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Pensioni ultime notizie quota 100, quota 41, mini pensioni errori, ingiustizie, privilegi continuano ad evidenziarsi

Ancora privilegi e ingiustizie mentre si discute ancora di novità per le pensioni per tutti che sarebbero urgenti ma su cui ancora si temporeggia




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore11:42 ):  Avevamo detto che le tre ultime notizie e ultimissime sulle novità per le pensioni che rilevano errori e problemi non erano che il continuo dell'emergere della punta dell'iceberg di questo ultimo periodo. E solo per citare un altro problema emerso poco tempo fa, vi sono anche i contributi messi a bilancio che non potranno essere mai pagati perchè le aziende o i professionisti a cui erano imputati sono falliti o impossibilitati a pagare. E si tratta anche di questo caso di centinaia di migliaia di euro.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 10:18): Altro problema, non di poco conto, è l'errore del bonus degli 80 euro che si sapeva già che sarebbe arrivato alla resa dei conti, ma non in misura così evidente con ben 1 persona su otto costretta a restituirlo secondo le ultime notizie e ultimissime. E già in un clima di scarsa fiducia per le novità per le pensioni questo ultimo errore rende le cose ancora più difficili e poco credibili (anche sulle imposte ed eventuale taglio all'interno delle novità per le pensioni stesse)
 

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 9:37): Continua ad emergere tanti problemi nelle gestione delle pensioni anche finanziaria che si sommano a quelli che mano mano sono usciti nell'ultimo periodo. Solo per citare le ltre ultime notizie e ultimissime per le novità per le pensioni negative vi sono:

- novità pensioni negative con i privilegi che continuano e vengono anche rinnovati o c'è comunque la richiesta di farlo come abbiamo visto sotto la situazione delle forze dell'ordine

- novità pensioni negative con balzelli nascosti pagati a Caf e sindacati e che portano via nel tempo miliardi di euro

- novità pensioni negative con i vari enti che non pagano contributi e i cittadini normali devono coprire anche quelli con gravi ripercussioni sulla finanza dell'Ente. (anche perchè il problema non è solo quello)

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 20:12): Lentamente, ma inesorabilmente stanno emergendo nelle ultime notizie e ultimissime riguardanti le novità per le pensioni tanti errori, privilegi, ingiustizie che erano state taciute finora. Un percorso che ha già avuto inizio diverso tempo fa, ma che ora appare ancora più forte, con denunce fatte dall'opposizione, ma non solo. E ce ne è davvero per tutti e anche da, giustamente, preoccuparsi.

Nonostante si dica da mesi che l’intenzione dell’esecutivo sia quella di modificare l’attuale legge con novità per le pensioni che riescano a ristabilire equilibrio ed equità sociale, le ultime notizie confermano, purtroppo, un perseverare di privilegi dedicati esclusivamente ad alcune categorie di lavoratori che creano ancora forti e pesanti differenze tra persone e tipi di occupazioni, portando ad ingiustizie che non risultano poi così semplici da risolvere. I privilegi interessano, per esempio, i militari che oggi possono andare in pensione prima, a 57 anni e 7 mesi di età con 35 anni di contributi o con 40 anni e 7 mesi di contributi indipendentemente dall’età anagrafica e senza necessità dunque di dove necessariamente raggiungere gli attuali 66 anni e sette mesi richiesti per tutti. Inoltre, vanno in pensione a 61 anni i generali delle Forze armate, di divisione nell'Esercito o gradi corrispondenti; a 62 anni i generali di brigata della Guardia di finanza del ruolo aeronavale; a 63 anni per i generali delle Forze armate, di corpo d'armata nell'Esercito o gradi corrispondenti.

Ma le novità per loro non finiscono qui, perché solo il mese scorso è arrivato il parere favorevole a novità per le pensioni, sempre solo per i militari che sosterrebbe l’uscita prima volontaria con uno scivolo per accompagnare al pensionamento, il che dovrebbe favorire le uscite volontarie estendendo il periodo di aspettativa e favorendo le uscite per le pensioni con degli scivoli anche sotto i 60 anni. E quest’ultima novità conferma ulteriori privilegi solo per alcune categorie di lavoratori, privilegi che, per esempio, interessano anche dirigenti medici, professori e ricercatori universitari che vanno in pensione a 65 anni, o anche i lavoratori del comparto dello spettacolo che invece che a 66 anni e sette mesi di età, possono andare in pensione a 64 anni e 7 mesi di età, che scendono a 61 e 7 mesi per le donne.

A fronte di categorie di lavoratori che sono particolarmente privilegiate ne esistono altre che, al contrario, sono già state fortemente penalizzate dalle norme attualmente in vigore, come i lavoratori che sono entrati giovanissimi nel mondo occupazionale, per esempio a 14 o 15 anni, o chi svolge lavori pesanti. E proprio per questi ultimi sarebbe in arrivo un'ulteriore stretta: per poter, infatti, avere la possibilità di andare in pensione un pò prima (dai 61 ai 63 anni) rispetto all'attuale soglia dei 66 anni e sette mesi, bisognerà dimostrare, dal prossimo anno, di aver svolto un lavoro pesante o notturno per almeno la metà dell’intera vita lavorativa. Cosa cambia rispetto all’attuale norma?

Se oggi questi lavoratori per andare in pensione prima devono dimostrare di aver fatto lavori faticosi per almeno 7 anni negli ultimi dieci anni di lavoro; dal primo gennaio 2018 dovranno dimostrare di avere svolto queste occupazioni per almeno metà della vita lavorativa. In termini pratici, se oggi un lavoratore con 38 anni di contributi ha svolto lavoro notturno o faticoso per otto anni negli ultimi dieci di lavoro può andare in pensione prima, ma dal 2018 per andare in pensione prima dovrà aver svolto lo stesso lavoro pesante o notturno per almeno 19 anni, che sono la metà degli anni di contribuzione maturata.

Questa norma poco diffusa chiaramente genererà un'ulteriore serie di problemi e proteste da parte degli interessati. E insieme a questa norma, è poco nota anche la notizia secondo cui Stato ed Enti pubblici non versano i regolari contributi ai loro dipendenti, cosa che crea un buco all'Istituto di Previdenza sempre più in difficoltà da una parte e non permette ai lavoratori, dall'altra, di avere quanto spettante. Questo meccanismo crea però un'ulteriore ingiustizia perchè lo Stato può permettersi di non pagare e da ciò che sappiamo le conseguenze sono nulle ma se un cittadino qualunque, normale contribuente magari in un momento di difficoltà non paga ecco scatenarsi la corsa al recupero dei soldi dovuti. Per quanto ancora, ci si chiede, si continuerà a vivere così nel nostro Paese, ben sapendo che non è il modo migliore di ripristinare equilibrio sociale e nuova crescita? E mentre continuano ingiustizie e privilegi si continua a discutere di novità per le pensioni per tutti, da novità per le pensioni di quota 100 a novità per le pensioni di quota 41, a novità per le pensioni con mini pensione che sarebbero sempre più urgenti e necessarie, soprattutto alla luce delle ultimissime notizie sulla disoccupazione giovanile, ma che ancora sono ben lontane dal diventare realtà.

A questo temporeggiare che, man mano che passa il tempo, non sta facendo altro che far infuiriare i cittadini, tra lavoratori e pensionandi, nonchè alcune forze politiche e sociali, si affianca l'ennesima beffa a carico dei pensionati, che nessuno però dice, vale a dire l'importo di quella trattenuta mensile che viene attuata sulle pensioni mensili per essere destinata alle organizzazioni sindacali. La trattenuta è minima ma in sette anni ha raggiunto la cifra complessiva di un miliardo e 757 milioni di euro. Si tratta di una somma che se finita nelle casse dell'Istituto di Previdenza e basta, senza passare dall'Istituto stesso per poi finire nella casse delle organizzazioni sindacali, avrebbe permesso di far tanto per cambiare le pensioni, eppure così non è perchè il meccanismo prevede che questi soldi arrivino proprio alle forze sociali. Come? Il sistema è semplice: il pensionato che si rivolge a Caf o patronati per la domanda di pensionamento il più delle volte spunta, o c'è chi lo fa per lui, l'autorizzazione allo stesso Caf o patronato a prendere in carica la domanda e con quella spunta dà facoltà, nascosta, di prelievo di quella minima quota mensile che finisce alle organizzazioni sindacali, di cui Caf e patronati fanno spesso parte.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il