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Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensioni, quota 41 piano Governo Renzi e elementi nuovi Ape mini pensioni e sistema Rita

Continuano a essere tante le ipotesi di lavoro sulle novità per per le pensioni a Palazzo Chigi.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19:07) Continuano senza sosta la ricerca di miglioramenti per l'attuale piano del Governo Renzi sulle novità per le pensioni che al momento, nonostante anche ultime notizie e ultimissime che portano ad alcune timide aperture verso il sistema delle quote (quota 100 soprattutto e molo poco quota 41), si cocnentra sempre sulle mini pensioni Ape che si cerca costantemente di migliorare, anche se finora, sembra che si sia abbastanza lontani dall'obiettivo.

Continua a essere alta l'attenzione sulle novità per le pensioni, se non altro perché il tempo a disposizione per modificare l'attuale impianto previdenziale in vista della manovra di fine anno è inferiore a quanto possa sembrare. L'esecutivo sta adesso lavorando nella definizione delle mini pensioni, di cui vanno però chiariti molti aspetti. Si va dalla penalizzazioni da applicare all'esatta individuazione della platea dei beneficiari, dagli interessi che in qualche modo dovranno essere corrisposti a istituti di credito e assicurazioni che anticiperanno la somma per il congedo al rapporto con il Trattamento di fine rapporto che, di fatto, potrebbe essere una sorta di garanzia dello Stato nel caso di problemi o della morte del pensionato.

Per ora si pensa a coinvolgere gli over 63 ovvero i lavoratori nati negli anni 1951, 1952 e 1953. Tra le ipotesi c'è la riduzione del 2-3% per ogni anno di anticipo sui trattamenti fino a tre volte il minimo e del 5-8% per ogni annualità su quelli più elevati. Nessun taglio per la quota di pensione contributiva maturata dal primo gennaio 1996 per chi al 31 dicembre 1995 aveva meno di 18 anni di contributi e dal primo gennaio 2012 per chi al 31 dicembre 1995 aveva più di 18 anni di contributi. La durata dell'ammortamento per restituire a rate la quota di pensione anticipata dell'Ape (Anticipo pensionistico) potrebbe oscillare tra i 15 e i 20 anni.

Prevista una distinzione tra lavoratori prepensionabili per effetti di crisi aziendali; disoccupati anziani; dipendenti pubblici e privati che vogliono ritirarsi. La novità dell'ultim'ora si chiama Rita che non è altro che l'acronimo di Rendita integrativa temporanea anticipata. Si prevede la possibilità per chi sceglie l'Ape per un ritiro anticipato di chiedere un trasferimento del capitale cumulato nel fondo pensione integrativo. In questo modo il lavoratore potrebbe chiedere un prestito Ape inferiore (per esempio del 50%) e integrare il suo reddito nei mesi di anticipo con il capitale ottenuto dal suo fondo pensione.

Si tratta dunque di una misura che è perfettamente in linea con quanto aveva lasciato immaginare il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di voler puntare con maggiore convinzione sui fondi pensione. Palazzo Chigi sta infatti pensando di introdurre una piccola riforma della previdenza integrativa, collegata al taglio strutturale del cuneo fiscale. Se quest'ultimo intervento sarà anticipato al 2017, già con la prossima manovra sarà ridotta di 3-4 punti l'aliquota sui rendimenti dei fondi pensione (ora al 20%) e sarà rafforzata la deducibilità dei versamenti.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il