BusinessOnline - Il portale per i decision maker






Pensioni ultime notizie prospettive e novità convergenze Bankitalia, Confindustria, Bce su quota 100, mini pensioni, quota 41

Lavorare prima su occupazione e detassazione e poi sulle novità per le pensioni. Le priorità secondo le istituzioni economiche.




C'è un aspetto comune che le lega le recenti ricette di Bankitalia, Confindustria e Bce: lavorare prima su occupazione e detassazione e poi, eventualmente, sulle novità per le pensioni. In qualche modo si tratta della stessa linea d'azione che sta seguendo da tempo l'esecutivo italiano. I primi sforzi ovvero i primi investimenti sono stati indirizzati per sbloccare il mercato del lavoro. La strada scelta è quella della riduzione del cuneo fiscale. Nel brevissimo periodo ha dato i risultati sperati, ma i numeri sono adesso in calo e in prospettiva, senza la ripresa economica del Paese, il rischio è di avere creato un inutile buco nell'acqua.

Le attenzioni sono adesso per la riduzione delle tasse, magari quelle a carico dei redditi medi o dei pensionati con la minima. Il problema è il costo di una misura di questo tipo che mal si concilierebbe con gli interventi sulle novità per le pensioni. Allo stato uno esclude l'altro, a meno che non si scelga di accontentare tutti ma con provvedimenti di scarso impatto. Di certo, in queste condizioni appare improbabile la proposizione di ipotesi come l'applicazione di quota 100, quale somma di anni di contribuzione e di età anagrafica da maturare per accedere al trattamento previdenziale, o di quota 41 per chi ha iniziato a lavorare in giovane età.

In ogni caso è appunto cruciale il rilancio dell'economia italiana nel contesto di quella europea. Ed ecco i primi spiragli di luce nel lungo tunnel della crisi dell'Eurozona con possibili conseguenze anche sulle novità per le pensioni. Crescita e inflazione mostrano un lievissimo miglioramento, almeno per quest'anno. A certificarlo è la Banca centrale europea, che ha lasciato i tassi congelati a zero, confermato il piano di quantitative easing a 80 miliardi di euro mensili e la partenza a giugno dei nuovi interventi di aiuto all'economia. Lo staff di economisti Banca centrale europea ha rialzato la stima sul Pil 2016 portandola a 1,6% dal precedente 1,4% e quella sull'inflazione a +0,2% da +0,1%. Confermate le proiezioni per il 2017 con una crescita all'1,7% e un'inflazione all'1,3%, mentre è stata limata a 1,7% da 1,8% precedente la previsione sul Pil per il 2018, con un inflazione vista all'1,6%.

In linea le considerazioni del governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco, secondo cui il Paese sta uscendo lentamente dalla crisi. L'economia inizia a dare segnali di miglioramento, ma la ripresa è comunque al di sotto delle aspettative. Per uscire da questo periodo di incertezza, suggerisce, occorre intervenire sul rilancio degli investimenti pubblici, sul taglio del cuneo fiscale, sul fronte del lavoro e su quello del debito pubblico. Nessun riferimento alle novità per le pensioni. Per Visco dovrebbero venire in soccorso uno stretto controllo dei conti pubblici e la realizzazione del programma di privatizzazioni per permettere di migliorare il debito pubblico e garantirne una netta significativa nel 2017. Si tratta infatti della principale zavorra che limita gli interventi statali, anche sulle novità per le pensioni.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il