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Pensioni ultime notizie prospettive e novitÓ quota 100,mini pensioni,quota 41 indicazioni Governo Renzi da pi¨ enti internazionali

I segnali che arrivano dagli organismi internazionali sono contrastanti rispetto alla possibilitÓ di intervenire sulle novitÓ per le pensioni.




Il rapporto causa effetto è molto semplice: senza crescita economica, il raggiungimento del traguardo delle novità pensioni è più difficile. Nonostante l'ottenimento dell'extra deficit da parte di Bruxelles, il governo italiano procede con cautela poiché sa bene che è chiamato a raggiungere obiettivi ben precisi, rispettare alcuni parametri e gestire in modo efficiente i nuovi spazi di manovra sulla spesa pubblica. Un piccolo incoraggiamento è arrivato dal Fondo monetario internazionale, che ha alzato all'1,1%, dall'1%, la stima di crescita dell’economia italiana nel 2016. Restano, comunque, "rischi al ribasso" rispetto a cui Palazzo Chigi deve guardarsi con attenzione.

La partita delle novità per le pensioni è dunque più complessa di quella che sembra all'apparenza. I tecnici di Washington sostengono che la volatilità dei mercati finanziari, il rischio Brexit, l'emergenza immigrazione potrebbero affievolire la già modesta fase di ripresa. Il Prodotto interno lordo dovrebbe crescere di circa l'1,25% nel 2017-2018. Per tornare ai livelli pre crisi bisognerà aspettare 10 anni. Un lasso di tempo molto ampio, durante il quale è inimmaginabile che non ci siano interventi migliorati sulle pensioni, anche se economicamente costosi. Fino a questo momento l'esecutivo gioca le sue carte sulle mini pensioni con penalità, il cui impegno di spesa è di circa un miliardo di euro.

Il Fondo monetario internazionale dà atto al governo di aver realizzato un "elenco impressionante di riforme", ma gli sforzi devono essere ampliati. Per abbassare il debito ci dovrebbe essere "un ambizioso programma di privatizzazioni". Eppure marzo è stato un mese gelido per l'industria italiana negli ultimi dati Istat. E c'è un motivo: è venuta a mancare la spinta del settore auto – che vede il primo calo dei ricavi dalla fine del 2013 – e il fatturato delle fabbriche perde il 3,6% rispetto all'anno precedente. Si tratta della maggiore flessione tendenziale da oltre due anni, e segnali di difficoltà arrivano anche dagli ordinativi e dal commercio estero, su cui pesa la frenata di Brasile, Russia, Cina e Paesi Opec: -3,3% rispetto a febbraio e un lieve incremento (+0,1% nei dati grezzi) sull'anno.

Per rilanciare competitività e produttività, gli industriali propongono di giocare la carta della staffetta generazionale nel contesto di un progetto sulle novità per le pensioni. Anche perché la situazione dei fatturati è perfino più critica: oltre al calo tendenziale, una flessione anche sul mese dell'1,6%.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il