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Legge sulla caccia: infuriano le polemiche e critiche. Così non può funzionare. E problemi aumentano

La caccia continua a essere argomento di discussione come dimostrato dalle recenti prese di posizione della Confederazione italiana agricoltori.




L'attenzione è sulle nuove disposizioni sulla caccia assunte anche a livello locale. In Toscana c'è la distinzione tra aree vocate e aree non vocate. Le prime sono quelle destinate a una gestione conservativa di una o più specie di ungulati. Il numero dei cinghiali non può superare i 2,5 ogni 100 ettari alla chiusura della stagione venatoria. Le aree non vocate sono quelle agricole danneggiate o potenzialmente danneggiabili dagli ungulati. I piani di caccia sono regolati nel rispetto del calendario venatorio e tutti i cacciatori devono indossare abiti ad alta visibilità.

Secondo la cia Toscana, "siamo indietro dalla definizione delle modalità di caccia, alla formazione dei selettori, al prelievo venatorio e controllo nelle diverse aree, sui criteri di individuazione delle aree vocate e non vocate, sul risarcimento dei danni, sulla piena operatività e funzionamento della governance". Nelle aree non vocate possono partecipare alle battute gli iscritti all'Atc un possesso di abilitazione per le specie di riferimento, i proprietari del fondi agricoli iscritti all'Atc e, nei territori di competenza, i titolari e gli ospiti delle aziende faunistico-venatorie e delle aziende agrituristica-venatorie in possesso di abilitazione o accompagnati da personale abilitato.

Le modalità di caccia devono avvenire con assegnazione "a scalare" e non "alla cerca" né con l'utilizzo di cani, con armi a canna rigata, dotata di ottica o mediante arco da almeno 40 libbre di potenza per il prelievo del capriolo e 50 libbre di potenza per le altre specie. Solo per il cinghiale ed esclusivamente nelle aree non vocate e in periodi e orari stabiliti dalla Regione, è consentita la caccia in forma singola "alla cerca" o con la tecnica "della girata". Per la Cia Toscana la priorità assoluta deve essere data all’immediata attivazione degli interventi di prelievo previsti dalla legge sulla base della classificazione attuale dei territori e degli istituti

In ogni caso, sanzioni da 1.030 a 6.180 euro sono da mettere in conto per ogni capo di muflone, cinghiale, cervo, daino e capriolo abbattuto da chi non è in regola con quanto stabilito dalle norme. Sempre la Confederazione italiana agricoltori Toscana sollecita la Regione ad accelerare la messa a regime del funzionamento della nuova governance, "che deve essere efficace, snella, dinamica e veloce, evitando duplicazioni, sovrapposizioni o vuoti favorendo la piena operatività degli Atc, degli uffici territoriali, delle amministrazioni provinciali e della polizia provinciale".

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il