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Pensioni ultime notizie prospettive e novità su quote con apertura nuova contributi+età quota 100, quota 41, mini pensioni

Tra le ipotesi sulle novità per le pensioni torna al centro dell'attenzione una versione limitata di quota 100.




La difficoltà a prevedere novità per le pensioni è dettata anche dalle caratteristiche del sistema previdenziale, frastagliato e con troppe particolarità. E non sembra che l'intenzione dell'esecutivo sia quella di snellire l'impianto ovvero di prevedere norme che siano il più universali possibili. Accanto alle mini pensioni con penalizzazione, per un numero ristretto di beneficiari, si torna adesso a parlare di quota 100, non per tutti ovviamente. Tra le categorie dei destinatari rientrerebbe chi svolge attività faticose (anche in questa circostanza non tutti) ma si tratterebbe di un passaggio a suo modo rivoluzionario perché verrebbe meno il vincolo dell'età ovvero sarebbe legato a quello dei contributi versati.

Per quota 100 si intende infatti quella somma tra età anagrafica e anni di contribuzione da maturare per accedere al trattamento previdenziale. Proviamo a fare però un passo indietro per inquadrare meglio la situazione. Le norme attualmente in vigore hanno rimodulato i requisiti per il pensionamento anticipato dei lavoratori che svolgono attività particolarmente faticose e pesanti. Nel dettaglio, per quanto riguarda la pensione in carico fondo pensioni lavoratori dipendenti viene applicata quota 97,6 (61 anni e 7 mesi età e 36 anni di contributi, oppure 62 anni e 7 mesi di età e 35 di contributi) mentre per la pensione in carico alle gestioni dei lavoratori autonomi vale la regola di quota 98,6 (62 anni e 7 mesi di età e 36 anni di contributi, oppure 63 anni e 7 mesi di età e 35 anni di contributi).

In questo contesto rientrano anche i lavoratori che svolgono lavori notturni. Se le notti sono tra 64 e 71, ai lavoratori dipendenti si applica quota 99,6 (63 anni e 7 mesi età e 36 anni di contributi, oppure 64 anni e 7 mesi di età e 35 di contributi) mentre agli autonomi quota 100,6 (64 anni e 7 mesi di età e 36 anni di contributi, oppure 65 anni e 7 mesi di età e 35 anni di contributi). Se le notti sono tra 72 e 77, entra in vigore quota 98,6 (62 anni e 7 mesi di età e 36 anni di contributi, oppure 63 anni e 7 mesi di età e 35 di contributi) per i dipendenti o quota 99,6 (63 anni e 7 mesi di età e 36 anni di contributi, oppure 64 anni e 3 mesi di età e 35 anni di contributi) per gli autonomi.

Ai lavoratori che svolgono attività particolarmente faticose e pesanti si applicano sia le finestre mobili sia la variazione del requisito anagrafico in base alla speranza di vita e quindi dal 2016 l'incremento di ulteriori 4 mesi dell'età della pensione. Inevitabile è allora la richiesta di novità ovvero le recriminazioni contro l'inasprimento delle condizioni pensionistiche anche alla luce dell'elevazione dei requisiti generali.

Per ora l'esecutivo sta dichiarando di lavorare su un nuovo assegno di sostegno al reddito, le mini pensioni appunto, che si basa sulla differenziazione della somma anticipata sulla base dell'età anagrafica, del reddito e della situazione lavorativa. Il piano prevede la concessione a chi è nato tra il 1951 e il 1953 dell'importo necessario per accedere al trattamento previdenziale, da restituire integralmente, in cambio di una penalizzazione variabile nell'assegno finale percepito. Il tetto massimo del disincentivo sarebbe stato individuato in base alla prima bozza di lavoro al 12%.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il