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Pensioni ultime notizie potenziali novità profonde mini pensioni, quota 100 da chi sembra contro

Nell'ottica di armonizzare le regole sulle pensioni la spinta al rinnovamento potrebbe e dovrebbe arrivare proprio dall'Europa.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 13:52): Dunque, l'Ue che tutti considerano come il nemico per le novità per le pensioni potrebbero non esserlo in modo così come viene descritto e anzi dalle ultime e ultimissime notizie potrebbero diventare un alleato, certo ci vogliono la volontà anche da parte dei nostri esponenti sia a prendere in considerazioni le indicazioni ma anche a essere propositivi e a spiegare la situazione reale. Non stiamo parlando di teorie, visto che il Presidente dell'Isititudo di Previdenza aveva pensato di far certificare le novità per le pension da istituzioni internazionali sopra le parti per dimostrare proprio la bontà dei conti e delle spirali economiche positive che si potrebbe andare a creare.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 10:27): Il vero problema sono i soldi già impegnati recuperati in precedenza con i risparmi e già inseriti nei bilanci di almeno i prossimi 10 anni. Ma una serie di novità per le pensioni possono essere fatte passare, secondo noi, senza nessun problema se ci fosse la volontà di spiegare all'Ue bene la nostra situazione di rigidità economica e occupazionale che blocca anche la produttività e andando nello stesso tempo in direzione delle loro richieste viste nelle ultime notizie e ultimissime che sono fondamentali, comunque, per un ammodermanento della nazione se prese in positivo e fatte bene, ovvero novità per le pensioni con la divisione assistenza, diminuzione e rimudulazione al meglio di detrazioni ed esenzioni e l'inserimento dell'assegno universale per i non occupati essendo l'unica nazione insieme alla Grecia che non lo ha.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 8:34): Dall'altra parte se si vede sotto la crescita dei parametri per le pensioni è davvero preoccupante e unica nell'area Ue arrivando a 68 anni in un arco di tempo piuttosto breve, cosa che, invece, nelle altre nazioni al momento è 65 anni. Dunque, le novità per le pensioni anche solo imitando le altre nazioni sono assolutamente necessarie e non è vero come si dice nelle ultime notizie e ultimissime che le altre nazioni imiteranno noi che siamo i primi ad aver dato segnali importanti e avuto il coraggio per norme nuove sulle pensioni. Ma probabilmente siamo noi che dobbiamo fare un passo indietro e vedere cosa sta facendo il resto dell'Ue.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 17:48): La stessa Ue può essere, dunque, un alleato molto importante per le novità per le pensioni al contrario di quello che si dice per differenti motivi che nelle ultime notizie e ultimissime avendo chiesto:

- novità pensioni collegate con la gestione delle detrazioni e agevolazioni
- novità pernsioni collegate con assegno universale siamo tra i pochi in Ue a non averlo come una delle misure per il reddito.
- novità pensioni con parità uomo e donna e non per forza in negativo.
- novità pensioni con rilancio di una consultazione aperta per cercare di inserire una serie di paletti uguali in tutta l'Ue. E proprio su questi ci potrebbe essere un rilancio come la Germania o la Francia e non un peggioramento. L'età non sarebbe alzata (la nostra) ma al massimo ribassata verso i 65 anni. E vi sarebbe pensioni più basse con maggior valore e sicuramente vie di uscite diversificate per chi ha iniziato a lavorare prima e con occupazioni faticose come nelle altre nazioni

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:30): E se le novità per le pensioni vere e profonde arrivassero proprio da quella che finora è stata definita come la peggior nemica delle stesse novità per le pensioni? E se fossero davvero quelle reali e radicoli che tanti si aspettando? Le basi ci sarebbero e alcune ultime notizie e ultimissime lo lasciarerebbe intendere anche se la strada, anche in questo senso, appare lunga e non semplice.

Le novità per le pensioni dipendono dalla volontà dell'Unione europea. Le cose non stanno esattamente così e la nostra è più che altro una provocazione, ma c'è un fondo di verità. Com'è noto, le decisioni in materia previdenziali spettano ai singoli Stati ma sempre nell'ambito dell'armonizzazione delle regole e del rispetto dei conti pubblici sottoscritto da tutti i Paesi aderenti all'Unione. Ma evidentemente c'è qualcosa che non va alla luce delle differenti condizioni per andare in pensioni. In Francia il traguardo si taglia a 62 anni, in Germania a 64 e gli assegni sono stati recentemente innalzati, la media europea è tra o 63 e i 65 anni.

E in Italia? Dal primo gennaio di quest'anno è scattato lo spostamento di quattro mesi del ritiro per via dell'aumento della speranza di vita. In pratica gli uomini possono andare in pensione di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi. Più particolareggiata è la situazione delle donne. Le lavoratrici del settore privato possono andare in pensione di vecchiaia a 65 anni e 7 mesi, quelle autonome a 66 anni e 1 mese. Per le lavoratrici del comparto pubblico le porte delle pensione si aprono alla stessa età degli uomini e quindi a 66 anni e 7 mesi. La contribuzione richiesta è di 42 anni e 10 mesi per gli uomini, di 41 anni e 10 mesi per le donne.

Ed è poi volgendo lo sguardo più avanti che la situazione diventa preoccupante, nel 2017 gli uomini andranno in pensione di vecchiaia a 66 e 7 mesi nel 2018 a 66 e 7 mesi; nel 2019 a 66 e 11 mesi; nel 2020 a 66 e 11 mesi; nel 2021 a 67 e 2 mesi; nel 2022 a 67 e 2 mesi; nel 2024 a 67 e 5 mesi; nel 2025 a 67 e 8 mesi; nel 2026 a 67 e 8 mesi; nel 2027 a 67 e 11 mesi; nel 2028 67 e 11 mesi; nel 2029 a 68 e 1 mese; 2030 a 68 e 1 mese; nel 2031 a 68 e 3 mesi. L'anzianità contributiva nel 2017 sarà di 42 anni e 10 mesi; nel 2018 di 42 anni e 10 mesi; nel 2019 di 43 anni e 2 mesi; nel 2020 di 43 anni e 2 mesi; nel 2021 di 43 anni e 5 mesi; nel 2022 di 43 anni e 5 mesi; nel 2023 di 43 anni e 8 mesi; nel 2024 di 43 anni e 8 mesi; nel 2025 di 43 anni e 11 mesi; nel 2026 di 43 anni e 11 mesi; nel 2027 di 44 anni e 2 mesi; nel 2028 di 44 anni e 2 mesi; nel 2029 di 44 anni e 4 mesi; nel 2030 di 44 anni e 4 mesi; nel 2031 di 44 anni e 6 mesi.

C'è poi un altro aspetto che segna la differenza tra l'Italia e gli altri Paesi ed è forse la principale: la maggiore difficoltà e i disincentivi più penalizzanti per chi decide di uscire un po' prima rispetto ai requisti di legge. Perfino per chi ha iniziato a lavorare da giovane o svolge attività soprattutto faticose, il livello di tutela da queste parti è nettamente inferiore. E che dire della tassazione applicata in Italia, intorno al 23% mentre nelle altre nazioni europee viaggi tra il 5 e il 7%? Tanto per non farci mancare nulla, il nostro insieme alla Grecia è uno dei due Paesi in cui non è in vigore l'assegno universale, quello che il ministro dell'Economia e il presidente della Camera vorrebbero introdurre, a patto che sia finanziato da Bruxelles. Ecco allora che nell'ottica di armonizzare le regole sulle pensioni la spinta al rinnovamento potrebbe e dovrebbe arrivare proprio dall'Europa.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il