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Pensioni ultime notizie decisi da Governo Renzi due nuovi Ministri Boschi e Calenda per mini pensioni, quota 41, quota 100

L’importanza delle nuove nomine di Calenda ministro dello Sviluppo Economico e della Boschi con delega alle pari opportunità: quali effetti su novità per le pensioni e ipotesi




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 16:07): Proprio adesso iniziano a diventare più chiare le conseguenze sulle novità per le pensioni delle nuove deleghe assegnate al presidente del Consiglio. Il riferimento, sulla base delle ultime e ultimissime notizie, va alla scelta di Carlo Calenda come nuovo ministro dello Sviluppo Economico e  all'assegnazione a Maria Elena Boschi della delega per le Pari Opportunità. Nel primo caso è in ballo il decisivo ddl Concorrenza con misure anche sulle pensioni, nel secondo l'allineamento della contribuzione tra uomini e donne e in prospettiva la strutturalità del contributivo donna.

La nomina di Calenda nuovo ministro dello Sviluppo Economia e della legge delega sulle pari opportunità data al ministro Boschi potrebbero rappresentare due passi importanti che potrebbero avere conseguenze sulle novità per le pensioni. Cerchiamo di capirne il motivo. Carlo Calenda, nuovo Ministro dello Sviluppo Economico, è stato nominato dopo le dimissioni Guidi coinvolta nello scandalo petrolio in Basilicata. Come ribadito dalle ultime notizie, la mancanza di una guida al Ministero dello Sviluppo Economico ha bloccato l’iter del Ddl Concorrenza, che potrebbe prevedere novità per le pensioni, visto l’obiettivo di rilancio dell’occupazione e la revisione della contrattazione che potrebbe essere inseriti nello stesso provvedimento. Se fino a qualche settimana fa si pensava che la nomina di Calenda rispetto a quelli che erano i suoi concorrenti nella corsa alla poltrona di ministro, dalla Bellanova, a De Vincenti non avrebbe avuto particolari effetti sulle novità per le pensioni, dopo i suoi ultimi interventi qualcosa potrebbe effettivamente essere cambiato.

Come riportano le ultime notizie, infatti, il ministro Calenda ha chiaramente annunciato che lavorerà, probabilmente insieme al commissario per la revisione della spesa pubblica, per riordino dei conti fondamentale per poter realizzare qualsiasi altro intervento, nell’ottica di una razionalizzazione della spesa, e tra i suoi obiettivi ci sarebbe anche la revisione di detrazioni e agevolazioni fiscali erogate anche alle imprese e rivedere l’erogazione di risorse che saranno tagliate lì dove gli investimenti si preannunciano infruttuosi. Tutte le risorse risparmiate rappresenteranno un nuovo fondo che l’esecutivo potrebbe decidere di impiegare in ulteriori interventi e che se fosse destinato a novità per le pensioni nel Ddl Concorrenza, proprio per sostenere un rilancio dell’occupazione, in mancanza di una soluzione ancora strutturale, potrebbe essere impiegato per esempio per novità pensioni di quota 100 o mini pensione per rilanciare prepensionamenti più facili dei lavoratori più anziani e conseguenti nuove possibilità lavorative per i più giovani.

Ma questa strada sembra ben difficile da percorrere. Mentre resta ancora apertissimo il capitolo delle novità pensioni di quota 41, particolarmente richieste e che sarebbe particolarmente importante per chi svolge o ha svolto lavori faticosi o per chi è entrato giovanissimo nel mondo occupazionale, altre conseguenze su novità per le pensioni potrebbero arrivare dall’assegnata delega per le pari opportunità al ministro Boschi, che certamente, da donna, porrà particolare l'attenzione su temi cruciali come istruzione, lavoro e novità per le pensioni, che spesso penalizzano le donne, ma anche sulla questione dell'equità sociale di genere. L’obiettivo dovrebbe essere quello di valorizzare le donne a lavoro cercando di parificare le condizioni lavorative di uomini e donne anche in tema di retribuzioni, considerando che gli stessi numeri dimostrano ancora una netta disparità di trattamenti economici tra uomini e donne anche se, per esempio, svolgono stessi lavori con stessi ruoli e mansioni.
 
Inoltre, tra le altre novità da perseguire, bisognerebbe pensare ad una migliore organizzazione del lavoro in azienda per le mamme, investimenti in nuovi asili nido e ad agevolazioni fiscali per le spese sostenute per la cura della famiglia. Sarà, tuttavia, importante concentrarsi anche sulla questione dell’uscita prima per le donne con pensione interamente calcolata con sistema contributivo, meccanismo che ha palesemente creato, secondo Bruxelles, una differenza di trattamento previdenziale di genere che deve essere risolta. Secondo Bruxelles stessa, infatti, bisogna risolvere questa differenza ed è possibile che la norma che permette alle lavoratrici di andare in pensione prima, a 57 anni per le statali e a 58 per le autonome, con almeno 35 anni di contributi e una pensione fortemente ridotta, fino quasi del 30%, interamente calcolata con metodo contributivo o venga estesa anche agli uomini, visto che l’Ue ha già aperto una procedura di infrazione nei confronti del nostro Paese, o che venga parificata l’età pensionabile tra uomini e donne alzando quella di queste ultime.

Ma anche quest’ultima ipotesi creerebbe discriminazioni, perché non terrebbe in considerazione il fatto che le donne, a differenza degli uomini, non si occupano solo della propria carriera lavorativa ma una volta mamme anche della cura di figli e famiglia, in cui impiegano tempo ed energie. Si è dunque alla ricerca di una soluzione che possa rispondere in maniera adeguata alle richieste di Bruxelles ma che tenga anche conto delle esigenza di vita delle donne come persone, lavoratrici e mamme.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il