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Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensioni, quota 41 e senza consenso Governo Renzi al via ricalcolo pensioni

Nella complessa partita delle novità per le pensioni c'è anche quella del ricalcolo degl assegni previdenziali più alti.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18,07):  Dunque, il ricalcolo dell'assegno, come spiegato sotto, sembra confermato anche se nei mass media principali tutto tace. E avrà come caratteristiche anche quelle della retroattività se non verrà bloccato prima. Uno dei quesiti che ci si pone è per scopi verrà fatto se per rilanciare le novità epr le pensioni come soldi disponibili o come si diceva in alcune ultime notizie e ultimissime coprire le tante spese dell'Istituto a livello di buchi di bilancio.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:33): Facciamo una errata corrige. Non salta al momento il ricalcolo delle pensioni che sta portando avanti l'isitituto di Previdenza che, invece, stando alle ultime notizie e ultimissime continua. E' una novità per le pensioni che sembra essere portata avanti dal solo Istitituto e che potrebbe essere effettivamente fermata dal Governo Renzi o dal Tesoro, ma al momento rimane in fase di attuazione

Salta, almeno per il momento, il ricalco degli assegni previdenziali dei lavoratori che hanno sommato i benefici di quote contributive su pensioni retributive. La novità per le pensioni era stata illustrata dallo stesso Istituto nazionale della previdenza sociale, ma a oggi è congelata. Di certo c'è la volontà di procedere su questa strada ma probabilmente hanno per ora avuto la meglio i ragionamenti di tipo elettorale. Non è quindi da escludere che la questione possa tornare al centro dell'attualità già nella seconda parte di questo mese di giugno, quando gli appuntamenti con le urne saranno alle spalle, se non nell'ultima parte dell'anno, quando il referendum costituzionale, così caro al premier, sarà concluso.

Cosa prevede la soglia agli assegni previdenziali per i lavoratori che hanno almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 2015 ovvero che erano nel sistema retributivo prima dell'entrata in vigore delle norme attuali? In buona sostanza l'Istituto nazionale della previdenza sociale mette in pagamento l'importo minore che risulta dal confronto dei due sistema di calcolo dell'assegno. C'è quello con il sistema vigente, retributivo sino al 2011 e contributivo dal 2012, e c'è quello con il sistema interamente retributivo per tutte le anzianità contributive maturate dall'assicurato, con il superamento del concetto della massima anzianità contributiva valorizzabile.

Nel primo caso è previsto il retributivo fino al 31 dicembre 2011 e il contributivo pro rata dal primo gennaio 2012. Nel secondo, il retributivo fino alla data di effettivo pensionamento del lavoratore valorizzando con l'aliquota di rendimento del sistema retributivo del 2% e quindi decrescente all'aumentare della retribuzione, anche le anzianità contributive maturate oltre il quarantesimo anno di versamenti. Le conseguenze? Sono presto dette: la misura che va in inquadrata nel sistema delle novità per le pensioni penalizza quei lavoratori che cessano con una età anagrafica superiore all'età previsa per la pensione di vecchiata con retribuzioni medie superiori a 46.000 euro all'anno.

Questi lavoratori, infatti, non avendo alcun massimale sulle retribuzioni riescono a valorizzare l'intera cifra sulla terza quota di pensione ottenendo, con il sistema contributivo, una prestazione superiore a quella determinata con il secondo sistema di calcolo. Si tratta soprattutto di professori universitari, magistrati e alti funzionari dello forze militari e di Stato.

Stando alle norme attuali, l'importo complessivo del trattamento pensionistico liquidato con le regole vigenti dal primo gennaio 2012 non può eccedere quello che sarebbe stato liquidato con l'applicazione delle regole di calcolo vigenti prima della riforma attuale "computando, ai fini della determinazione della misura del trattamento, l’anzianità contributiva necessaria per il conseguimento del diritto alla prestazione, integrata da quella eventualmente maturata fra la data di conseguimento del diritto e la data di decorrenza del primo periodo utile per la corresponsione della prestazione stessa".

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il