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Pensioni ultime notizie martedì domani, mercoledì, venerdì per quota 100, mini pensioni, quota 41

Le prospettive di novità per le pensioni dei prossimi giorni, appuntamenti e passaggi che potrebbero rivelarsi fondamentali




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 14:33): Vanno verso la conferma le voci delle ultime e ultimissime notizie secondo cui vi sarà  un supplemento di attenzione sule novità per le pensioni, anche mettendo di nuovo mano sul Def, in vista delle elezioni. Intendiamoci, non ci sarà alcuna svolta, ma al massimo l'annuncio di nuovi dettagli. Il tutto mentre l'attività sulle novità pensioni prosegue anche a livello di gruppi Pensioni a Palazzo Madama e a Montecitorio. Poi nel dettaglio, vedremo tutte le novità per le pensioni che saranno affrontate nelle varie riunioni previste per martedì, mercoledì e venerdì

Dopo l’intensa settimana appena conclusasi e che si è rivelata particolarmente ricca di interessanti ultime notizie per le novità per le pensioni, ci si chiede cosa aspettarsi per per i prossimi giorni e se saranno quelli decisivi in cui potrà prospettarsi qualche novità reale. sottolineiamo, innanzitutto, che da lunedì inizia la fase finale del periodo elettorale perchè domenica 5 giugno si terranno, infatti, le elezioni comunali, che interessanno anche le grandi città di Italia da Roma a Milano, Torino, Bologna, Napoli, ma in vista di questo appuntamento non dovrebbe arrivare ormai più alcuna novità per le pensioni, come inizialmente immaginato. Si pensava infatti che dati i risultati degli ultimi sondaggi che certo non si sono rivelati positivi per il partito di maggioranza, l’esecutivo avrebbe fatto qualcosa per riconquistare consensi ed elettori, passo probabilmente tentato con la presentazione della novità per le pensioni basata sulla mini pensione che però non ha sortito gli effetti sperati.

E’ possibile dunque che o, se si dovesse andare al ballottaggio, qualche novità per le pensioni, anche più piccola, arrivi nelle prossime settimane, o che eventuali strategie vincenti vengano conservate per il referendum costituzionale di ottobre che potrebbe sancire la caduta dell’esecutivo, in caso di sconfitta, visto che il premier stesso ha annunciato un possibile ritiro dalla scena politica se le cose non dovessero andare come vorrebbe. Nei prossimi giorni continuerà poi il lavoro del Comitato ristretto sulle misure del Fondo Indigenza, su cui è stato spinto l’acceleratore per cercare di presentare il testo alle Camere entro il 10 giugno. Tra le misure del provvedimento taglio e revisione di detrazioni fiscali e alcune tipologie di pensioni, nonché riordino degli aiuti sociali.

Altro impegno della prossima settimana, continuare a lavorare sul Def, già ripreso all'indomani della concessione da parte dell'Ue, ma per cui il neo ministro allo Sviluppo Economico Calenda ha chiamato l'ex commissario Bondi per mettere a punto nuovi piani di revisione della spesa pubblica, un ritorno che potrebbe certamente avere impatto sui provvedimenti da attuare, con conseguenze anche per le novità per le pensioni. Bondi, dunque,  riprenderà i lavori sulla revisione spesa, che è fondamentale, ma non sappiamo se eventuali novità riusciranno ad entrare nel Def e nella Manovra.

Nel corso della prossima settimana, poi, si dovrebbe sapere con ufficialità cosa è stato detto tra forze sociali e rappresentanti dell’esecutivo e dovrebbe essere presentato un documento scritto con eventuali annunci di prossimi incontri; dovrebbe essere presentata la raccolta firme per la richiesta di cambiamenti e novità per le pensioni di quota 100 e novità per le pensioni di quota 41 da parte degli appositi comitati. Si tratta di una novità che però potrebbe slittare anche alla prossima settimana e importante per capire se effettivamente potrebbe esserci quel rivoluzionario ritorno alle quote che, nonostante sperato, sembra sia difficile. Il ritorno alle quote significherebbe correggere le attuali norme pensionistiche che impongono il raggiungimento della soglia anagrafica, attualmente di 66 anni e sette mesi ma suscettibile i ulteriore rialzo tra due anni per effetto dell’adeguamento all’aspettativa di vita Istat, con l’unico requisito contributivo da raggiungere per poter andare in pensione e che potrebbe essere di 40 o 41 anni.

Si tratterebbe di un sistema che effettivamente si rivelerebbe vantaggioso, soprattutto per le categorie di persone che svolgono lavori faticosi o che hanno iniziato a lavorare sin da giovanissimi, a 14, 15 anni, che, raggiunti i 40 anni di contributi, avrebbero già potuto lasciare il lavoro ma che a causa dell’innalzamento dell’età pensionabile per tutti indistintamente, stabilito dall’attuale legge, sono ancora bloccati a lavoro e con molta difficoltà attendono l’età giusta per andare in pensione. Per molti di loro si tratta, però, si una soglia impossibile da raggiungere.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il