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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 41,quota 100 inediti dettagli piano Governo Renzi da Nannicini, assenze Sacconi,Boeri

Com’è andato il primo incontro tra esecutivo e forze sociali, novità per le pensioni in discussioni, ipotesi e posizioni autorevoli esponenti




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 10:22): Si scoprono ancora nuovi dettagli per il piano del Governo Renzi sulle novità per le pensioni da una delle persone che se ne sta occupando più direttamente, ma che era rimasto in silenzio stranamente dopo le riunioni come avevamo sottolineato nelle ultime notizie e ultimissime. E stavolta Nannicini, è molto attento ad usare le parole pur ribadendo alcuni concetti e precisando che le scelte ultime a Renzi e al Ministero dell'Economia. Tra le novità per le pensioni e in modo particolare per le mini pensioni precisa:

- le novità per le pensioni con le mini pensioni quando verrà recuperato tutto il credito concesso prima, avranno delle detrazioni fiscali per poter diminuire la penalità er ecuerare una parte delle somme date (ed è questa l'unica verà novità mai detta e molto importante)
- le novità per le pensioni potranno beneficiarne in primis chi non ha occupazione, poi chi vuole uscire e le imprese che hanno bisogno di nuove assunzioni giovaniì. Cose già detto, ma da sottolineare che non ha parlato nè di quota 41, nè di persone che hanno fatto mansioni faticose come precedenti apertura di autorità importante nelle ultime notizie e ultimissime scorse.
Ma ad onor del vero, come vedremo dopo, ha detto che numerosi punti sono in fase ancora di decisione e che, quindi, ad esempio non può fare al momento nessun esempio concreto su come funzonano le mini pensioni perchè mancano dei parametri che si andranno a vedere.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 20:47): La riunione tra le forze sociali e il Governo Renzi ha fato molto parlare di sè perchè da tanti era attesa da tempo per le novità per le pensioni, ma è stata organizzata quasi all'improvviso. E non solo per questo. Ha fatto pensare a molti anche il modo e i tempi in cui si è tenuta, ma soffermandoci al modo le ultime notizie e ultimissime sono letteralmente spaccate tra chi è contento di questo riavviciamento e chi no non credendo a nessun accordo per le novità per le pensioni. Al momento tutti hanno detto che è stato solo un passaggio interlocutorio ma vi sono alcuni segnali strani che vorremmo sottolineare

Aumentare le pensioni più basse, abbassare l'età pensionabile e rivedere il meccanismo di recupero degli anni scolastici: questi i temi centrali relativi a novità per le pensioni che sono stati affrontati in settimana nel primo incontro tra esecutivo e forze sociali cui hanno preso parte il ministro dell'Occupazione Poletti e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Nannicini, che tuttavia, inaspettatamente, non è intervenuto granchè. Grandi assenti all'incontro il presidente dell'Istituto di Previdenza Boeri e il presidente Sacconi, decisamente strane assenze considerando che sulle novità per le pensioni sono due delle personalità che maggiormente sono impegnate in piani di cambiamento. Probabilmente si tratta di un’assenza che potremmo definire tattica, soprattutto perché le misure in discussione non sono state quelle proposte dall’uno, né dall’altro, ad eccezione di modifiche al meccanismo di recupero degli anni di studio.

L’incontro tra forze sociali e ministro e sottosegretario è stato comunque il primo probabilmente di una lunga serie, come ipotizzano le ultime notizie, in cui si continuerà a discutere su novità per le pensioni da realizzare possibilmente entro l’anno con la prossima Manovra, anche se la strada sembra piuttosto lunga e complicata. Le forze sociali, come ben noto, hanno sempre chiesto novità per le pensioni di quota 100, novità per le pensioni di quota 41 e una totale rivalutazione di tutte le pensioni, ma sul tavolo dell’incontro che si è tenuto in settimana, la novità per le pensioni basata sulla mini pensione per l’uscita prima dei nati negli anni '51-'53 per disoccupati, occupati in realtà aziendali in crisi, o lavoratori che volontariamente decidono di andare in pensione prima, con penalizzazioni comprese tra l’1 e il 4% annue, calcolate sulla base della pensione del singolo lavoratore, e che riceverebbero un anticipo sulla pensione finale dagli istituti di credito e che dovrà essere poi restituito dal lavoratore con piccole trattenute mensili sull’importo finale che il lavoratore riceverà dall’Istituto di Previdenza.

Tra le ultime notizie, a causa di una poca disponibilità di soldi, questo sistema non dovrebbe coinvolgere, come inizialmente detto, tutti i nati tra 1951 e 1953, ma si dovrebbe partire da coloro che si ritrovano più in difficoltà, a partire dai disoccupati di lungo corso e che hanno esaurito gli aiuti sociali, per arrivare ai lavoratori di aziende in crisi che rischiano di perdere il lavoro, fino a comprendere tutti gli altri che percepiscono anche redditi più alti. Insieme a questo piano, sul tavolo delle discussioni tra esecutivo e forze sociali la revisione del sistema di calcolo, da rendere più semplice e meno costoso, di recupero degli anni studio, ma anche detrazioni fiscali per le pensioni più basse.

Quest’ultimo punto al momento sembra ancora controverso, giacchè non si è capito se la riduzione fiscale dovrebbe interessare, nelle intenzioni dell’esecutivo, solo le pensioni più basse o anche coinvolgere il ceto medio come detto dallo stesso premier. Il confronto con le forze sociali certamente continuerà, come lasciano intendere le ultime notizie, e probabilmente anche questa mossa potrebbe essere stata studiata dal premier per riportare un clima di collaborazione, anche con la sinistra dem, in vista delle elezioni comunali sì, ma anche del prossimo referendum costituzionale di ottobre.

E magari al prossimo incontro con le forze sociali potrebbe essere anche il presidente del Gruppo ristretto delle pensioni a Montecitorio Damiano, anche lui grande assente all’incontro che si è tenuto in settimana, lui che da sempre rilancia sulla necessità di novità per le pensioni e che con le forze sociali condivide il progetto di attuazione di novità per le pensioni di quota 41, senza penalità e soprattutto per chi svolge lavori pesanti e lavorare sin da giovanissimo, ma anche novità per le pensioni di quota 100 e che continua a puntare sul piano di uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalità del 2% considerato molto più vantaggioso dell’attuale sistema in ballo di novità per le pensioni con mini pensione. Ipotesi che tuttavia contrastano con quelle del ministro dell’Occupazione che pur avendo timidamente aperto alla quota 41 ha tuttavia lasciato capire che al momento sarebbe impossibile attuarle.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il