BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni ultime notizie quota 100, quota 41, mini pensioni metodi di prova Governo Renzi ritorna a pensare

Dubbi e perplessità su nuovi sistema di uscita prima basato sulla mini pensioni e novità pensione con quota 100 e 41: ancora lontane modifiche strutturali dell’attuale legge pensioni




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 9:56):  L'idea che anima il Gruppo dei Consiglieri dello staff tecnico del Governo Renzi è quella di dare la possibilità di poter scegliere. Lo affermano Treu e non solo. A questo punto un sistema temporaneo di prova per vedere quali novità per le pensioni potrebbe nello stesso tempo accontentare tutti rilanciando anche quota 100 o quota 41 cercando di cogliere anche i metodi e le novità indicate nelle ultime notizie e ultimissime. Certo ci sono due problemi fondamentali. Se si agisse sulle novità per le pensioni a livello fiscale, il miliardo destinato si esaurirebbero subito o quasi e si dovrebbero trovare altri fondi anche se si potrebbero recuparare quelli dell'opzione femminile che dovrebbero essere due miliardi circa già stanziati e poco usati se non viene allungata dopo la fase di verifica. A quetso punto provare quota 100 con penalità e quota 41 senza penalità, ma anche le mini pensioni magari cambiate rispetto a quelle attuali potrebbe essere con circa 300-500 milioni di dote per ciasuna una via percorribile a patto che poi, dopo una veloce verifica, si cerchi finalmente di decidere in modo permanente

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:30): L'idea del metodo temporaneo per le novità delle pensioni deriva anche dal fatto che vi sono pochi soldi per le mini pensioni e che un miliardo per fare tutto se si vuole aggiungere anche altro è davvero poco. Ma non è solo un problema di soldi. L'opposizione interna, una parte della coalizione e gli stessi tecnici che se ne occupano hanno parlato di voler lasciare almeno tre possibilità per le novità delle pensioni a chi ci vuole andare. E poi c'è l'idea che finora i metodi portati avanti non hanno portato nessun o pochissimi risultati come confermano le ultime notizie e ultimissime. E, dunque, provare, darebbe spazio anche ad un ritorno alle quote di cui si era già parlato.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 17:36): Tutti i metodi e i sistemi sono allo studio, ma non si riesce a trovare al momento quello che appare risolutivo all'interno della maggioranza e le divergenze tra chi si ne sta occupando appaiono continuamente sia pubblicamente che nelle indiscrezioni delle ultime notizie. Si è parlato di fare le mini pensioni, si è parlato di come cambiarle una volte subite le tante critiche o di come affiancarle con ulteriori metodi come era l'idea originale di importanti autorità. Ora si ritorna all'idea per superare l'impasse delle novità per le pensioni in prova, temporanee per evdere quale potrebbe funzionare meglio conf ondi e tempistiche limitate.

Il dibattito sulle novità per le pensioni è ancora apertissimo ma tra proposte di cambiamento, soluzioni temporanee, piani di uscita prima modulati su diversi sistemi di penalizzazioni e novità come quota 100, quota 41 e mini pensione, si continua ad oscillare su cosa fare nel breve periodo e cosa rimandare nell’attesa che la situazione economica si stabilizzi e si abbiano a disposizioni maggiori fondi. Tutto è ancora in bilico, nonostante all’apparenza ogni novità per le pensioni sia ben definita. Eppure mancano dettagli, mancano soldi, manca, soprattutto, una soluzione condivisa. A partire dal nuovo sistema basato sulla mini pensione che nella sua iniziale versione permetteva l’anticipo di pensione a tutti i nati tra il 1951 e il 1953, che avrebbero potuto lasciare il lavoro a 63 anni piuttosto che a 66, fascia di età che nel tempo dovrebbe essere rivista per garantire l’uscita prima a tutti gli over 63, con penalizzazioni modulate sull’importo del reddito pensionistico percepito da ciascun lavoratore e comprese tra l’1 e il 4%, e un anticipo erogato da istituti di credito o imprese, di cui erano incerti dettagli su Tfr e interessi, e che potrebbe  cambiare, a partire dalla platea di beneficiari.

Troppi sarebbero infatti tutti i nati tra il ’51 e il ’53 a fronte di poche risorse economiche per cui ci potrebbe essere un coinvolgimento graduale delle persone, da chi è rimasto senza lavoro, a chi percepisce redditi più bassi fino a comprendere tutti gli altri. Il Tfr dovrebbe servire come garanzia per lo Stato, restano da definire le entità delle decurtazioni da applicare alle pensioni finali per la restituzione dell’anticipo per l’uscita prima, e gli interessi sarebbero a carico dello Stato e non del lavoratore ma resta da capire con quali effetti su tutti i cittadini. Questo piano basato sulla mini pensione non convince perché non sarebbe poi così vantaggioso per i lavoratori stessi. E se questo meccanismo basato sulla mini pensione non convince, non va meglio per le novità per le pensioni con quota 100 e quota 41.

Si è parlato in questi ultimissimi giorni di un possibile ritorno alle quote, che non sarebbe proprio nelle intenzioni dell’esecutivo, ma che prospetterebbero modifiche pensionistiche decisamente più vantaggiose per i lavoratori che potrebbero effettivamente scegliere quando andare in pensione. Il ritorno alle quote, in un certo senso, sovvertirebbe l’attuale sistema pensionistico basato sul raggiungimento del requisito anagrafico per un ritorno alla pensione attraverso il raggiungimento del requisito contributivo. Ma, seppur rilanciati dal presidente del Comitato ristretto per le pensioni a Montecitorio così come da diverse forze politiche, sembra particolarmente difficile che effettivamente vengano realizzati, seppur necessari soprattutto nel caso di quota 41.

Questo meccanismo, infatti, servirebbe soprattutto a coloro che sono entrati giovanissimi nel mondo occupazionali, magari a 14 o 15 anni, che hanno abbondantemente raggiunto i 40 o 41 anni di contributi ma che sono ancora bloccati a lavoro nell’attesa di raggiungere quella soglia dei 66 anni per loro davvero difficile. A questa richiesta si aggiunge quella di Maria Luisa Gnecchi di estensione a tutti della possibilità di andare in pensione a 64 anni e sette mesi, cosa che oggi è possibile solo per i lavoratori del settore privato che abbiano maturato tali requisiti entro il 31 dicembre 2012, escludendo gli stessi lavoratori privati che, per esempio, entro la data indicata erano disoccupati, e gli impiegati del pubblico impiego; e quella di Maurizio Sacconi di pensione anticipata per i lavoratori cui mancano tre anni al raggiungimento della pensione, che continuerebbero a percepire il proprio reddito, forse non per intero, e regolari contributi previdenziali fino al momento del raggiungimento della normale pensioni, coinvolgendo lo Stato, che erogherebbe la Naspi per sostenere l’anticipo di uscita del lavoratore, e il datore di lavoro per le restanti spese, al fine di rilanciare il ricambio generazionale.

A questo punto probabilmente si potrebbe, ancora una volta, pensare ad una soluzione temporanea che potrebbe essere proprio quella del piano basato sulla mini pensione inizialmente da mantenere in vigore fino al 2019 anche se, come sopra accennato, resterebbero da definire le linee principali. potrebbe coinvolgere lavoratori del pubblico impiego nati tra il 1951 e il 1953 ma non si sa se gradualmente in base ai redditi; dovrebbe prevedere penalizzazioni graduali in base sempre al reddito pensionistico del lavoratore; dovrebbe prevedere l'erogazione del prestito da parte di istituti di credito e assicurazioni cui il lavoratore dovrà restituirlo attraverso trattenute mensili sulla pensione che riceverà dall'Istituto di Previdenza. Il piano di rimborso potrebbe essere 20ennale, con entità dei rimborsi in base all'anticipo ricevuto, e il Tfr dovrebbe funzionare da garanzia per lo Stato. Il costo di questo piano, come giò le stime avevano reso noto, sarebbe di un miliardo di euro all'anno e varrebbe, per ora, dal 2017 al 2019. Dunque, ancora lunga la strada per novità strutturali e definitive dell'attuale legge pensioni?

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il