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Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensioni, quota 41 sembra rimanere solo la seconda con nuovi sistemi combinabili

Alla ricerca del miglior meccanismo sulle mini pensioni con penalizzazione allo studio a Palazzo Chigi. Le tre ipotesi.




Sono allo studio diverse configurazioni delle mini pensioni con penalizzazione. Palazzo Chigi è alle prese con un ventaglio di possibilità sui principali nodi da sciogliere. Ad esempio, a chi spetterà erogare la somma che consentirà al lavoratore a cui mancano tre anni dal congedo di accedere al trattamento previdenziale? La prima ipotesi prevede il coinvolgimento di banche e assicurazioni, che dovranno comunque passare dall'Istituto nazionale della previdenza sociale, e a cui in ogni caso andranno corrisposti interessi per il servizio erogato. La seconda ipotesi tira in ballo le aziende, interessate a ringiovanire l'apparato produttività per rilanciarsi sotto il profilo della competitività.

La terza ipotesi, e si tratta di una novità per le pensioni dell'ultim'ora, passa dalla previdenza complementare. Ma in questo caso ci sono tante variabili di cui tenere conto ovvero il lavoratore deve essere iscritto a un apposito fondo e naturalmente deve aver messo da parte nel corso della sua carriera professionale un capitale sufficiente. L'impressione è che alla fine sarà concessa una certa flessibilità nelle scelte ovvero il lavoratore potrà optare per un mix di queste misure anche per limitare la penalizzazione nell'assegno che gli viene richiesta. La prima bozza di lavoro prevede tagli da un minimo del 2% per ogni anno di anticipo fino all'8% annuo per i redditi più alti.

Sì, perché l sforbiciata varia in base al reddito e alla condizione lavorativa. In ogni caso, l'appuntamento con i cambiamenti è solo con la prossima manovra. Nonostante le prime aperture, sembrano invece destinate a essere messe da parte le soluzioni prospettate di quota 100, come somma di età anagrafica e anni di contribuzione da maturare per andare in pensione, e quota 41, come soli anni di contribuzione, destinata a chi ha iniziato a lavorare in giovane età. Si tratta infatti di provvedimenti considerati troppi costosi per le attuali condizioni economiche dello Stato. Rimane poi da risolvere la questione di chi ha svolto o esercita attività prevalentemente faticose.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il