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Pensioni ultime notizie su mini pensioni, quota 100, quota 41 inediti studi esperti cosa chiedono a Governo Renzi

Le analisi sullo stato della previdenza rivelano come ci siano diversità di vedute sulle migliori prospettive sulle novità per le pensioni.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 10:44) Nei tre metodi che i consiglieri del Governo Renzi, tutti studiosi ed esperti, volevano che si facessero per dare la possibilità di scegliere liberamente a tutti cosa fare i sistemi con le quote sono quelli che stanno ricevendo più conferme e smentite, segno che come affermano gli esperti, ad esempio, il prof Brambilla, il miglior sistema attualmente praticabile è quello delle quota 100, magari anche alzando i costi per chi vuole aderire, ma sarebbe quelle che darebbe maggiore successo sia in termini di adesioni che, quindi di reali soluzione ai problemi anche occupazionali e di fiducia e crecita economica, e che nel corso di 10-20 anni porterebbe ulteriori risparmi reali.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 08:02): Occorre anche migliorare il sistema delle mini pensioni l'unica novità per le pensioni sulla quale sembra stia lavorando in modo più deciso il Governo Renzi. Ma in questo non può andare, sarebbe limitativo solo per pochi anche se esteso a tutte i tre anni (e non ai non occupati dei tre anni come si inizia a dire) perchè sono persone che sono già vicine alla pensione e che in un anno e mezzo ci andranno comunque senza andare incontro a meccanisimi poco chiari. Stessi esperti che se ne stanno occupando ne appaiono poco convinti e anche lontani dalle proprie idee. Lo stesso Treu all'interno del Gruppo dei consiglieri del Governo Renzi voleva che questo delle mini pensioni fosse solo un sistema accompagnato almeno da altri due ovvero staffetta potenziata e uno simile alle quote con penalità anche abbastanza alte, ma con la massima libertà di scelta.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 23:02): In sintesi gli studiosi nelle recenti analisi confermano quanto già detto da altri esperti ed economisti ovvero che il nostro sistema è troppo rigido e ci vogliono delle novità delle pensioni che partano da un presupposto fondamentale. Da noi, come nella maggior parte delle nazioni, per ragioni di voto ed economiche si è voluto finora previlegiare le esigenze delle fascie più anziane come confermano le ultime notizie e ultimissime. Ora è il momento che queste, o almeno quelle che stanno bene, molto bene, ridiano ai giovani in termini non solo di soldi, ma anche di occupazione, fiducia e stabilità.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:36):  I diversi esperti e studiosi consigliano una serie di novità per le pensioni nelle analisi apparse nelle ultime notizie che seppur differenti come abbiamo visto hanno degli elementi condivisi e che si possono utilizzare per miglioarare gli attuali metodi in fase stessa di studio:

- pensioni novità con massima attenzione e priorità da parte del Governo Renzi che stabilisca un nuovo accordo, tremite le norme, tra vecchi e giovani, non favorendo solo per il voto le vecchie generazioni, ma tutte anche quelle di mezzo e le più giovani ancora.
- pensioni novità per poterle attuare con l'orientamente sopra detto occorre che chi prenda di più faccia un passo indietro e che la stesso Governo si interessi all'occupazione giovanile prima ancora che le pensioni più basse per favorire il ricambio che darebbe sostegno all'economia, fiducia e probailmente la crescita necessaria per aumentare dopo le pensioni più basse.
- pensioni novità con il sistema attuale delle mini pensioni che potrebbe non bastare e occorrebbe almeno per determinate categorie riprendere il sistema più efficace delle quote

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 15:07): Si cerca una difficile quadra sulle novità per le pensioni tra continui maggiori dettagli e precisazioni che il Governo Renzi continua a dare ma anche conferme e smentite sulle stesse novità per le pensioni che emergono dalle ultime notizie e ultimissime fino al punto che ci si chiede non solo cosa si farà davvero, ma se si farà qualcosa. In questo contesto diventano interessante le analisi di diversi esperti ed economisti che sembrano convergere su novità per le pensioni necessarie abbastanza simili se non nei metodi almeno come strategie di fondo

Il dibattito sulle novità per le pensioni e sulle migliori prospettive per l'Italia si arricchisce dei contributi di esperti e analisti, anche esterni alle aule di parlamento e governo. Appaiono ad esempio interessanti le riflessioni del sociologo ed esperto di islam europeo Stefano Allievi e del demografo Gianpiero Dalla Zuanna. A loro dire che i Paesi più industrializzati d'Europa decidessero di chiudere le frontiere, basterebbero 20 anni per ridurre il numero di abitanti in età lavorativa da 753 a 664 milioni. Se lo facessero i Paesi poveri, la popolazione tra i 20 e i 64 anni crescerebbe di 42 milioni l'anno. E in Italia? Per mantenere inalterata la popolazione nella stessa fascia d'età e fronteggiare il ritiro in pensione sarebbero necessari 325.000 nuovi lavoratori.

Fanno notare come sul mercato del lavoro, "gli immigrati sono complementari piuttosto che concorrenti agli italiani"; "colf e badanti straniere permettono alle donne di andare più tardi in pensione" e ne aumentano il tasso di occupazione; la presenza di manodopera straniera a basso costo "ha contribuito a mantenere basso il prezzo di molti servizi".

Per lo storico e docente universitario inglese Harold James si sta profilando e, anzi, è già in atto un aspro confronto tra giovani e vecchi poiché sarebbe venuto meno il patto intergenerazionale che per molto tempo ha sorretto la stabilità sociale e politica. Le prospettive non sono affatto incoraggianti perché sempre più giovani, anche e soprattutto in Italia, ristretti tra un mercato del lavoro che non li accoglie e le pensioni che arriveranno sempre più tardi, decidono di andare via ovvero "si lasciano alle spalle un fardello del debito che senza di loro sarà molto più difficile da ridurre".

Rimanendo dentro questi confini, Simone Ferro, ricercatore della Queen Mary University of London, dice sì all'ipotesi dell'Ape ovvero alla possibilità di anticipare la pensione in cambio di una riduzione dell'assegno. La ragione è semplice: in troppi prossimi al pensionamento si sono ritrovati a lavorare più anni del previsto. Ma occrre cambiare dei parametri perchè così non sarebbe efficace.

Alberto Brambilla, presidente del Centro Studi e Ricerche di Itinerari Previdenziali, apre alla revisione delle regole attuali sulle pensioni, ma non all'aumento delle minime. A suo dire, se l'esecutivo disponesse di risorse sufficienti per ritoccar le pensioni più basse dovrebbe investirle a favore di chi svolge attività prevalentemente faticose o per chi ha iniziato a lavorare in giovane età. Questione di prospettive, appunto, sulle novità per le pensioni.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il