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Pensioni ultime notiziequota 100, quota 41, mini pensioni da Governo Renzi avanzano differenti quattro scenari

Gli ultimi sviluppi su discussioni novità per le pensioni e i nuovi scenari che sembrano aprirsi: quali sono, cosa prevedono e per chi




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 16:47): I quattro scenari che si aprono e che il Governo Renzi al momento rende ancora possibile sulle novità per le pensioni raccogliendo e analizzando le ultime notizie sulle pensioni e ultimissime sinteticamente sono i seguenti:

- pensioni novità basate solo su detrazione fisco e aumento relativo con due variabili possibili che vedremo.
- pensioni novità sempre per un aumento, ma con l'inserimento di alcune novità per le pensioni minori dal valore di 300-500 milioni di euro annui
- pensioni novità con le mini pensioni ma solo a delle determinate categorie molto ristrette come quelle degli occupati di lungo corso sempre facendo riferimento ai tre anni indicati e che si potrebbe ampliare anche ad altri, ma solo occupati, sempre di questi tre anni, ma partendo dai redditi più bassi e se vi fossero fondi.
- pensioni novità con lo scenario cosidetto perfetto ovvero tre variabili che abbiamo visto sotto e vedremo ancora più dettagliatamente dopo, ma di difficile realizzazione.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:12): Facciamo fatica anche noi a descrivere e cercere di raccontare le novità per le pensioni di queste ultime notizie e ultimissime che si susseguono in un ritmo vorticoso. Ma questo non è certo il problema, siamo abituati. Il vero punto è che tante, troppo sono le novità per le pensioni dette "bianche", poi "nere" , poi "nero-grigie" dalle stesse autorità o da autorità differenti ma molto vicine e tutte autorevoli e alcune di loro che spesso sono state molto attendibili e non si riesce a seguire un ragionamento e un quadro logico o per meglio dire abbastanza logico. Ci abbiamo, comunque, provato, cercando di analizzare e trarre degli scenari per le novità per le pensioni raccogliendo le ultime notizie e ultimissime e creando dei filo conduttori che abbiamo ritenuto validi.

All’indomani di nuove proposte, incontri e discussioni, in relazione alle novità per le pensioni, che si sono tenute negli ultimi giorni, sembrano aprirsi diversi scenari ipotetici di lavoro, quelli che per lo meno potrebbero prospettarsi come reali strade di cambiamento delle pensioni nel nostro Paese, anche se ancora manca una soluzione strutturale condivisa da tutti, manca l’appoggio totale di Bruxelles all’introduzione di novità per le pensioni di uscita prima, e mancherebbero, ancora, le risorse economiche necessarie.

Dopo aver analizzato per mesi novità per le pensioni di quota 100, semplice mini pensione, novità per le pensioni di quota 41, e dopo la proposta del nuovo sistema di uscita prima per i nati tra il 1951 e il 1953 con penalizzazioni diverse in base al reddito pensionistico del lavoratore, e l’ipotesi del taglio delle imposte delle pensioni più basse ma che, come il premier ha annunciato, potrebbero riguardare tutto il ceto medio, novità da tanti sostenuta, il primo scenario possibile potrebbe essere quello che prevede un taglio delle imposte, proprio perché appoggiato da tutti, anche se bisognerebbe capire se riguarderebbe solo per le pensioni più basse o anche quelle medie con riduzione dell’Irpef. Nessuna novità in questo caso per novità con mini pensioni.

Il secondo scenario al taglio delle imposte potrebbe affiancare novità per le pensioni, più piccole, ma comunque tra le richieste presentate all’esecutivo, vale a dire novità per le pensioni come cancellazione delle ricongiunzioni onerose da rendere gratuite, e novità per le pensioni che prevedano costi bassi o anche azzerati per il recupero degli anni scolastici. Decisamente diverso il terzo scenario, che potrebbe prevedere solo l’approvazione del nuovo sistema di uscita prima con mini pensioni ma solo per i disoccupati di lungo corso dei tre anni, come è stato ipotizzato in questi giorni, quando ci si è resi conto che la platea dei beneficiari inizialmente indicata, vale a dire tutti i nati tra il 1951 e il 1953, è molto ampia rispetto alla disponibilità reale di risorse economiche, per cui l’ipotesi è quella di restringere la platea iniziando a coinvolgere coloro che si ritrovano in forti difficoltà e sono rimasti senza lavoro per poi man mano allargarla a comprendere gli altri, sempre rispettando un criterio di gradualità da chi percepisce redditi meno bassi fino a chi percepisce più alti.

Il quarto scenario potrebbe prevedere novità per le pensioni anche con mini pensioni ma con un ritorno alle quote da novità pensioni con quota 100, affiancato dal taglio delle imposte e per i lavoratori che hanno svolto attività faticose e pesanti  la quota 41, scenario che potrebbe essere considerato perfetto, visto che andrebbe incontro alle esigenze di diverse categorie di persone che richiedono da tempo novità per le pensioni, ma che riteniamo anche impossibile, perché certamente ci si focalizzerà sulla realizzazione di un’unica novità per le pensioni. A prescindere da questi scenari che potrebbero rivelarsi, o meno, verosimili, si va avanti con il Fondo Indigenza, per cui si spinge su un’accelerazione dell’iter per arrivare a presentare il testo alle Camere entro il prossimo 10 giugno.

Tra le principali misure in esso contenute, tagli e riordini di detrazioni e agevolazioni fiscali, a famiglie e imprese, e di alcune tipologie di pensioni, fino ad arrivare a rendere concreta quella tanto richiesta divisione tra assistenza e previdenza. Diverse le forze politiche che ne hanno dichiarato l’importanza, in parte, però, criticando il piano di tagli e riordini che piuttosto che portare effetti positivi, potrebbe invece danneggiare, portando solo cambiamenti negativi. Effettivamente quest’ultima ipotesi si rivela reale, visto che si parla comunque di un piano di tagli ma che, in un’ottica di lungo termine, dovrebbe essere visto come una possibilità di miglioramento per novità per le pensioni positive per tutti che potrebbero essere attuate grazie al recupero di nuovi soldi derivanti proprio dai tagli.

L’ipotesi c’è ma resta da capire se, procedendo effettivamente in tal senso, gli ulteriori fondi poi recuperati saranno davvero impiegati per la realizzazione di novità per le pensioni o se si preferirà, ancora una vota, impiegarli in interventi che vengono sempre considerati prioritari rispetto alle novità per le pensioni. Il punto, comunque, è che non si può più continuare così, innanzitutto perché è chiaramente sempre più urgente la necessità di revisione dell’attuale legge ai fini di un rilancio occupazionale, soprattutto giovanile, e che significherebbe nuova spinta all’economia; e in secondo luogo, perché fin troppe volte l’esecutivo ha annunciato novità per le pensioni, da quelle più piccole a piani più ambiziosi, e finora gli annunci sono rimasti solo parole che devono diventare realtà, altrimenti l’esecutivo stesso rischia di perdere di credibilità e l’intera fiducia da parte dei cittadini.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il