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Pensioni ultime notizie posizioni attuali anche inedite Governo Renzi su quota 100, quota 41, mini pensioni e ulteriori sistemi

Quali sono le novità per le pensioni da tempo sul tavolo del governo e inediti ritorni vantaggiosi ma ancora difficili da attuare




Il governo Renzi punta a modificare l’attuale legge previdenziale con novità per le pensioni, da tempo annunciate ma mai trasformate in realtà, ultimamente rilanciate dalla presentazione del nuovo piano basato sulla mini pensione, molto criticato sin dal momento della sua presentazione sia da alcune forze politiche sia dai cittadini stessi che non ne hanno compreso quale sarebbe la sua convenienza, che permetterebbe di andare in pensione prima fino a tre anni, cioè a 63 anni invece che ai 66 attuali, ai nati tra i 1951 e il 1953, con penalizzazioni modulate comprese tra l’1 e il 4%, in base all’importo percepito da ogni singolo lavoratore, più basse per chi percepisce redditi minori e più alte per chi percepisce redditi superiori tre volte il trattamento minimo, e l’anticipo sulla mini pensione che verrebbero erogato dagli istituti di credito. Nel caso in cui fossero le imprese a spingere il lavoratore ad andare in pensione prima per esigenze di ricambio generazionale, allora toccherebbe a loro stesse erogare l’anticipo.

In entrambe in casi, la restituzione da parte del lavoratore avverrebbe con trattenute, che dovrebbero essere di lieve entità anche se non sono ancora state definite, sulla pensione finale che ogni lavoratore riceverebbe dall’Istituto di Previdenza. Secondo le ultime notizie sulla definizione puntuale di questo sistema, il Tfr fdovrebbe valere come una sorta di garanzia, gli interessi dovrebbero essere a carico dello Stato e non del lavoratore stesso, come inizialmente si temeva, il lavoratore potrebbe anche avere la possibilità di decidere il valore del valore della pensione da ricevere in anticipo. Se, per esempio, si sceglie di ricevere l'80%, dovrà restituire solo l'importo anticipato prima su questo 80% e una volta maturati i normali requisiti per la pensione, riceverebbe il 100%, con le decurtazioni previste per la restituzione dell’anticipo. Ma una volta restituito completamente quanto percepito in anticipo, l’importo pensionistico finale che il lavoratore riceverà tornare ad essere pieno.

Questo piano attuale di lavoro del governo sarebbe accompagnato da ulteriori novità per le pensioni che non riguardano la revisione dell’età pensionabile ma novità per le pensioni come cancellazione delle ricongiunzioni onerose, taglio delle imposte e aumento delle pensioni più basse, revisione del sistema di recupero degli anni di studio. A queste novità per le pensioni di cui si discute da settimane, e che sono anche state al centro dell’incontro tenutosi in settimana tra governo e forze sociali, sembrano potersi aggiungere novità per le pensioni inedite, o meglio, ritorni di sistemi che sembravano essere stati messi da parte negli ultimi tempi, e stiamo parlando di novità per le pensioni di quota 100 e novità per le pensioni di quota 41.

In realtà, si tratte delle richieste che sta portando avanti da sempre il Comitato ristretto per le pensioni a Montecitorio e che effettivamente, rispetto al piano basato sulla mini pensione, potrebbe rivedere l’attuale legge portando decisi vantaggi ai lavoratori, soprattutto a coloro che hanno iniziato a lavorare prestissimo o che sono impegnati in lavori faticosi. Il ritorno alle quote sarebbe rivoluzionario perché cancellerebbe l’obbligo di dover raggiungere il requisito anagrafico richiesto attualmente, ponendo come condizione di uscita dal lavoro solo il raggiungimento del requisito contributivo a 40 o 41 anni. Potrebbe essere, dunque, una novità ancora importante ma è difficile che questo ritorno alle quote avvenga.

Lo stesso Responsabile del Dicastero dell'Occupazione, rispondendo ad una domanda sulla quota 41, ha chiaramente spiegato che non è semplice da attuare come soluzione ma che dovrebbe rientrare tra le novità per le pensioni al vaglio del governo, in modo da non penalizzare ulteriormente chi ha già raggiungo i 41 anni di contributi, facendo, immediatamente dopo, un passo indietro sulle parole pronunciate, spiegando che tutto dipenderà da disponibilità di soldi e conti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il