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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 100, quota 41 da Padoan, Zanetti, Tripiedi, Poletti, Boeri

Ultime affermazioni e posizioni di Tripiedi, Padoan, Zanetti, Boeri, Poletti su recenti novità per le pensioni e prospettive di inserimento in nuova Manovra




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19:02): Una doppia affermazione è stata fatta dal Ministro Padoan in Aula nel contesto dalla ripresa del Def. Prima di tutto è tornato a parlare della revisione strutturale che in una delle prossime norme sarà ufficiale, ma probabilmente non in questa manovra.  In secondo luogo ha parlato delle priorità della manovra facendo intere chiaramente che bisogna fare delle scelte dopo le ultime notizie e ultimissime di bilancio e queste sembrano andare in direzione del taglio delle imposte su cui potrebbe benefiare le pensioni(ma senza altre novità per le pensioni eccletanti aggiungiamo noi, la stessa cosa che aveva detto Morando prima)

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:31): Quali sono le novità per le pensioni più interessanti espresse nelle ultime notizie e ultimissime da alcuen delle fonti più importanti? Quali sono quelle più interessanti che talvolta si rischia di perdere e che sono importanti da analizzare per capire le prospettive sulle novità per le pensioni reali? Ecco il nostro obiettivo che ogni volta ci poniamo riportando le affermazioni del momento più interessanti sulle novità per le pensioni andando poi ad aggiungerne altre se vi sono o analizzandole ulteriormente quelle già presenti.

Andare in pensione con quota 41 senza limiti anagrafici e senza penalità per chi ha iniziato a 14, 15 anni, cioè molto giovane, e chi da sempre svolge lavori faticosi e aumenti delle pensioni più basse: l’onorevole Tripiedi del Movimento 5 Stelle ha le idee ben chiare su cosa sia necessario fare per cambiare l’attuale legge pensioni. Le novità per le pensioni su cui punta sono  state rilanciare all’indomani di incontri proprio con persone appartenenti alle categorie di lavoratori citati che si sono mostrati stanchi, nel fisico, arrabbiati, nell’animo, per gli errori creati dall’attuale legge pensioni e su cui l’esecutivo temporeggia nel trovare una soluzione, nonostante si tratti di questioni critiche e fondamentali.

Secondo Tripiedi, la richiesta di novità per le pensioni di quota 41 ma anche di quota 100 dovrebbe coinvolgere non soltanto gli interessati gi oggi ma anche i giovani, perché siano il motore di quel ricambio generazionale cruciale non soltanto per permettere ai più stanchi lavoratori più anziani di lasciare finalmente il lavoro, ma anche per aprire nuove porte al loro stesso inserimento nel mondo occupazionale. Non si tratta di una situazione certo nuova, ma è l’ennesimo dimostrazione di come sia arrivato il momento di passare davvero dalle parole ai fatti per contribuire a migliorare la condizione di vita degli italiani, sia dei pensionati che dei più giovani che rischiano, allo stato attuale delle cose, un futuro pensionistico davvero nero.  

Di diverso avviso, ma da sempre, il ministro dell’Economia Padoan che ritiene sia prioritario, piuttosto che sulle novità per le pensioni in sé, concentrarsi sulla riduzione delle tasse e sulla revisione della spesa strutturale che potrebbe avere come conseguenza novità per le pensioni per tutti. Secondo il ministro Padoan, non si dovrebbe lavorare solo su quelle norme richieste per soddisfare singole esigenze legate a particolari soggetti e situazioni, come le stesse pensioni, ma bisognerebbe lavorare in un’ottica ben più ampia e la riforma del bilancio porterebbe a lavorare proprio in quest’ottica, per permettere misure strutturali successive per tutti e per tutte le situazioni.

Anche il viceministro Zanetti pone da tempo ormai come priorità quella di intervenire sulla riduzione delle imposte e sulla definizione di aiuti per chi si è ritrovato senza lavoro e non ha una pensione, per poi passare alle novità per le pensioni in senso stretto. E in merito a queste novità, ritiene sia migliore la novità per le pensioni basata sulla mini pensione che, pur essendo limitata e con particolari ancora da definire, costerebbe un solo miliardo a fronte dei 5 o 7 miliardi che invece richiederebbe il piano di uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalità annue del 2%, da tanti considerato molto più vantaggioso. Ed effettivamente così sarebbe, considerando che le penalità sarebbero calcolate esclusivamente sulla pensione finale, mentre nel sistema basato sulla mini pensione interverrebbero diverse variabili, da penalità a decurtazioni finali e modulazioni sulla base dei redditi pensionistici, che potrebbero notevolmente ridurre l’importo percepito dal lavoratore che decide di andare in pensione prima.

Gli interventi degli ultimissimi giorni del presidente dell’Istituto di Previdenza Boeri, piuttosto che su novità per le pensioni di uscita prima, tra quota 100, quota 41 o mini pensione, hanno interessato soprattutto i recenti dati sulla situazione patrimoniale dell’Istituto stesso. Secondo le recenti stime, nel 2023 l'Istituto dovrebbe raggiungere un passivo patrimoniale di 56 miliardi di euro, ma Boeri è molto cauto e ancora una volta tranquillizza sulla tenuta dei conti, spiegando che l'Istituto è parte dello Stato e che il passivo di 56 miliardi di euro si riduce notevolmente guardando all'insieme dell'intero bilancio statale complessivo.

Dal canto suo, invece, il responsabile del Dicastero dell’Occupazione Poletti sembra aver aperto in maniera concreta all'attuazione di detrazioni fiscali sulle pensioni più basse, confermando uno degli interventi annunciati dallo stesso premier. L'intento di Poletti è quello di sostenere le persone più in difficoltà per cui, anche se ancora è presto per dire come sarà effettivamente definita tale norme, è plausibile aspettarsi che ci si lavori in maniera concreta per arrivare ad inserirla nella prossima Manovra.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il