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Pensioni ultime notizie quota 100, quota 41, mini pensioni i punti su cui Governo Renzi converge con Ifo, Ocse, Ue, Confidustria

Piani del Governo Renzi, novità per le pensioni in ballo e misure appoggiate da Ministri, Ue, Ifo, Ocse, Confindustria: quali sono e cosa prevedono




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 17:47): Il punto dove la convergenza è assoluta da parte di tutte le varie realtà e che viene chiesto sempre maggiormente sono le imposte che possono rientrare nelle novità per le pensioni come vedremo e non solo in esse. Il punto centrale è ridurre il peso fiscale e portarlo sulle cose rispetto all'occupazione e alla persona e in tutte le ultime notizie e ultimissime Ocse, Ifo, Ue e organisimi interni come la Confidustria lo affermano. Ma non mancano neppure delle indicazioni per novità per le pensioni e non tutte sono negative, anzi.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19:33): Su un punto tutti sembrano convergere per quanto riguarda le novità per le pensioni con il Governo Renzi e lo hanno fatto tutti nelle ultime ultime notizie e ultimissime più volte. Poi vi sono dei punti dove la convergenza è parziale, mentre altri sono totalmente discordanti. Ma questo punto di convergenza, come vedremo, non è la prima volta che trova tutti d'acco sulle novità per le pensioni ma è reiterato nel tempo e per questo, probabilmente, ha ancora più valore.

Taglio delle imposte e del cuneo fiscale lavorativo: questa è la misura su cui, secondo le ultime notizie, ci sarebbe una convergenza di intenti tra Governo Renzi, Ministri, Ue, Ifo, Ocse, Confindustria. E la domanda che potrebbe sorgere spontanea è: quando finalmente le novità per le pensioni diventeranno prioritarie come provvedimenti piuttosto che essere sempre messe in secondo piano? Difficile dare una risposta esaustiva al momento, di certo che c’è che le novità per le pensioni di quota 100, novità per le pensioni di quota 41, novità per le pensioni basate sul meccanismo di mini pensione per i nati tra il 1051 e il 1953 con graduate penalità e coinvolgimento degli istituti di credito restano al vaglio dell’esecutivo, ma in una scala di priorità di lavoro, tra tutte le misure annunciate dallo stesso premier, da novità per le pensioni, a detrazioni fiscali per le pensioni più basse e quindi taglio delle imposte anche per il cento medio, spinta agli investimenti, ancora una volta non sono le novità per le pensioni ad essere appoggiate da tutti.

Dopo il primo incontro tra governo e forze sociali che si è tenuto in settimana, durante il quale si è parlato di novità per le pensioni con mini pensione, rivalutazione degli assegni e revisione del meccanismo di recupero degli anni di studio, dovrebbe essere in programma un nuovo incontro durante il quale, invece, si parlerà di riduzione delle tasse sul ceto medio e sulle pensioni più basse, ipotesi che, in quest’ultimo caso, sarebbe molto costosa dato che i pensionati che percepiscono pensioni inferiori al trattamento minimo (502 euro) sono circa due milioni (su 16,2 complessivi), il che, secondo le stime, richiederebbe l’impiego di almeno due miliardi di euro l'anno.

Per quanto riguarda, poi, il taglio del cuneo fiscale, si sta cercando di mettere a punto un intervento strutturale su imprese e lavoratori e, considerando le poche risorse a disposizione, si potrebbe prevedere un taglio di un punto della seconda e terza aliquota Irpef, che costerebbe 3 miliardi di euro; un taglio di 4-6 punti dei contributi dei neoassunti, che costerebbe 1,5 miliardi; o, ancora, un taglio strutturale (probabilmente del 3%) di tutti i contratti a tempo indeterminato. Se l’ipotesi fosse quella di tagliare le due aliquote Irpef le risorse ci sarebbero già e sarebbero quelle già stanziare per il taglio dell’Ires. Il piano di taglio delle imposte del governo è particolarmente sostenuto come priorità dai tecnici dell’Economia, dal ministro Padoan che, insieme al viceministro Morando, da tempo ritiene che sia innanzitutto importante focalizzarsi sul capitolo imposte per poi concentrarsi eventualmente su novità per le pensioni, al sottosegretario Zanetti che tra taglio delle imposte e aiuti sociali a chi è rimasto senza reddito da lavoro e non può andare in pensione sembra aver rimandato la necessità di revisione dell’attuale legge pensioni.

Anche l’Ue, che come ben sappiamo è da sempre contraria a novità per le pensioni in Italia anche se chiede un rilancio dell’occupazione che potrebbe essere raggiunto proprio attraverso quelle stesse novità per le pensioni che non appoggia, ritiene sia necessario tagliare le tasse per ce4rcare di sostenere i cittadini, partendo da quelli più bisognosi, anche alla luce degli ultimi dati sulla povertà che sono decisamente impietosi per il nostro Paese. E anche l’Ifo, che in riferimento alla novità per le pensioni con mini pensione ha invitato il governo a definire penalizzazioni in modo da non rischiare impatti sui conti pubblici, appoggia il piano di taglio del cuneo fiscale, sia per pensionati che per lavoratori, e una riduzione delle tasse per imprese e produzione. Stessa posizione rimarcata dall’Osce che in più di una occasione ha raccomandato all’Italia di ridurre il costo del lavoro, dopo aver calcolato che tra il 2014 e il 2016 l’aumento del cuneo fiscale è decisamente salito.

In questo quadro di spinta ad interventi che più che focalizzarsi direttamente sulle novità per le pensioni di uscita prima puntano al taglio delle imposte si inserisce anche il nuovo presidente di Confindustria Boccia che, nel corso del suo primo intervento ufficiale tenuto qualche giorno fa, ha chiaramente posto come obiettivi aumento della produttività e conseguente aumento dei salari, che sarebbero conquistabili proprio attraverso novità per le pensioni in uscita prima che rilancerebbero la produttività con l’ingresso dei più giovani nel mondo del lavoro al posto dei lavoratori più anziani, ma soprattutto una riduzione delle tasse sul lavoro, con un abbattimento delle aliquote sulle imposte dal lavoro attraverso il recupero di risorse derivanti da revisione delle agevolazioni fiscali e dalla lotta all'evasione fiscale. Anche il Fmi ha chiesto all’Italia, una revisione della spesa pubblica  che potrebbe comportare revisione di detrazioni ma anche divisione tra assistenza e spesa previdenziale.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il