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Tasi e Imu 2016: prima casa, affitto, seconda casa, pertinenze, box, cantine, giardino, terreni. Come funziona e cosa cambia

Cosa cambia da quest’anno per Imu e Tasi su prime case, seconde case e terreni. Quando non pagano e nuove regole




Sono diverse le novità che da quest’anno interessano Imu e Tasi su prime case e terreni agricoli e non. Se nulla cambia per quest’anno né per le date di scadenza di pagamento di Imu e Tasi, sempre fissate al 16 giugno per il versamento dell’acconto e al 16 dicembre per il versamento del saldo, né per le modalità di calcolo, qualcosa cambia per le prime case che da quest’anno non pagheranno più la Tasi. Fino allo scorso anno le prime case (ad eccezione di quelle di lusso) e relative pertinenze, come box, giardini, cantine, garage, a patto che fosse una, non pagavano l’Imu, ma da quest’anno non pagheranno nemmeno la Tasi, Le regole di esenzione dal pagamento della Tasi su prime case sono le stesse valide per l’Imu, vale a dire niente tassa sulla prima casa e un’unica pertinenza, esenzione che non vale per gli immobili di lusso.

Nessun calcolo da eseguire e nessuna tassa da pagare, dunque, per i contribuenti che siano proprietari di un solo immobile adibito ad abitazione principale. Pagano, invece, regolarmente i proprietari di seconde case, che devono versare Imu e Tasi, e l’unica novità che interessa i proprietari di seconde case riguarda il pagamento Tasi sulle seconde case in affitto. Da quest’anno, infatti, contrariamente a quanto accadeva l’anno scorso, la Tasi non sarà più divisa tra proprietario e affittuario in base alle percentuali decise dai propri Comuni, e che per gli inquilini oscillavano tra il 10 e il 30%, ma sarà a carico esclusivamente del proprietario che dovrà versare l’imposta sempre in percentuale secondo quanto deciso dal proprio Comune e se tale percentuale non fosse stata deliberate, pagherà il 90% dell’importo risultante dal calcolo.

Altra novità quest’anno riguarda la cancellazione, di nuovo, dell’Imu sui terreni agricoli: sono di nuovo esenti dal pagamento dell’imposta unica municipale tutti i terreni agricoli, indipendentemente dalla loro ubicazione, posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali, iscritti nella previdenza agricola. Non pagano, dunque, l’Imu anche i terreni di pianura, purché di proprietà di imprenditori agricoli professionali, orti e terreni incolti, giacchè, come precisato dal Ministero dell’Economia, l’esenzione Imu dei terreni agricoli vale indipendentemente dal fatto che siano o meno coltivati, perché il presupposto di esenzione è che il terreno sia suscettibile di essere coltivati. Pagano l’Imu tutti gli altri terreni.

L'esenzione dall'Imu comporta l'imponibilità ai fini Irpef dei redditi dominicali dei terreni agricoli: considerando, infatti, che il pagamento Imu sostituiva l'Irpef per i fabbricati e i terreni non concessi in locazione, abolito il pagamento dell’imposta municipale unica, torna ad essere applicata l’Irpef con le relative addizionali locali.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il