra l’1 e il 3% per ogni anno di anticipo e calcolate sulla base del valore della pensione percepita da ciascun lavoratore, con la possibilità di arrivare anche al 4% per le più alte. L’erogazione della mini pensione per permettere al lavoratore di anticipare l’uscita da lavoro sarebbe a carico degli istituti di credito cui il pensionato dovrà poi restituire quanto percepito con piccole trattenute mensili sulla pensione che gli sarà corrisposta dall’Istituto di Previdenza.

Secondo le ultime notizie, gli interessi sulla cifra erogata in anticipo saranno del tutto a carico dello Stato ma, considerando che le risorse economiche disponibili probabilmente non basterebbero per questo piano così com’è, è possibile che venga ristretta la platea dei beneficiari, che non saranno più tutti gli over 63 ma si partirà da chi non ha un’occupazione e ha già usufruito di tutti gli aiuti sociali per poi coinvolgere tutti gli altri inizialmente interessati dai tre anni di anticipo, a condizione però che vi fossero ancora soldi da poter  impiegare. Anche estendo in un secondo momento a tutti questa possibilità di prepensionamento, si procederebbe gradualmente, coinvolgendo prima chi percepisce redditi più bassi. Altra restrizione riguarderebbe il Tfr di ogni singolo lavoratore che sarebbe una sorta di garanzia di Stato, per esempio, in caso di morte improvvisa. Se persistono ancora dubbi e confusione ci si chiede, dunque, quale potrebbe mai essere la novità pensione che diventerà concreta? E quando?

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il