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Pensioni ultime notizie quali prospettive valide davvero Governo Renzi mini pensioni, quota 41, quota 100

Sono diverse le prospettive possibili sul terreno delle novità per le pensioni e sono tante le variabili in gioco.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 10:44): Vi sono almeno cinque prospettive differenti per le novità per le pensioni se si cerca di leggere con attenzione le ultime notizie e ultimissime:

- pensioni novità solo con detrazioni fiscali e null'altro probabilmente all'interno del calo delle imposte generalizzato
- pensioni novità con mini pensioni attuali ma con una serie di correzioni sia positive che negative che si stanno studiando e che lentamente si vengono a conoscenza comunque tra tante conferme e smentite
- pensioni novità  con mini pensioni molto ridotte di platea solo per chi non ha lavoro e poi, se ci sono fondi, per i redditi più bassi sempre per i tre anni considerati
- pensioni novità come la precedente, ma con una serie di miglioramenti minori come ricongiunzioni gratuite e sconti per recuperare anni scolastici
- pensioni novità solo con detrazioni fiscali e con l'aggiunta delle novità minori appena viste sopra

Sono aperti, poi, i discorsi sulle novità per le pensioni per chi ha iniziato molto presto  una occupazione (i cosidetti quota 41 e non solo) e chi ha fatto occupazioni faticose. Per i primi al momento c'è qualche speranza in più (ma sempre nelle poche speranze) di attuazione.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 15:12): Arrivano nuove conferma sui diversi orizzonti immaginati e ancora fattibili dal Governo Renzi sulle novità per le pensioni. Anche le ultime e ultimissime notizie raccontano ancora come siano in pista l'addio alle mini pensioni con penalizzazioni e il taglio delle tasse; la revisione delle regole sulla ricongiunzione dei contributi; la riduzione della platea dei beneficiari delle mini pensioni; il via libera alle mini pensioni con riduzione delle imposte per chi svolge attività prevalentemente faticose.

Sono diverse le prospettive sulle novità per le pensioni e non è affatto scontato che saranno quelle che adesso vanno per la maggiore. La prima potrebbe passare da un clamoroso abbandono delle mini pensioni con penalizzazioni per lasciare posto al solo taglio delle tasse per i redditi medi, ma con un particolare riguardo per i pensionati con la minima. La seconda prospettiva aggiunge alle mini pensioni così come inizialmente formulate, provvedimenti solo apparentemente di segno minore, come la correzione delle norme sulla ricongiunzione dei contributi e la possibilità meno costosa di recuperare le somme spese durante gli anni accademici.

La terza prospettiva sulle novità per le pensioni passa dalla restrizione dei destinatari delle mini pensioni, ma anche da un miglior riconoscimento per i disoccupati di lungo corso. Stando alla prima bozza di lavoro, gli interessati sono coloro che decidono di andare in prepensionamento su base volontaria si sobbarcherà i costi della penalizzazione e quelli degli interessati; chi perde il lavoro e non riesce a ricollocarsi avrà una penalizzazione più bassa. In questo caso sarà lo Stato a farsi carico degli interessi. In caso di ristrutturazione aziendale è l'impresa che pagherà i costi degli interessi. Il lavoratore si sobbarcherà i costi della penalizzazione.

La quarta prospettiva è probabilmente quello più ambizioso e prevede sì l'introduzione delle mini pensioni, anche se per una più vasta platea dei beneficiari e con penalizzazioni più contenute se non inesistenti, da accompagnare a un taglio delle imposte per chi svolge attività prevalentemente faticose o in turni notturni, e perfino al miglior riconoscimento della posizione di chi ha iniziato a lavorare in giovane età. Per tutti loro, la soluzione più adeguata sarebbe rappresentata dall'applicazione di quota 41, intesa come anni di contribuzione versata. Tuttavia, a causa dell'evidente impegno economico, una prospettiva di questo tipo per le novità pensioni difficilmente troverebbe spazio.

Sullo sfondo rimane sempre la costituzione di un fondo per il contrasto all'indigenza. Si tratta di una strada parallela che va avanti in ogni caso, indipendentemente dalle novità per le pensioni che saranno introdotte. Il principio che regola l'accesso alle prestazioni è quello universalistico per cui, tenuto conto di bisogni specifici, l'accesso selettivo alle prestazioni è regolato dalla sola condizione economica, misurata a tale fine dall'Indicatore della situazione economica equivalente. Solo laddove la natura delle prestazioni lo renda necessario, possono essere previsti accanto ulteriori criteri volti a identificare specifiche platee di beneficiari, eventualmente ridefinendo lo stesso Isee per quelle determinate prestazioni.

A ogni modo i nuovi criteri si applicheranno solo a chi farà domanda dopo l'entrata in vigore dei decreti legislativi che li disciplineranno. Laddove, in esito alla razionalizzazione, dovessero prodursi minori oneri per la finanza pubblica, i risparmi prodotti incrementeranno il fondo per la lotta all'indigenza e all'esclusione sociale.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il