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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 100, quota 41 Governo Renzi con Rita e quote, Tfr, rimborsi, numero beneficiari

Quali sono le novità per le pensioni al vaglio del governo, cambiamenti costanti, e ancora tanti dubbi e domande: quali le possibili e reali modifiche




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 15:07): Accanto a quello che abbiamo detto sotto dei parametri che si stanno definendo, nelle ultime notizie e ultimissime è appena giunto un nuovo metodo chiamato RITA per le novità per le pensioni che servirebbe a ridurre le penalità delle attuali mini pensioni. Ne potrebbero beneficare solo i nati sempre nei tre anni delle fascia attulmente presa in considerazione e che abbiano un fondo integrativo di pensione. Per loro le penalità potrebbero arrivare a costare meno della metà. Rimangono comunque anche ulteriori sistemi allo studio sia per le penalitià che per i beneficiari e tutto il resto come abbiamo scritto sotto.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:47): Si continua a cercare di delineare un piano per le novità per le pensioni e anche noi stiamo cercando di seguire le ultime notizie e ultimissime per capire i diversi puti da chiarire come si stanno evolvendo tra cui:

- pensioni novità con il TFR che potrebbe essere concesso per garanzia. Almeno una parte di esso, ma non c'è certezza
- pensioni novità con miglioramenti che tendono ad allargare il numero dei beneficiari o peggioramenti che lo restringono come abbiamo visto sotto
- pensioni novità basate al meccanismo dei rimborsi una volta che arriva la pensione definitiva che possono essere variabili perchè l'importo è variabile e recuperabili almeno in parte con detrazioni fiscali

Si continua a parlare di novità per le pensioni e mentre continuano ad arrivare indicazioni sempre nuove sulla novità per le pensioni basata sulla mini pensione, sul possibile ritorno alle quote, tra novità per le pensioni di quota 100 e novità per le pensioni di quota 41, c’è anche chi ha ultimamente ipotizzato una revisione delle tabelle lavorative in modo da definire l’uscita in base al tipo di lavoro che si svolge considerando che non tutte le attività sono chiaramente le stesse e, di conseguenza, non tutti possono andare in pensione alla stessa soglia di età per alcuni decisamente difficile da raggiungere. Ci sono poi esponenti dell’esecutivo che ritengono che il primo passo concreto per dimostrare che qualcosa si vuol davvero cambiare sarebbe quello di tagliare le ricche pensioni degli alti esponenti istituzionali, mentre c’è chi passa da cancellazione delle ricongiunzioni onerose, tagli delle imposte con aumenti delle pensioni più basse, ma anche cambiamenti per il calcolo di recupero degli anni di studio.

Sono parecchie, come confermano le ultime notizie, le ipotesi di lavoro su cui l’esecutivo sembra ancora fermo per rivedere l’attuale legge pensioni, fermo soprattutto per le diverse variabili che intervengono ogni qualvolta che qualche novità viene definita, a partire dallo stesso sistema nuovo basato sulla mini pensione che nella sua presentazione originaria, seppur non ufficiale, sembrava ben chiaro: uscita prima per i nati tra il 1951 e il 1953 con penalizzazioni modulate sul reddito pensionistico percepito, comprese tra l’1 e il 3% con possibilità di arrivare anche al 4% per chi percepisce redditi più elevati, ricevendo un anticipo da parte degli istituti di credito per andare in pensione prima. Nel caso in cui fosse l’impresa stessa a spingere il lavoratore ad andare in pensione prima, sarebbe essa stessa ad occuparsi dell’erogazione della mini pensione.

In ogni caso, una volta maturati i normali requisiti pensionistici, il lavoratore inizierebbe a restituire l’anticipo con piccole trattenute sulla pensione finale che riceverà dall’Istituto di Previdenza. Questo iniziale piano, negli ultimi giorni, è stato soggetto a diverse modifiche, dalla platea di beneficiari, perché si è detto che i soldi non bastano per tutti i nati tra il ’51 e il ’53 per cui la platea di dovrebbe restringere a coinvolgere prima i disoccupati, per poi comprendere coloro che percepiscono redditi più bassi fino ad arrivare a comprendere anche tutti gli altri che percepiscono redditi da medi a più elevati, passando dall’entità delle trattenute che dovrebbero essere applicate sulla pensione finale dei lavoratori per il rimborso dell’anticipo per l’uscita prima, per arrivare al Tfr che inizialmente si era detta che avrebbe funzionato come garanzia ma che ora non si sa che ruolo giocherà, e agli interessi che non saranno a carico del lavoratore, e questa è una certezza, ma a carico dello Stato e non si sa quanto questo potrebbe gravare sui cittadini e in che modo.

Inoltre, nei giorni scorsi si era detto anche che il lavoratore stesso avrebbe potuto decidere quanto percepire in anticipo e in base alla percentuale chiesta definire il piano di rimborso. Tra le ulteriori modifiche possibili del piano anche quella secondo cui, terminato il periodo del prestito, sarebbe prevista l'applicazione di una detrazione fiscale che per i redditi più bassi dovrebbe coprire una parte della penalizzazione e quindi anche del capitale prestato nel periodo di anticipo. Nonostante dubbi, perplessità, critiche e domande che ancora permangono su questa novità per le pensioni basata sulla mini pensione, sembrerebbe che il piano del governo sia al momento quello più probabile anche se di reale poco vantaggio per i lavoratori stessi, insieme a qualche altra piccola novità per le pensioni come cancellazione delle ricongiunzioni onerose o novità per il recupero degli anni scolastici.

Si diceva fino a qualche giorno fa che, come sopra accennato, sarebbe stato possibile anche un ritorno alle quote, tra novità per le pensioni di quota 100, seppur sarebbe limitata, e novità per le pensioni di quota 41, certamente considerate più convenienti rispetto al piano di uscita prima con la mini pensione ma anche improbabili perché dovrebbero cancellare l’obbligo di raggiungere una determinata soglia anagrafica con possibilità di uscita solo si è maturato il requisito contributivo, cosa al momento decisamente impossibile. La convergenza sembra invece essere indirizzata verso il piano di taglio delle imposte che, seppur sia ancora da definire se da destinare solo a coloro che percepiscono pensioni più basse o anche al ceto medio, sembra l’unica novità attualmente fattibile.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il