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Pensioni ultime notizie cosa ha risposto Ue a cittadino italiano dopo denuncia e impatto per quota 100, quota 41, mini pensioni

Risposte e posizioni da Ue nei confronti di richieste novità per le pensioni presentate e denunce di diseguaglianze sociali nate dall’attuale legge: mancano ancora indicazioni positive




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 13:15): A questo punto, quasi, quasi viene lecito pensare che la soluzione migliore per le novità delle pensioni sia che che vi siano delle raccomandazioni unitarie dall'Ue sulle novità per le pensioni visto che le tasse in media sulle pensioni sono il 4%-5%, che si può andare in pensione  dai 62 anni francesi ai 64-65 anni e ci sono già sistemi come quota 100 o quota 41 similari e che in tutti c'è l'assegno universale...

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 13:15): Si può certamente affermare che l'Ue abbia imposto ad un certo punto l'attuale norma in un particolare momento storico dove sono subentrati errori su errori molto gravi per una serie di normative messe in piedi in venti giorni. Il vero problema è che nessuno ha più avuto il coraggio di sistemare questi problemi, errori evidentissimi che hanno anche bloccato la nostra economia oltre che aver causato delle tragedie sociali come spesso riportano le ultime notizie e ultimissime. La risposta dell'Ue può essere vista come un lavarsi le mani anche se fornisce dei suggerimenti, ma è interessante notare come sottolinea anche le novità per le pensioni che si vorrebbero portare avanti a livello comunitario soprattutto a livello di assistenza. E qui potrebbe rientrare il famoso discorso dell'assegno universale che sarebbe utile non solo ai pensionandi. E poi, è da sottolineare, che in tutte le altre nazioni Germania e Francia compresi vi sono dei sistemi che permettono di uscire prima a chi ha iniziato prsto una occupazione e na ha fatte di usuranti. E in Francia l'età è rimasta a 62 anni, mentre in Germania a 64 molto meno di quello che sarà tra poco in Italia.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 10:12): Ecco, invece, la risposta completa sulle novità per le pensioni richiesta dal cittadino italiano all'Ue e coem l'Ue, come potete vedere, ha risposto velocemente e ufficialmente dando anche delle indicazioni che riprendonoa lcuen ultime notizie e ultimissime su cosa si sta ercando di fare a livello europeo almeno ufficialmente

Gentile (omissis)

la denuncia che Lei ha inviato il 29 aprile alla Commissione europea relativa alle modalità di computo della Sua pensione è stata inoltrata alla mia unità. 

Dopo averla esaminata, mi rincresce informarLa che le rimostranze espresse nella sua lettera non rientrano tra le competenze della Commissione europea che non può quindi assisterla in tale materia. In base alle competenze conferite dal Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, infatti, la normativa comunitaria non può in linea di principio essere
richiamata per mettere in discussione le modalità con le quali lo Stato italiano computa le pensioni.
La definizione e la gestione dei sistemi di protezione sociale, incluso il computo delle pensioni, rimangono una prerogativa nazionale: "Le disposizioni adottate a norma del presente articolo non compromettono la facoltà riconosciuta agli Stati membri di definire i principi fondamentali del loro sistema di sicurezza sociale e non devono incidere
sensibilmente sull'equilibrio finanziario dello stesso" (art 153 paragrafo 4 del Trattato sul
funzionamento dell'Unione europea). 

La Commissione quindi presenta agli Stati membri delle raccomandazioni relative a un adeguato supporto del reddito, ma non ha alcun diritto di stabilire le politiche di protezione sociale a livello nazionale.

Dal momento che la sua denuncia non ricade tra le competenze del diritto dell'Unione europea, spero Lei possa trovare una soluzione adeguata tramite le autorità nazionali competenti. Inoltre può prendere in considerazione la possibilità di contattare l'ufficio del difensore civico del Piemonte

La Commissione Europea sostiene gli sforzi degli stati membri dell'Unione con orientamenti politici sulla base del libro bianco sulle pensioni del 20122 e nell'ambito del Semestre europeo. Un elemento importante è la Comunicazione sul Pilastro sociale adottato dalla Commissione ľ 8 marzo 2016, che mira a una convergenza verso l'alto tra gli stati membri rafforzando elementi-chiave del mercato del lavoro e dei sistemi sociali, assicurando una base di diritti sociali a tutti i lavoratori dell'Unione.
La Commissione ha lanciato una consultazione ampia sul Pilastro, raccogliendo suggerimenti e opinioni dalle altre istituzioni europee, dalle autorità nazionali, dai partner sociali, dalla società civile, dagli esperti e dai cittadini5

Il prodotto della consultazione contribuirà allo schema finale e ad identificare quegli ambiti che richiedono un
intervento.

Distinti saluti 

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:32): Visto le diverse richieste per meglio comprendere tutta la questione, pubblichiamo inizialmente la lettera inviata com semplice cittadino da uno del Gruppo per le novità per le pensioni quota 100 e quota 41 come abbiamo raccontato nelle ultime notizie e ultimissime e poi vedremo la risposta veloce e per iscritto della stessa Ue. per leggere le analisi e, invece, un riassunto basta saltare la lettera e andare sotto:

Spettabile

Commissione della Comunità Europea

Per gli inadempimenti del diritto comunitario

Alla cortese attenzione del Segretario Generale

Commissione europea

Segretario generale

B-1049 Bruxelles

BELGIO

IL sottoscritto _________ , nato a ..............il _________________ e ivi residente in via _______________ Email ______@_______, Cell ______________ di Cittadinanza ____________,

DENUNCIA la violazione del diritto comunitario da parte dello Stato Italiano, a seguito della emanazione del Decreto Legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito nella Legge n° 214 del 22.12.2011.

Con D.L. n. 201 del 6/12/2011, convertito, con modificazioni, in L. n. 214 del 22/12/2011, rubricato, sono state apportate alcune significative modifiche al sistema previdenziale, che qui di seguito vengono sintetizzate.

Nuova pensione di vecchiaia.

La pensione di vecchiaia è un trattamento pensionistico che si ottiene al raggiungimento di una determinata età anagrafica, ferma restando la maturazione di almeno 20 anni di anzianità contributiva, ovvero, per coloro che hanno iniziato a lavorare dal 1/1/1996, almeno 5 anni di contribuzione e la maturazione di un trattamento pensionistico, pari ad almeno 1, 2 volte l’importo dell’assegno sociale.

Quanto all’età pensionabile, prima della entrata in vigore della riforma, l’età necessaria per conseguire la pensione di vecchiaia era stabilita, quanto ai lavoratori del settore privato, in 65 anni per gli uomini, 60 anni per le donne, quanto ai lavoratori del settore pubblico, in 65 anni per uomini e donne.

Con la riforma, contenuta nel D.L. 201/2011, a far data dal 1/1/2012 l’età pensionabile è stabilita per tutti i lavoratori subordinati, dei settori privato e pubblico, in 66 anni, con diritto al mantenimento del posto di lavoro fino a 70 anni.

Per le donne del settore privato, l’innalzamento dell’età pensionabile avverrà gradualmente, 62 anni dal 2012 per le lavoratrici subordinate (63 anni e 6 mesi per le autonome), 63 anni e 6 mesi dal 2014 (64 anni e 6 mesi per le autonome), 65 anni dal 2016 (65 anni e 6 mesi per le autonome), infine, per tutte 66 anni dal 2018.

Ai sopracitati limiti di età dovrà aggiungersi la elevazione dell’età pensionabile in relazione all’accrescimento della speranza di vita.

Sono tuttavia abrogate le cd. finestre mobili, le quali comportavano uno slittamento nella erogazione della pensione di 12 mesi per i lavoratori dipendenti, 18 mesi per i lavoratori autonomi.

—°—

Pensione anticipata. Con l’entrata in vigore del citato decreto legge è stata abolita la pensione di anzianità.

Come noto, la L. n. 247/2007, introducendo il sistema delle quote (età anagrafica più anzianità contributiva ) ha disposto che dal 1/1/2011 al 31/12/2012 la quota da raggiungere per il conseguimento della pensione fosse 96 (60 anni e 36 di contributi, o 61 anni e 35 di contributi).

Inoltre, l’art. 12 della L. 122/2010 ha stabilito che tutti coloro che maturano il diritto alla pensione, di vecchiaia o di anzianità, dal 1/1/2011 in poi percepiranno la pensione con decorrenza differita di 12 mesi (dipendenti) o 18 mesi (autonomi).

La sopracitata riforma ha abolito la pensione di anzianità, ed ha introdotto la pensione anticipata.

Per effetto della nuova disciplina si potrà andare in pensione prima dell’età pensionabile per la vecchiaia al conseguimento di 42 anni ed un mese, per gli uomini, di 41 anni ed un mese per le donne, tuttavia con una riduzione, pari ad 1 punto percentuale per ogni anno di anticipo nell’accesso al pensionamento rispetto all’età di 62 anni, e due punti per ogni anno ulteriore di anticipo.

Sono abolite le finestre mobili (12 o 18 mesi), mentre si applica anche alla pensione anticipata l’aggancio dei requisiti per andare in pensione alla speranza di vita.

La riforma in materia produce effetti a partire dal 1/1/2012, con la conseguenza che tutti coloro che hanno raggiunto i requisiti per il conseguimento della pensione di anzianità secondo le regole vigenti a tale data, potranno accedere al trattamento pensionistico (il quale soggiace sia alle finestre mobili che alla speranza di vita).

Modalità di calcolo della pensione.

Il sistema di calcolo della pensione, introdotto con DPR n. 488/1968, era inizialmente di tipo retributivo, ovvero prevedeva di agganciare la pensione, da ultimo, all’80% della retribuzione pensionabile.

Successivamente, con L. n. 335/1995, a far data dal 1/1/1996 è stato introdotto il metodo di calcolo della pensione di tipo contributivo, ovvero determinato sulla base dei contributi (rivalutati) versati dal lavoratore nel proprio conto assicurativo.

Tuttavia, è stata prevista la applicazione graduale del metodo, in particolare: – per gli assicurati con meno di 18 anni di contributi al 31/12/1995, sistema retributivo per anzianità contributiva maturata fino al 31/12/1995, sistema contributivo per anzianità contributiva, maturata dal 1/1/1996; – per gli assicurati neo assunti dal 1/1/1996, sistema esclusivamente contributivo.

Con la riforma, introdotta con D.L. n. 201/2011, a far data dal 1/1/2012 la pensione è calcolata, per tutti, con il metodo contributivo.

In realtà, la novità legislativa interessa coloro che attualmente ricadono nel metodo di calcolo interamente retributivo, per i quali il nuovo calcolo si applicherà sulla anzianità contributiva maturata a far data dal 1/1/2012, per tutti gli altri (sistema misto e contributivo) la norma non cambia nulla.

Denuncio i molti aspetti in materia di equità sociale che comporta la legge sopra indicata:

a) discriminazione in relazione alla tipologia di lavoro svolto :

la riforma non considera la tipologia del lavoro svolto negli anni dai lavoratori, non i lavori usuranti come per esempio nel settore edile, cantieristico, manifaturiero in genere, i lavori nelle linee di montaggio, i turnisti e autieri .

b) discriminazione in relazione nei confronti di alcuni setori che hanno avuto delle consistenti agevolazioni nei confronti rispetto altri lavoratori

Alcune categorie Come le forze dell'ordine, esercito, magistratura e giornalisti, ferrovieri non hanno subito alcuna riforma previdenziale continuano ad andare in pensione con 35/40 anni di contributi, mentre altri soggetti coinvolti alla riforma come i lavoratori precoci (cioè lavoratori che hanno iniziato a lavorare molto presto per esempio a 14,15, 16 , 17 anni di età) devono svolgere dai 42, 44, 46, 48 di lavoro.

c) Privilegio ingiustificato nei confronti dei sindacati:

D.L. N. 201/2011 per l previdenza è considerata la più dura d'Europa, ma non ha sottratto alcuni privilegi come il decreto 564 del 96 che consiste in una pensione aggiuntiva ai lavoratori che svolgono attività sindacale ( in genere alcuni di questi lavoratori escono dalla attività lavorativa usufruendo di ammortizzatori sociali per entrare nel direttivo sindacate ed acquisiscono il diritto di una pensione aggiuntiva anche per aver svolto pochi giorni di attività sindacale nel direttivo).

Questa iniquità per ammissione dell'ex ministo del lavoro Elsa Fornero non era a conoscenza, altrimenti l'avrebbe abolita.

d) Privilegio ingiustificato dei parlamentari e consiglieri regionali

Gli onorevoli parlamentari della Repubblica italiana godono del cosi detto vitalizio sebbene questo strumento ha subito una modifica nel 2012 cioè ora occorre 5 anni di servizio per averne diritto e 65 anni di età ( mentre per un comune lavoratore deve avere una contribuzione minima di 20 anni di contribuzione e 67 anni di età) Il vitalizio del parlamentare è una rendita concessa al termine del mandato parlamentare e che si protrae "vita natural durante", al conseguimento di alcuni requisiti di anzianità di permanenza nelle funzioni elettive.

Malgrado l'affinità di effetto, il vitalizio parlamentare è giuridicamente distinto dall'istituto della pensione propriamente detta per fonte e perché l'attività politica non è lavorativa, dunque non ricadente nella disciplina del diritto del lavoro (che costitutivamente ha diversa giurisdizione). In particolare, nonostante che i relativi emolumenti siano provveduti dall'erario pubblico, il mandato elettivo è in genere distinto dalla figura del rapporto di pubblico impiego ed è in genere sottratto alle normazioni sulla pubblica amministrazione. Singoli ordinamenti possono però prevedere commistioni, confusioni e altre variazioni di disciplina, rispetto al principio di netta distinzione tra le due figure giuridiche. Chiediamo quindi che il parlamentare o il consigliere regionale maturi la la previdenza come qualsiasi cittadino e che venga abolito il vitalizio.

E)Bizantinismo della Legge: intricata, confusa e contradditoria appare in pieno contrasto con la semplificazione amministrativa e legislativa perseguita dall’Unione Europea.

F)La manovra sembra fatta esclusivamente per “fare cassa”, in quanto i conti degli Enti Previdenziali (INPS, INPDAP), così come piu volte ribadito dai rispettivi presidenti, risultavano essere in attivo, e l’intero sistema, dopo le ultime riforme effettuate, appariva virtuoso ed in equilibrio anche a lungo termine.

L’art. 24 della Legge 214/20011, peraltro, appare, in piu’ punti, in contrasto col dettato dell’art. 3 della Costituzione Italiana che recita: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.

Del resto la stessa Corte Costituzionale dello Stato Italiano, con la sentenza n° 822 del 1988, si era già espressa in termini fortemente critici nei confronti di analoga riforma applicata in precedenza senza il criterio della gradualità.

Il sottoscritto, infine, DICHIARA DI NON AUTORIZZARE la Commissione ad indicare la propria identità nei Suoi contatti con le autorità dello Stato membro contro il quale è presentata la presente denuncia.

Fiducioso nel favorevole e sollecito decorso della presente, porge rispettosi saluti.

Data e Firma 

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:32): Molto spesso si dice che l'Ue sia contraria a qualsiasi novità per le pensioni e che questo bloccherebbe quota 100, quota 41 e limiterebbe anche le novità per le pensioni mini. Ma leggendo le ultime notizie e ultimissime vi sono sicuramente dei consigli operativi, ma nessuno ha mai vietato qualcosa sulle novità per le pensioni almeno esplicitamente. Certo ci vorrebbe sicuramente un'opera di convinzione per far capire che il nostro sistema, il miliore come dicono diversi esponenti, è troppo rigido. E si potrebbero e si dovrebbe fare in vari modi come ha suggerito anche l'Istituto di Previdenza. Ma lo vedremo dopo. Nel frattempo guardate o meglio leggete la risposta ufficiale ai Gruppi per le novità per le pensioni che hanno mandato una lettera all'Ue ufficiale.

Imperversano le richieste di cambiamento dell’attuale legge pensioni in Italia e, tra le richieste di novità per le pensioni di uscita prima, cancellazione delle ricongiunzioni onerose, aumento delle pensioni più basse e introduzione del’assegno universale, non si sa ancora quale sia la priorità da affrontare. L’unica certezza, anche alla luce delle ultime notizie su andamento dell’occupazione giovanile e condizioni di vita dei pensionati, è che è ormai diventato necessario fare qualcosa di concreto, andare oltre annunci e promesse per rendere la vita di tutti degna di essere vissuta al meglio, condizioni che oggi non sussiste per la maggior parte dei pensionati, che percepiscono 500 euro e anche meno al mese, ma anche dei lavoratori, molti dei quali rimasti senza occupazione in età avanzata a causa della crisi ma che non possono ancora andare in pensione.

L’esecutivo italiano ritarda nel dare risposte concrete di cambiamento e così i lavoratori italiani penalizzati e che vivono in condizioni di difficoltà, esattamente come fatto tempo fa dai lavoratori della scuola, hanno presentato diverse denunce direttamente all’Ue perché arrivassero risposte chiare e reali su cosa si potrebbe fare per sostenere determinate categorie di lavoratori come quelli che chiedono la quota 41. L’ultima lettera inviata all'Ue con le denuncia degli errori nati dall’entrata in vigore dell’attuale norma ha ricevuto da parte dell’Ue una risposta piuttosto vaga che ha nuovamente rimandato eventuali responsabilità di cambiamento all’Italia, perché si tratta di una norma in cui l’Ue non può entrare nel merito.

La lettera, inviata dal Gruppo Facebook dei lavoratori che chiedono novità per le pensioni di quota 41 e quota 100, ha denunciato la diseguaglianza sociale nata dalle regole in vigore che hanno alzato l’età pensionabile per tutti, oggi fissata a 66 anni e sette mesi, senza considerare alcuna differenza esistente nei fatti tra i diversi lavori, per cui sono nate discriminazioni in relazione alla tipologia di lavoro svolto, in relazione ad alcuni settori che hanno avuto delle consistenti agevolazioni nei confronti rispetto altri lavoratori, come i militari o i lavoratori del comparto spettacolo che possono andare in pensione prima, e in relazione alle entità degli importi che per i lavoratori comuni sono molto bassi e particolarmente elevati per gli alti esponenti istituzionali.

In merito a tutto ciò l’Ue ha chiarito che non può far nulla per cambiare le cose, ma ci sarebbe da considerare che la stessa Ue è da sempre contraria a novità per le pensioni nel nostro Paese, ma il fatto che è probabilmente la stessa Ue non ha capito che non si vuol cambiare l’intera legge attuale ma sono applicare correttivi ad errori che sono nati dalla stessa legge che porterebbero, come nel caso delle novità per le pensioni di quota 100, seppur dopo molti anni, ulteriori risparmi derivanti dalle penalità previste. Del resto, lo stesso Istituto di Previdenza già qualche tempo fa aveva chiesto una certificazione di società terze interinali che potessero dimostrare, a conti fatti, che novità per le pensioni di quota 100 e novità per le pensioni di quota 41 avrebbero potuto garantire risparmi nel lungo periodo, tali da convincere l’Europa che si sarebbe trattato di piani di cambiamento decisamente sostenibili.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il